Se penso a Stoccolma penso all'ordine ed alla perfezione - ma non ad un ordine e ad una perfezione asettici, senz'anima come un robot: no, il fascino dell'ordine scandinavo risiede nel suo contrasto fra la superficie, levigata e pura, e ciò che si agita, tormentato e riflessivo, nei suoi abissi. Perché un po' di questo ribollimento interiore, per quanto racchiuso a tenuta stagna in un silenzio introspettivo, riesce sempre a fuggire un po' in superficie: una bolla ribelle che increspa il pelo dell'acqua, che le regala curve sinuose, ed uno sguardo malinconico.
Se penso a Stoccolma penso che per me è stata come una parentesi, una capsula d'aria incuneata fra la chiusura e l'apertura di due periodi importanti della mia vita. E' stato uno spazio, il momento in cui ti fermi a riprendere fiato, e a contemplare per un attimo la bellezza di ciò che ti circonda - senza obiettivi, senza calcoli, solo per la bellezza fine a se stessa. E così scopri nuovi modi di vedere le cose, nuove parti di te che fino a quel momento erano rimaste inespresse.
Se penso a Stoccolma penso all'acqua ed al legno, a linee pulite ed essenziali ma armoniche, ad una bellezza a tinte chiare eppure decise.
Penso al suo arcipelago, in cui ogni isola sembra avere una sua personalità ben distinta e spiccata: i canali d'acqua separano mondi, diversi eppure simili, parte di una matrice comune, come membri di una stessa famiglia - come facce di una stessa medaglia.
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luglio 04, 2015
Se penso a Stoccolma penso all'ordine ed alla perfezione - ma non ad un ordine e ad una perfezione asettici, senz'anima come un rob...
marzo 30, 2014
Sono stata a Copenaghen alla fine di ottobre dello scorso anno: l'aria già freschina, ovviamente decisamente più frizzante di com'er...
10 cose che mi sono piaciute di Copenaghen
Sono stata a Copenaghen alla fine di ottobre dello scorso anno: l'aria già freschina, ovviamente decisamente più frizzante di com'era in Italia - però era ancora possibile riuscire a stare all'aperto, godendosi non solo le passeggiate in centro, ma anche un po' di relax su una panchina.
Ovviamente questo con il giusto equipaggiamento in termini di vestiti spessi e con la colleborazione del sole, quando si decideva a a rimanere per un po' a compiere il suo dovere.
La città mi è piaciuta molto.
Non è riuscita a scalzare Stoccolma nella mia personale classifica delle capitali nordiche, ma occupa un onorevole secondo posto, con davvero pochissimi punti a separarla dalla prima.
Le due città hanno parecchie similitudini a livello strutturale ed architettonico, ma Copenaghen rielabora questi elementi declinandoli in maniera diversa - un po' come potrebbero fare due cuochi intenti a cucinare uno stesso piatto con (quasi) gli stessi ingredienti, ma aggiungendo il loro tocco personale nel modo di mixarli, nel punto di cottura, nella presentazione.
Girando per Copenaghen non si può fare a meno di pensare ad Amleto: c'è un non-so-ché di intenso e quasi "tragico" in questa città - intendendolo con un'accezione positiva, ovviamente.
Una sorta di apparenza molto calma e silenziosa che però nasconde emozioni forti, profonde.
E ti senti trascinato a cercarle queste emozioni, ad esplorare gli angoli nascosti, ad infilarti dentro i cortili, a scegliere i vicoli secondari.
E' meno ordinata e metodica della sua cugina svedese - appunto perché la sua superficie lascia intravedere qualche segno di questa tempesta: gli elementi architettonici hanno qualche curva extra, qua e là compaiono colori forti, violenti.
Forse, proprio come Amleto, anche Copenaghen si tormenta sull'essere o il non essere: ma questo suo contrasto fra la sua ordinata apparenza scandinava ed i suoi guizzi passionali non è sintomo di indecisione, ma è anzi sinonimo di una più ricca, variegata personalità .
E adesso andiamo insieme a farci un giro fra le sfaccettature di questo caratterino che a me sono piaciute di più...
Ovviamente questo con il giusto equipaggiamento in termini di vestiti spessi e con la colleborazione del sole, quando si decideva a a rimanere per un po' a compiere il suo dovere.
La città mi è piaciuta molto.
Non è riuscita a scalzare Stoccolma nella mia personale classifica delle capitali nordiche, ma occupa un onorevole secondo posto, con davvero pochissimi punti a separarla dalla prima.
Le due città hanno parecchie similitudini a livello strutturale ed architettonico, ma Copenaghen rielabora questi elementi declinandoli in maniera diversa - un po' come potrebbero fare due cuochi intenti a cucinare uno stesso piatto con (quasi) gli stessi ingredienti, ma aggiungendo il loro tocco personale nel modo di mixarli, nel punto di cottura, nella presentazione.
Girando per Copenaghen non si può fare a meno di pensare ad Amleto: c'è un non-so-ché di intenso e quasi "tragico" in questa città - intendendolo con un'accezione positiva, ovviamente.
Una sorta di apparenza molto calma e silenziosa che però nasconde emozioni forti, profonde.
E ti senti trascinato a cercarle queste emozioni, ad esplorare gli angoli nascosti, ad infilarti dentro i cortili, a scegliere i vicoli secondari.
E' meno ordinata e metodica della sua cugina svedese - appunto perché la sua superficie lascia intravedere qualche segno di questa tempesta: gli elementi architettonici hanno qualche curva extra, qua e là compaiono colori forti, violenti.
Forse, proprio come Amleto, anche Copenaghen si tormenta sull'essere o il non essere: ma questo suo contrasto fra la sua ordinata apparenza scandinava ed i suoi guizzi passionali non è sintomo di indecisione, ma è anzi sinonimo di una più ricca, variegata personalità .
E adesso andiamo insieme a farci un giro fra le sfaccettature di questo caratterino che a me sono piaciute di più...
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