Nella vita c'è il grigio e ci sono i colori. C'è la pioggia e c'è il sole. La noia e la felicità. Si alternano. Non si quando...

Una parentesi di nome Camogli Una parentesi di nome Camogli

Nella vita c'è il grigio e ci sono i colori.
C'è la pioggia e c'è il sole.
La noia e la felicità.
Si alternano. Non si quando, non si sa con che frequenza, né con quale proporzione: il cambio è di solito repentino, inatteso. E la proporzione è di solito a netto sfavore della felicità: un po' come la settimana lavorativa ha cinque giorni ed il weekend solo due.
Però questa alternanza è matematica, è come la marea - e alla fine il tutto finisce per essere una scelta: come diceva Abramo Lincoln, "Ci si può lamentare perché le rose hanno le spine, oppure si può gioire perché le spine hanno le rose".
Non sempre funziona - ma a volte, quando si riesce a farlo, si aprono parentesi felici in mezzo a tutte le cose che non funzionano, in mezzo ai doveri ed alle frustrazioni, ai dubbi ed alle nostalgie.
Parentesi perfette nella loro semplicità, parentesi in grado di riempirci di cose buone, che, per qualche ora di stupida, meravigliosa grazia, forse non ci fanno dimenticare ciò che non va, ma lo rendono lontano, piccolo. Forse non ci fanno credere nell'impossibile, ma riescono a renderci grati di ciò che abbiamo - qui ed adesso, niente di più, niente di meno.
Parentesi di colore, di sole, di felicità.

Il cuore non è solo un muscolo. E' un muscolo testardo: fa quel che gli pare, non ascolta il cervello, la logica, il dovere, il quieto ...

[I Viaggiatori Ignoranti] Seppellite il mio cuore a Superga [I Viaggiatori Ignoranti] Seppellite il mio cuore a Superga

Il cuore non è solo un muscolo.
E' un muscolo testardo: fa quel che gli pare, non ascolta il cervello, la logica, il dovere, il quieto vivere, la buona creanza.
Sceglie lui la sua strada e non ha pace finché anche il corpo lo segue.
Certo, non tutti i cuori sono così cocciuti (o temerari) da riuscire ad averla vinta - ma quello del Principe Eugenio di Savoia lo era.
E non solo metaforicamente...
Vi racconto la sua storia (ed il mistero ad esso connesso) sulle pagine de I Viaggiatori Ignoranti: clicca sull'immagine per leggerla.


Sono seduta su una panchina in un parco a Gloucester . E' l'ultimo giorno di settembre, sono le cinque del pomeriggio. Il sole ha ...

L'Inghilterra e l'essenza dell'amore L'Inghilterra e l'essenza dell'amore

Sono seduta su una panchina in un parco a Gloucester.
E' l'ultimo giorno di settembre, sono le cinque del pomeriggio.
Il sole ha sonno e scivola fra i rami degli alberi, la sua luce si fa intensa come la malinconia: le ombre attorno si allungano e l'oro si sparge sulle cose, facendole diventare preziose. Domani salirò di nuovo su un aereo che mi riporterà in Italia, e questo, forse, è il sapore che hanno i saluti.
Questo parco di Gloucester è fatto solo di verde e di qualche albero - non ha la regalità dei parchi di Londra, e nemmeno la ricca varietà dei giardini botanici del Sud del Paese.
Però è proprio questo parco di Gloucester che mi fa pensare come, questa volta, il mio arrivederci al Regno Unito sia ancora più difficile del solito.

C'è una ragazza che cammina pensierosa, lungo la Pine Street di Seattle, trascinandosi dietro una grande valigia azzurra. Cammina in...

Seattle: pensieri & parole Seattle: pensieri & parole

Seattle - Pensieri & Parole

C'è una ragazza che cammina pensierosa, lungo la Pine Street di Seattle, trascinandosi dietro una grande valigia azzurra.
Cammina in discesa, più veloce di quanto forse vorrebbe, da Capitol Hill verso la Westlake Station, passando davanti ai locali alternativi, sul viadotto dell'autostrada, di fronte agli alberghi di lusso ed alle boutique del centro.
Quella ragazza sono io, oggi, mentre salutavo Seattle per avviarmi verso l'aeroporto di Tacoma, dove avrei trascorso la mia ultima notte qui nello stato di Washington, prima di prendere il mio volo per San Francisco domattina all'alba.

L'amore non si riesce mai a spiegare. Spiegare significa razionalizzare, ed i sentimenti usano un altro linguaggio, un'altra semant...

