E' lunedì mattina e Boston sta sonnecchiando ancora un po'. Oppure si stiracchia, e con la faccia ancora stropicciata, un po...
Scarafaggi, scoiattoli e rose (Boston - un inizio)
E' lunedì mattina e Boston sta sonnecchiando ancora un po'.
Oppure si stiracchia, e con la faccia ancora stropicciata, un po' intontita, scende in strada.
Il cielo è grigio, ma non è una cortina invalicabile: è un grigio tenue, luminoso, segno che dietro il sole si sta forse sforzando in qualche modo di farsi strada - o di ricordare che lui esiste in ogni caso, anche quando ci sono le nuvole.
Io non ho sonno.
Riflettevo sul mio silenzio, in questi giorni. Qui da queste parti, intendo. Un po' anche su altri fronti, ma non so quanto centrin...
Silenzio, parla Venezia
Riflettevo sul mio silenzio, in questi giorni.
Qui da queste parti, intendo.
Un po' anche su altri fronti, ma non so quanto centrino gli uni con gli altri.
Forse lo scoprirò appena avrò finito di scrivere - perché è questa la cosa bella di scrivere: che è un po' come fare un puzzle, o srotolare un gomitolo e farci un maglione da indossare contro il freddo - e quando hai finito ti fa vedere cose che prima non vedevi. Ti fa capire cose che ti passavano di fianco e non te ne accorgevi.
E poi c'è il bello di scrivere senza obiettivi, senza obblighi - che è la libertà .
Le Grotte di Catullo in realtà non sono affatto grotte. E, se proprio vogliamo dirla tutta, non sono nemmeno di Catullo. Però, che im...
Sono qui che voglio scrivervi di Praga - ma il fatto è che non so bene da che parte cominciare. Non so perché, per le cose, per i posti,...
Praga, e la magia come metafora
Sono qui che voglio scrivervi di Praga - ma il fatto è che non so bene da che parte cominciare.
Non so perché, per le cose, per i posti, che mi piacciono di più - finiscono quasi sempre per mancarmi le parole.
Credo sia un difetto tipicamente comune ad un po' tutta l'umanità , a partire dai tempi di Dante che giunto al culmine del Paradiso rimase muto, lui e la sua penna.
E, se persino il Sommo Poeta non fu in grado di scriverne, forse è normale che capiti anche a me - ma ugualmente mi dispiace, perché vorrei esistesse una forma di linguaggio semplice ed immediata per trasmettere anche la bellezza pura e totalizzante, e non solo il senso critico o le storie connesse ad un luogo.
In realtà non è che non abbia nulla da dire - è solo che mi sento quasi una certa ansia da prestazione, come se quello che vorrei scrivere non mi paia abbastanza, non sia sufficientemente in grado di rendere tutta la meraviglia di un luogo.
"A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non so quel che cerco" ...
Un gatto nero in fuga a Trento
Lasciamo perdere.
Lasciamo perdere i soliti discorsi, che tanto lasciano sempre il tempo che trovano, e alla fine non si possono nemmeno fare, perché sono talmente comuni a tutti che nessuno li vuole sentire. No, non lo so gestire lo stress - ma nemmeno conosco nessuno che ne sia capace. Chi? Un monaco buddista tibetano forse? Ma se vivessi in un monastero fra le montagne e facessi meditazione tutto il giorno nemmeno io sarei stressata, probabilmente. Magari un po' annoiata, ma è un problema mio.
E, lo so, va bene, bisognerebbe riuscire a costruire una vita da cui non si abbia mai bisogno di fuggire, e nemmeno di andare in vacanza.
Bisognerebbe.
Solo che non ho ancora ben capito come si faccia. Magari per la prossima ci riuscirò.
Nel frattempo, ogni tanto, fuggo.
A Malta ci sono stata lo scorso febbraio - non il mese ideale per intingersi nelle acque smeraldine e trasparenti della Laguna Blu, m...
La Valletta, labirinto maltese
A Malta ci sono stata lo scorso febbraio - non il mese ideale per intingersi nelle acque smeraldine e trasparenti della Laguna Blu, ma il periodo perfetto per poterla visitare in lungo e in largo senza troppe masse turistiche alle calcagna.
Malta è piccina, ha un raggio di appena 20 km - che praticamente era la distanza che percorrevo quotidianamente due volte al giorno quando ancora vivevo nel mio ridente paesello della bassa Val di Susa e studiavo/lavoravo a Torino. Un'inezia, dunque. Ma con un concentrato di storia, preistoria, cultura, architettura e natura da far impallidire nazioni ben più grandi e roboanti.