#100motivi per cui amo il Regno Unito #100motivi per cui amo il Regno Unito

L'amore non si riesce mai a spiegare.
Spiegare significa razionalizzare, ed i sentimenti usano un altro linguaggio, un'altra semantica.
Si può provare ad elencare i pregi, le caratteristiche dell'oggetto del nostro sentimento che ci emozionano, che ci fanno stare bene - ma l'amore è chimica, e la chimica ha una legge che dice che l'insieme è qualcosa di più che la somma delle singole parti.
E così è per il mio amore per il Regno Unito.
Quando mi chiedono perché, che cosa mi fa amare così visceralmente questa terra tanto diversa dalla mia, non so mai spiegarlo.
Non basta un elenco, c'è qualcosa di più.
C'è la sensazione di essere un tessera di puzzle che va a posto, c'è quella sottile vaporizzazione di gioia su ogni cosa che solo l'amore sa dare, c'è il fatto di distrarsi un attimo e pensare di essere sempre stati lì, di volerci poter restare per sempre.
Ma - ad ogni ragazza innamorata piace stilare l'elenco di tutte le cose che le fanno battere forte il cuore; quindi stavolta provo a darvi almeno #100motivi per cui amo il Regno Unito.
Con l'emozione della certezza che lo rivedrò prestissimo...

Strasburgo è una città equilibrista. Strasburgo è una città di contrasti, che però convivono con un'armonia tale da costituire una rara...

Strasburgo è... Strasburgo è...

Strasburgo è una città equilibrista.
Strasburgo è una città di contrasti, che però convivono con un'armonia tale da costituire una rara forma di grazia - quella bellezza fatta di cose diverse, cose agli antipodi fra loro, che eppure trovano un modo, una strana reazione chimica per intrecciarsi, fondersi, creare qualcosa di unico ed incantevole.
Strasburgo è francese? E' tedesca? E' antica? O moderna?
Strasburgo è tutto questo - ha trovato una qualche formula magica, scritta nelle pietre dei suoi vicoli ammalianti, per far convivere in sè questi opposti, apparentemente senza forzature, come se la sua anima fosse intrisa nel profondo di entrambi gli aspetti, imprescindibilmente.
E' una città con così tante sfaccettature, così tanti angoli meravigliosi, diversi, inattesi, che a volte, mentre la giri a caso, senza meta, seguendo l'istinto, seguendo ciò da cui i tuoi occhi vengono attratti, ti fermi confusa a guardare un punto, domandandoti dove tu abbia già visto qualcosa di simile - perché è completamente diverso da quello che hai visto poche decine di metri prima.
Strasburgo ha angoli che assomigliano a tanti posti - eppure lei, in sé, non assomiglia a nessuno: definirla "ibrido" sarebbe sminuirla. Non è fatta di pezzi presi altrove e suturati a forza insieme: è un'armonia di aspetti che appartengono solo a lei, che lei stessa si è costruita man mano, durante i capitoli intensi e a volte sofferti della sua storia.
Strasburgo è francese, è tedesca, è alsaziana, è internazionale. E' medievale, moderna, barocca, antica, nuova, e molto altro.
Strasburgo è...

Oggi parto. Forse non vi interessa, o forse vi capiterà di leggere queste righe quando sarò già tornata da un po'; ma quando si part...

Oggi parto Oggi parto


Oggi parto.
Forse non vi interessa, o forse vi capiterà di leggere queste righe quando sarò già tornata da un po'; ma quando si parte, a volte, si è un po' egoisti, e forse scrivo queste parole più che altro per me, perché ho tante aspettative su questa partenza - sono emozionata come da un po' non mi capitava, e ho bisogno di immortalare in qualche modo questa aspettativa, questa emozione.
Rileggerla fra un po' di tempo e magari sorridere.
Ma credo di aver anche bisogno di partire, per fare una dialisi di energia al corpo e di pensieri freschi alla mente.
E magari anche di trovare risposta ad alcune domande.
Mi illudo sempre di trovare risposta alle mie domande partendo, anche se poi, in realtà, non capita praticamente mai. O forse, semplicemente, la risposta già la so - ma mi manca il coraggio di ascoltarla.

" Oh, andate ad Edimburgo!! Che bello! Che fortuna! Siete così fortunate!! " Io e Tabby Cat stiamo facendo check in alla recep...

Edimburgo in Festival Edimburgo in Festival

Festival di Edimburgo: Fringe e Military Tattoo

"Oh, andate ad Edimburgo!! Che bello! Che fortuna! Siete così fortunate!!"
Io e Tabby Cat stiamo facendo check in alla reception della nostra guest house a Pitlochry, un paesino fatto di fiori e cottage di pietra nell'Argyle, contea delle terre basse scozzesi. La guest house è una grande dimora georgiana che sembra uscita da qualche film di Ivory, fuori la pioggia scroscia e la ragazzina alla reception avrà sì e no 16 anni.
E' la nipotina della proprietaria e quando siamo arrivate si stava facendo le unghie sospirando con aria annoiata mentre sbirciava una rivista di gossip.
"Andrete a vedere il festival? No? Mia nonna forse mi porta domenica, abbiamo i biglietti per il Tattoo! Ma voglio assolutamente vedere anche qualche spettacolo del Fringe!"
Ci dice in tono entusiasta e canterino, sgranando gli occhioni celesti.
"Sono così emozionata!" aggiunge, prima di darci le chiavi della nostra stanza.

C'è chi dice che più che programmare viaggi bisognerebbe costruirsi una vita da cui non si ha bisogno di prendere vacanze. Vero, for...

Sul viaggio e sulla vita... Sul viaggio e sulla vita...


C'è chi dice che più che programmare viaggi bisognerebbe costruirsi una vita da cui non si ha bisogno di prendere vacanze.
Vero, forse.
Ma quando questa vita non c'è (o magari non c'è *ancora*, chissà), allora menomale che ci sono i viaggi.
"Non si viaggia per fuggire dalla vita, ma perché la vita non ci sfugga" - dice un aforisma che mi piace molto; ma di conseguenza, allora, mi domando: che cos'è la vita?

Sarà vero che a Torino c'è il Diavolo? Ma no - non più che in altri posti, per chi ci crede. Però è sicuramente vero che c'è il Po...

[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Portone del Diavolo [I Viaggiatori Ignoranti] - Il Portone del Diavolo

Sarà vero che a Torino c'è il Diavolo?
Ma no - non più che in altri posti, per chi ci crede.
Però è sicuramente vero che c'è il Portone del Diavolo, che di inquietante non ha solo i simboli scolpiti sui suoi pannelli, ma anche diversi avvenimenti accaduti fra le sue mura.
Oggi, comunque, lì dentro c'è una banca - quindi fate un po' voi...
Il resto della storia ve la racconto con I Viaggiatori Ignoranti: cliccate sull'immagine per leggere l'articolo!


Schoenbrunn è stata la prima cosa di Vienna che ho visto - in quel caldo, caldissimo luglio del 2007 (di cui vi ho parzialmente accennato q...

Schoenbrunn, la "bella fonte" degli Asburgo Schoenbrunn, la "bella fonte" degli Asburgo

Schoenbrunn è stata la prima cosa di Vienna che ho visto - in quel caldo, caldissimo luglio del 2007 (di cui vi ho parzialmente accennato qui), che non me l'aveva fatta debitamente apprezzare.
Le temperature superavano i 40° C, e girare per la città era gradevole quanto essersi persi in un deserto. L'afa torrida abbrustoliva i miei sensi e la mia capacità di apprezzare il bello - l'obiettivo principale dei nostri giri non erano palazzi e monumenti, ma un rifugio dalla calura, un po' di relativo sollievo all'ombra o l'aria condizionata di negozi e locali. Per tre giorni mi sono nutrita solo di gelati (che, di questo bisogna dar credito, nella capitale austriaca sono di ottima qualità), e, fino alla mia seconda visita avvenuta la scorsa estate, il mio unico ricordo di Vienna era l'odore della cacca di cavallo: in centro ci sono molte carrozze e calessini che hanno lo scopo di farti immergere ancora di più nell'atmosfera elegante e d'antan del centro, con il suo sfarzo imperiale; ma in quei giorni l'unica suggestione che amplificavano era di tipo olfattivo, per colpa della temperatura.

Però Schoenbrunn... Schoenbrunn l'avevo apprezzata a prescindere.

Saint Andrews è un'elegante cittadina che si affaccia sulle coste del Fife, lungo il lato sud-est della Scozia. Oggigiorno è fondament...

St Andrews, il lato bon-ton della Scozia St Andrews, il lato bon-ton della Scozia

Saint Andrews è un'elegante cittadina che si affaccia sulle coste del Fife, lungo il lato sud-est della Scozia.
Oggigiorno è fondamentalmente conosciuta per il suo ateneo, che è uno dei più antichi e rinomati del Regno Unito (e che permise anche a Kate Middleton di incontrare il suo Principe Azzurro, dal momento che entrambi hanno studiato qui), e per i suoi campi da golf.
Questa sua vocazione di regina del green forse la potrà far apparire un pochino snob, ad una prima occhiata superficiale: una signorina bon chic di famiglia altolocata dal look sobrio ma ricercato, che studia in un'università importante come preliminare per una prestigiosa carriera già tracciata, e che nel tempo libero comincia già ad intrecciare rapporti sociali che contano in qualche elitario circolo sportivo.
Ma questo aplomb posato ed elegante è soltanto un abito di sartoria indossato sopra un'anima scozzese fino al midollo.