Lo sai che in Perù puoi incontrare lama passeggiare tranquilli ed un po' indolenti per la strada, proprio qua incontri i piccioni? ...
L'altra volta che ero stata in Bretagna la Foresta di Mago Merlino non l'avevo vista. Non so perché. Non l'avevo proprio p...
Broceliande - la magia è negli occhi di chi guarda...
L'altra volta che ero stata in Bretagna la Foresta di Mago Merlino non l'avevo vista.
Non so perché.
Non l'avevo proprio presa in considerazione. E dire che da ragazzina ero una fan delle leggende di Re Artù e di tutti i suoi compari: avevo letto tutte le saghe fantasy esistenti sull'argomento, compresa quella in cui Artù in realtà è un romano, e anche quella in cui in realtà è un idiota.
Ma la Foresta di Merlino non l'avevo vista, e, quando sono tornata, tutti mi dicevano "Ma come? Non puoi non aver visto la Foresta di Merlino!" - quindi mi sono ripromessa che prima o poi avrei dovuto rimediare.
Osaka , dicono, sembra meno giapponese di tutte le altre città giapponesi. Ma potrà mai essere poco giapponese, mi domando io, se si tro...
Osaka - il lato pragmatico del Giappone
Osaka, dicono, sembra meno giapponese di tutte le altre città giapponesi.
Ma potrà mai essere poco giapponese, mi domando io, se si trova in Giappone? Dal Giappone non si scappa: è un'isola, un microcosmo - non ha confini, non ha mediazioni, si protende verso l'Occidente, sì, ma non si sradica - le sue radici sono profondissime, ben salde, e ogni tanto si tasta per sentire se ci sono ancora, le ripianta un po' più a fondo.
Non ci credo che sia poco giapponese.
Magari è una sfaccettatura diversa del Giappone: meno creativa di Tokyo, meno tradizionale di Kyoto.
Forse più prosaica, forse più estroversa.
Ma sempre Giappone.
Nessuno di noi è mai solamente una cosa per volta, figuriamoci un luogo. Figuriamoci una nazione, millenaria e complessa, che vela la sua anima con un riserbo esoterico quasi impenetrabile per noi Occidentali.
Comino è quasi uno scoglio. Beh, decisamente più grande di uno scoglio, con i suoi quasi 3 km di diametro: non voglio definirlo uno sco...
Certi posti - capita anche a voi? fai un po' fatica a raccontarli, perché sono troppo belli. Perché forse la bellezza creata dall...
Rocce rosa, mare blu
Certi posti - capita anche a voi? fai un po' fatica a raccontarli, perché sono troppo belli.
Perché forse la bellezza creata dall'uomo si può descrivere, si può articolare, ha una spiegazione, una storia - è l'espressione di un ideale sognato e trasposto in mattoni, marmo o cemento; ma la bellezza creata dalla natura è qualcosa che sale al di sopra di tutto questo, trascende i tentativi di raccontarla.
Ti lascia senza parole, appunto.
Che poi non è del tutto vero. E' solo che le parole ti sembra che la banalizzino.
"Bellissima" è un termine troppo vago, che si può usare per troppe cose.
Ecco - io penso che la Costa di Granito Rosa della Bretagna meriterebbe un termine apposito, tutto per sé.
Il nostro albergo non è il Park Hyatt , però per qualche attimo ho l'impressione che lo sia. Gli somiglia, magari, vagamente - né più...
Lost in translation (A Black Cat in Tokyo)
Il nostro albergo non è il Park Hyatt, però per qualche attimo ho l'impressione che lo sia. Gli somiglia, magari, vagamente - né più né meno a quanto io possa somigliare, molto vagamente, a Scarlett Johansson, che alla fine abbiamo entrambe curve abbondanti, e labbra carnose, e occhi grandi, e capelli che stanno un po' così come pare a loro, ma chissà perché su di lei il tutto fa un effetto molto diverso che su di me.
Ecco, appunto, io non somiglio affatto a Scarlett Johansson.
A me non piace Milano. E non è che voglia essere drastica nel giudizio. Non è una sentenza che nasca da un capriccio, da una valutazio...
Le cose belle di Milano (per chi non ama Milano)
A me non piace Milano.