"Non c'è due senza tre", si dice, ed eccomi alla mia terza nomination per il Liebster Award !! Questo giochino mi diverte sem...

Liebster Award #3 - a volte ritornano... Liebster Award #3 - a volte ritornano...

"Non c'è due senza tre", si dice, ed eccomi alla mia terza nomination per il Liebster Award!!
Questo giochino mi diverte sempre un sacco, perché mi piace rispondere alle domande, e mi piace leggere le risposte alle domande che pongo io -  Ã¨ un modo per conoscersi meglio,  e per trovare altri punti in comune oltre alla passione per i viaggi.
Ringrazio quindi Federica di Una ciliegia tira l'altra per avermi nominata... e adesso passo alle risposte :)

Quella volta che ci siamo incontrati, è stato sette anni fa. E' passato tanto tempo, e a lungo ho pensato come scriverne. Ma tu sei lì,...

Mont St-Michel, quella volta che ci siamo incontrati... Mont St-Michel, quella volta che ci siamo incontrati...

Quella volta che ci siamo incontrati, è stato sette anni fa.
E' passato tanto tempo, e a lungo ho pensato come scriverne. Ma tu sei lì, in mezzo alla marea, immutato da più di mille anni.
Che importa quanto tempo sia passato...
Il tempo è passato per me, ma non per te.
Quella volta che ci siamo incontrati ti ho visto comparire da lontano, come un miraggio, emergere dietro prati verdi e pecore - una sagoma sfocata e quasi irreale, un castello sacro nato dalla magia dove i cavalieri coraggiosi devono affrontare prove per determinare il loro destino.
Ma io sono un cavaliere coraggioso? Lo sarò?

Se penso a Stoccolma  penso all'ordine ed alla perfezione - ma non ad un ordine e ad una perfezione asettici, senz'anima come un rob...

Stoccolma in bianco & nero Stoccolma in bianco & nero

Se penso a Stoccolma penso all'ordine ed alla perfezione - ma non ad un ordine e ad una perfezione asettici, senz'anima come un robot: no, il fascino dell'ordine scandinavo risiede nel suo contrasto fra la superficie, levigata e pura, e ciò che si agita, tormentato e riflessivo, nei suoi abissi. Perché un po' di questo ribollimento interiore, per quanto racchiuso a tenuta stagna in un silenzio introspettivo, riesce sempre a fuggire un po' in superficie: una bolla ribelle che increspa il pelo dell'acqua, che le regala curve sinuose, ed uno sguardo malinconico.
Se penso a Stoccolma penso che per me è stata come una parentesi, una capsula d'aria incuneata fra la chiusura e l'apertura di due periodi importanti della mia vita. E' stato uno spazio, il momento in cui ti fermi a riprendere fiato, e a contemplare per un attimo la bellezza di ciò che ti circonda - senza obiettivi, senza calcoli, solo per la bellezza fine a se stessa. E così scopri nuovi modi di vedere le cose, nuove parti di te che fino a quel momento erano rimaste inespresse.
Se penso a Stoccolma penso all'acqua ed al legno, a linee pulite ed essenziali ma armoniche, ad una bellezza a tinte chiare eppure decise.
Penso al suo arcipelago, in cui ogni isola sembra avere una sua personalità ben distinta e spiccata: i canali d'acqua separano mondi, diversi eppure simili, parte di una matrice comune, come membri di una stessa famiglia - come facce di una stessa medaglia.

Com'è vivere all'ombra di un vulcano attivo? Me lo sono sempre domandata - forse perché la montagna all'ombra della quale io  i...

Il Gatto Nero & l'Etna Il Gatto Nero & l'Etna

Com'è vivere all'ombra di un vulcano attivo?
Me lo sono sempre domandata - forse perché la montagna all'ombra della quale io invece sono cresciuta, quel Musiné spelacchiato ed un po' inquietante di cui vi ho raccontato qui, fra le tante leggende con un fondo di verità che lo vedono protagonista ha anche quella di essere stato, appunto, un vulcano...
E quindi - a volte lo guardavo, e pensavo a come sarebbe stato se, all'improvviso, dal suo profilo glabro e rossiccio avesse cominciato a vomitare fuoco e gas. Una notte credo anche di averlo sognato - uno di quei sogni adolescenziali un po' tumultuosi, un po' tormentati.
Ma com'è nella realtà?
Uno degli aspetti più interessanti del blog tour fatto a marzo con Turismo Slow nella campagna catanese attorno alle pendici dell'Etna Ã¨ stato quello di trovare delle risposte a questa mia domanda, attraverso le parole di chi, all'ombra di un vulcano attivo, ci vive veramente.