E non è che voglia essere drastica nel giudizio. Non è una sentenza che nasca da un capriccio, da una valutazione superficiale e pregiudiziale: sono tanti anni che ci frequentiamo, e, nonostante la mia personale scarsa simpatia, lo facciamo anche con una certa assiduità . Ci ho lavorato, poi sono scappata, ma continuo ad averci a che fare sempre per lavoro. Ma ci ho anche a che fare per piacere personale, perché rappresenta il punto mediano logisticamente più efficace per incontrare le mie amicizie sparse in giro per l'Italia. Si tratta quindi di una convinzione ben ponderata, sottoposta a più di un test e con cui ho tentato di venire a patti innumerevoli volte: le ho chiesto spesso di provare a convincermi, ma forse è troppo sicura di sé per riuscirci davvero.
Oppure, semplicemente, siamo davvero troppo diverse.
Stavo pensando se i castelli britannici si possono definire i più belli al mondo. O perlomeno - se, quando qualcuno pronuncia la parola...
Arundel, un castello da fiaba
Stavo pensando se i castelli britannici si possono definire i più belli al mondo.
O perlomeno - se, quando qualcuno pronuncia la parola "castelli", il Regno Unito sia il primo Paese con cui viene da fare l'associazione mentale.
Immagino che i Francesi avrebbero qualcosa da ridire in merito - ma i Francesi del resto hanno sempre qualcosa da ridire. Dopotutto anche noi non scherziamo in quanto a parco castelli - ma quando mai siamo in grado di vantarci di qualcosa, preferiamo lasciarla cadere a pezzi e dimenticarci che ce l'abbiamo.
Se pensavo a Bologna , nel corso dell'ultimo anno, mi veniva in mente la canzone di Carboni - quella in cui lui vaga di notte per le ...
Bologna è una regola?
Se pensavo a Bologna, nel corso dell'ultimo anno, mi veniva in mente la canzone di Carboni - quella in cui lui vaga di notte per le vie porticate della città sul tettuccio di un furgoncino assieme alla sua band sgallettata che sembra quella degli Aristogatti, dicendo cose un po' sconnesse sulle regole che noi cattolici post-moderni ci poniamo e su come la vita sia bellissima.
E mi sfugge il nesso.
E mi sfugge anche il perché secondo lui pure Bologna dovrebbe essere una regola.
Ma se è per questo non capisco nemmeno perché in un'altra canzone dica "Amami ancora adesso / sono sempre Luca lo stesso" - ti è mai venuto in mente che potrebbe essere proprio questo il motivo per cui non ti ama più??
Comunque, mi dispiaceva collegare Bologna con questa canzone, che, a dirla tutta, mi fa abbastanza cagare, perché Bologna a me piace, è una città graziosa ed alla mano - quindi ho pensato che il metodo più efficace per resettare questa associazione fosse sovrascriverla con qualche memoria più recente.
Del Giappone vi ho ancora raccontato poco, relativamente poco, considerando il bagaglio stracolmo di sensazioni, domande, cose imparate, ...
Il Padiglione d'Oro di Kyoto - bellezza e mistero
Del Giappone vi ho ancora raccontato poco, relativamente poco, considerando il bagaglio stracolmo di sensazioni, domande, cose imparate, certezze ribaltate e punti di vista rimescolati che mi sono portata a casa. Da un lato era perché a caldo facevo fatica - è stato come un primo giorno di lavoro in un nuova azienda, questo ritorno dal Giappone: un bombardamento di informazioni, di facce nuove, di nomi, di procedure, di input ambientali, e tu che fai fatica a decifrarli, a ricordarli, a mettere a fuoco l'essenziale sopra il superfluo; il tutto mentre tenti di indovinare quello che ancora non sai, le dinamiche sottostanti, il carattere delle persone, il modo in cui dovrai relazionarti, quello che ti piace e quello che non ti piace.
E' stato come leggere un codice cifrato di cui mi manca un pezzetto della chiave, questo viaggio in Giappone: sto provando a cercarla, e vorrei trovarla, prima di cominciare a raccontare; ma d'altro canto vedo che, col passare del giorno, le istantanee che continuo a lasciare appese in un angolo della mia mente a loro dedicato stanno cominciando pian piano a sbiadire. L'immagine è ancora nitida, ma i colori sono più sfumati, qualche parola bisbigliata che era di sottofondo si è persa nel rumore, i particolari di contorno sono stati smussati come fa l'acqua con le rocce - e allora forse è meglio buttarsi a capofitto, lasciare stare le interpretazioni ed imprimere bene sulla tastiera queste tessere di puzzle fatte di ricordi, sensazioni, colori: magari un po' sconnesse, isolotti un po' assurdi che non comunicano fra loro - ma questo è il mio bagaglio di ritorno, i doni di cui questo viaggio mi ha arricchita, e non ci si deve sempre sforzare di trovare un senso alle cose.
Perché a volte, poi, è il senso delle cose che alla fine trova te.
Quando meno te lo aspetti, perché il senso non è una risposta secca, è un percorso a zig zag, ad ostacoli.
E se la fine non si vede, è perché spesso non ce l'ha.
Ma va bene così.
Di cosa è fatta la Bretagna? Di rocce rosa e scogliere a picco sul mare in tempesta. Di brughiere e foreste magiche. Di dolci al latte ed a...
6 paesini di cui è fatta la Bretagna
Di rocce rosa e scogliere a picco sul mare in tempesta. Di brughiere e foreste magiche. Di dolci al latte ed alle prugne e di chiese gotiche. Di pietre e malinconia, di silenzi parlanti e fierezza.
E anche di paesini piccoli e graziosi come un presepe d'antan, microcosmi in bottiglia in cui il tempo si è fermato, fra vicoli ricoperti di ciottoli, case a graticcio e fiori alle finestre.
Venite con me, vi porto a vedere i più carini...
Eilean Donan è un simbolo. Simbolo della Scozia- di ciò che è la Scozia nell'immaginario collettivo, e un po' anche nel mio. Ov...
La conquista di Eilean Donan
Eilean Donan è un simbolo.
Simbolo della Scozia- di ciò che è la Scozia nell'immaginario collettivo, e un po' anche nel mio. Ovvero castelli - antichi, fatti di pietre che se potessero parlare non smetterebbero più di raccontare storie, e pezzi di Storia forse diversi da quanto troviamo scritto sui libri; pietre lisciate dal tempo e dalla pioggia, eppure ancora ruvide, con qualche interstizio largo al punto di permettere a qualche fantasma di entrare, e poi di non voler uscire più.
Ma anche fiordi d'intorno, pendii vecchi come il mondo solcati da rughe scavate sul terreno morbido e torboso, verdi, baciati dalla pioggia grigia, baciati da questo cielo sempre intenso e profondo come una malinconia - che poi scivolano senza nemmeno accorgersene verso l'acqua cupa di qualche loch, e rimangono lì, sospesi a metà fra quest'armonia gemella di cielo ed acqua, amanti cosmici complementari che si specchiano l'uno nell'altra, che diventano riflesso l'uno dell'essenza, del colore dell'altra.
La Bretagna fuori stagione è semi-deserta - e qualche volta bisogna anche togliere il "semi": il freschino pungente delle 8 del...
La Bretagna fuori stagione
La Bretagna fuori stagione è semi-deserta - e qualche volta bisogna anche togliere il "semi": il freschino pungente delle 8 del mattino, le viuzze completamente vuote, solo noi e le pietre - le case di pietra, i marciapiedi di pietra, i muretti di cinta di pietra, le chiese di pietra, le stradine di pietra, i cimiteri, le croci, le mura delle città .
Qualche gatto che si aggira: siamo gatti anche noi, del resto, e ci piace il silenzio, la solitudine, le cose semplici e belle che si assaporano di più senza rumori, senza voci a distrarti.
Qualche gatto curiosamente socievole: forse fra anime affini ci si riconosce subito, specialmente quando non ci sono altri impegni a farti correre, altre presenze che impongono di essere ascoltate.
Ci vengono incontro e ci salutano, si lasciano accarezzare, e poi proseguono per la loro strada, noi per la nostra.
Le domeniche di settembre sono fatte per cercare cose belle. Sono fatte per il sole caldo - non più caldo come prima, come pochi giorni ...
Barolo e le domeniche di settembre
Le domeniche di settembre sono fatte per cercare cose belle.
Sono fatte per il sole caldo - non più caldo come prima, come pochi giorni fa: "Menomale", dici, si gira meglio. Però quasi non te lo ricordi più com'era il "troppo" caldo, come ti soffocava, come ti appiccicava - e non vuoi ammetterlo, però un po' ti dispiace. E non vuoi ancora aggiungere uno strato di vestiti.
Ancora vuoi un po' di illusione, finché puoi.
Le domeniche di settembre sono fatte per crogiolarsi in questo sole, in questa illusione che sia ancora estate.
Le domeniche di settembre sono fatte per girare - non troppo lontano, non troppo vicino. Per scoprire qualcosa di nuovo ma non troppo: forse solo una declinazione diversa di quello che già conosciamo, di qualcosa che, in un modo o nell'altro, sentiamo un po' nostro - oppure, semplicemente, un punto di vista diverso.
Le domeniche di settembre sono per andare nelle Langhe - a scivolare dolcemente fra le colline verdi, baciate dal viola dei frutti delle viti e dall'oro pallido del sole timido ma prorompente di inizio autunno.



















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