Io ho un debole per le cattedrali gotiche - chi mi segue lo sa. Le loro facciate aguzze ed elaborate sono una fitta trama di luci ed ombre,...

[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Duomo di Torino ed i suoi misteri [I Viaggiatori Ignoranti] - Il Duomo di Torino ed i suoi misteri

Io ho un debole per le cattedrali gotiche - chi mi segue lo sa.
Le loro facciate aguzze ed elaborate sono una fitta trama di luci ed ombre, di metafore e misteri, di misticismo in chiaroscuro.
Mi è sempre dispiaciuto che a Torino non ne avessimo una...
Però in quanto a storia complessa, rimandi esoterici e leggende il nostro Duomo di San Giovanni non ha nulla da invidiare a questi misteriosi capolavori dell'architettura medievale.
Volete sapere esattamente perché?
Cliccate sull'immagine, ve lo racconto con I Viaggiatori Ignoranti...


"Tutti insieme appassionatamente" , ammetto, non l'ho mai visto. E confesso anche che non ho particolari intenzioni di vederlo...

Mondsee, appassionatamente... Mondsee, appassionatamente...

"Tutti insieme appassionatamente", ammetto, non l'ho mai visto. E confesso anche che non ho particolari intenzioni di vederlo.
Mi pare la versione canterina di uno spot del Mulino Bianco, dove il carburante autoalimentante della famiglia felice & perfetta non sono le brioscine ma le note musicali.
Peraltro, la traduzione italiana del titolo è fedele alla tradizione creativa dei traduttori nostrani di titoli - che non sono mai letterali e spesso centrano una beata fava con l'originale, eppure in qualche modo riesce a distillare il succo della trama in maniera ancora più efficace e pregnante di quanto il titolo "vero" riesca a fare: "Tutti" (ma proprio tutti, eh? la perfezione non ammette pecore nere) - "insieme" (mi raccomando sempre sempre sempre insieme, che nessuno osi reclamare un po' di solitudine ed individualismo) - "appassionatamente" (certo, non basta essere solo sempre insieme, bisogna anche essere felici di farlo) credo anticipi molto di più sul clima che si può aspettare vedendo il film rispetto a "The sound of music", titolo originale che potrebbe nascondere qualunque cosa, anche un documentario sui flauti in bambù dei Papua della Nuova Guinea o un biopic di qualche rocker maledetto morto ventenne per un'overdose di crack.

L'ho sempre detto: per le città non funziona come per gli esseri umani., che, a guardarli dall'alto in basso, equivale a dire giudic...

Firenze vista dall'alto Firenze vista dall'alto

L'ho sempre detto: per le città non funziona come per gli esseri umani., che, a guardarli dall'alto in basso, equivale a dire giudicarli, trattarli con supponenza.
Guardare dall'alto dalle città significa conoscerle, abbandonare i preconcetti, cogliere con un'occhiata, rapida e mozzafiato, la loro essenza, condensata in un panorama, lambito o tagliato dall'acqua, in uno skyline che ne riassume storia e tribolazioni, stagliandole contro il cielo.
Ed è per questo che guardare le città dall'alto è una delle cose che mi piace di più fare.
Firenze ha una grazia armoniosa, semplice e calda, anche vista dall'alto.

Sapevate che anche Torino, o meglio la Val di Susa , ha la sua Atlantide? Un luogo mitico, favoleggiato da millenni in leggende dai contorn...

[I Viaggiatori Ignoranti] - Il mito della Città di Rama [I Viaggiatori Ignoranti] - Il mito della Città di Rama

Sapevate che anche Torino, o meglio la Val di Susa, ha la sua Atlantide?
Un luogo mitico, favoleggiato da millenni in leggende dai contorni esoterici, a metà strada fra metafore alchemiche e racconti di paese - ma di cui non è mai stata trovato alcun tipo di evidenza storica o archeologica.
Si tratta della Città di Rama, forse fondata da un dio, o forse da qualcuno arrivato dal cielo sopra un carro dorato...
Andiamo a cercarla assieme con I Viaggiatori Ignoranti: clicca sulla foto per leggere l'articolo.