San Francisco non è una città che si possa rappresentare in bianco e nero. Le foto in bianco e nero di solito spogliano gli angoli immortal...
San Francisco e la magia
Le foto in bianco e nero di solito spogliano gli angoli immortalati dal rumore, dal contorno, rivelandone l'anima, rivelando quel che giace nel suo profondo. Ma l'anima di San Francisco è nei suoi colori: nelle sfumature pastello della ridda delle sue case vittoriane, nelle tinte più accese dei murales nei suoi quartieri messicani, nel rosso mattone delle arcate del Golden Gate Bridge che trapana la nebbia.
San Francisco è colore, è luce.
San Francisco è magia - più o meno letteralmente, dato che, assieme a Londra e Torino, è considerata come uno dei vertici del cosiddetto Triangolo della Magia Nera, composto da città in cui il lato oscuro dell'energia magica pare avere un ruolo preponderante.
Ma, mentre si cammina per le sue strade, in salita e in discesa, con gli occhi curiosi che indagano la fisionomia delle case, persi nella sua aria vintage e bohemienne, la magia che si sente non è oscura.
Per raggiungere Pinerolo da Torino, col treno si attraversano paesini sparsi fra distese verdi, un po’ distratti e silenziosi come se fos...
Pinerolo, il Medioevo sotto le montagne
Su tutto domina la piramide bianca e imponente del Monviso, che pare galleggi sospesa nel cielo, come un sogno o come un arcangelo a capo delle milizie celesti, che ha deposto spada e armatura e si limita a vegliare con sguardo benevolo, avvolgendo il profilo delle chiese e dei palazzi con le sue ali candide.
Io & York ci siamo conosciute nel 2006. Era stata una delle mie tante decisioni prese "di pancia": io, che normalmente sono t...
York, favola gotica e vichinga
Era stata una delle mie tante decisioni prese "di pancia": io, che normalmente sono talmente logica e razionale da rimanere troppo spesso impigliata nel mio stesso loop di "se" e di "ma" bloccando la declinazione concreta dei pensieri in azioni, per quanto riguarda i viaggi funziono in maniera radicalmente opposta. Funziono con la pancia, con l'istinto. Funziono sentendo un posto che mi chiama, che mi parla - un posto che mi ritrovo ovunque, fra le pagine dei libri, facendo zapping la domenica pomeriggio, nelle riviste trovate in giro per caso che sfoglio per caso: e ci devo andare. Ci devo andare e basta.
Lo decide la pancia; la testa sa benissimo di non avere nessuna voce in capitolo, e quindi nemmeno ci prova a dire la sua. Del resto già lo sa: solitamente queste scelte di pancia portano ad un innamoramento. Molto più di quanto lei stessa saprebbe mai fare, conoscendo alla perfezione il giusto mix e le giuste dose di ingredienti che, sulla carta, dovrebbero riuscire a calamitare il cuore. Eppure no - eppure nessun altro sa bene tanto quanto la pancia di che cosa esattamente abbia bisogno il cuore in quel momento per accelerare: forse perché è più vicina; forse perché sa interpretare meglio i segnali misteriosi e sotterranei che al cervello sfuggono. C'è sempre un elemento inatteso nelle scelte della pancia: un particolare in colori contrastanti, una novità , una nota che esce dal coro. Ed è proprio per questo che il mio cuore vola.
Ed è proprio per questo che amo viaggiare...
Per essere giardinieri bisogna anche essere un po’ poeti, dicono. I fiori, si sa, hanno il loro linguaggio, e comporli assieme signifi...
Torino ed il suo giardiniere poeta
I fiori, si sa, hanno il loro linguaggio, e comporli assieme significa raccontare una storia, esprimere un’emozione. Alcuni giardinieri sanno essere poeti particolarmente abili nel colpire dritti, con dolcezza e incisività , a quel substrato della nostra anima che ha fame di bellezza.
Io penso troppo. O forse sento troppo. Il mio cuore è imbottigliato, avvolto in strati ruvidi, e in altri troppo soffici, legato da spaghi...
Sestri Levante e il mio drago ingabbiato
O forse sento troppo.
Il mio cuore è imbottigliato, avvolto in strati ruvidi, e in altri troppo soffici, legato da spaghi ormai sfilacciati eppure resistenti come cavi metallici. Mi dico che è una misura di sicurezza. Che, a volte, se dovesse essere libero, sarebbe una creatura selvaggia, una specie di drago eruttante padrone di un fuoco che non sa controllare, che non sa scaldare ma solo distruggere. Ma penso anche che, forse, è così selvatico perché è sempre stato incatenato, non ha imparato a stare al mondo, a capire che le ombre si allungano verso sera, e che quelli che sembrano giganti in realtà sono soltanto nani. Però non so se potrei liberarlo: mi è arrivato in dotazione così, impacchettato e legato - forse sarebbe troppo fragile senza tutto il suo imballaggio.
Il mio cervello spesso prova a parlargli, ma lui non lo ascolta: gli dice "Sì, va bene" e poi continua a fare quel che gli pare.
Lo tiene al guinzaglio ma lui strattona, svolazza, si gonfia e trema. Lascia sfuggire zaffate di vapore calde e dolorose.
E poi implode, si accuccia rannicchiandosi su se stesso - e a volte vorrebbe piangere: non perché sia davvero triste, ma solo per sfogarsi, per buttare fuori un po' di tutta questa cosa che ha dentro che ribolle, che non si quieta, stupida e strana, dolorosa e felice.
Chi ha fede li chiama "miracoli". Chi è scettico e razionalista preferisce parlare di destino. Sono punti di vista. Ma, che sia...
[I viaggiatori Ignoranti] La Sindone ed il fuoco
Chi è scettico e razionalista preferisce parlare di destino.
Sono punti di vista.
Ma, che sia un miracolo o un destino, sta di fatto che la Sindone è scampata al fuoco per ben due volte, e sempre in circostanze piuttosto estreme.
I punti di vista, su questi presunti miracoli o destini fortunosi, sono parecchi...
Clicca sull'immagine per leggerli sulle pagine de I Viaggiatori Ignoranti:
Secondo una statistica di qualche anno fa, Torino sembrerebbe essere la città italiana con più bar e caffetterie per abitante. Ma quest...
Torino ed i suoi caffè: una storia di dolcezza
Ma questo primato non è casuale.
La tradizione dei caffè come luogo di incontro e di appagamento della gola a Torino è molto radicata fin dal 1700, e i locali torinesi più antichi sono stati teatro, oltre che di incontri, corteggiamenti e pettegolezzi, anche di importanti dibattiti culturali e di discussioni politiche che hanno concorso a creare la storia d’Italia.
Andiamo insieme a fare un giro in alcuni dei più importanti (e golosi) locali storici del capoluogo piemontese, per fare un salto indietro nel tempo e riscoprire le tradizioni:
Seattle è soprannominata la Città Smeraldo , pur non avendo una presenza significativa di parchi in centro città - ma, più che una "ci...
Bainbridge Island, lo smeraldo selvaggio
Uno smeraldo selvaggio, dal verde intenso e pulsante, colorato in chiaroscuro da ombre che hanno qualcosa di misterioso e primordiale.
Questo smeraldo è la natura cupa ed intensa che popola lo stato federale di Washington.
Siamo al confine con il Canada, con le sue sconfinate foreste dell'ovest, e il cielo è spesso grigio, quasi a voler sottolineare in maniera intensa, totalizzante, la bellezza drammatica del paesaggio.
E' una natura ancestrale, che non conosce mezze misure, che sa di amore e rabbia, di malinconia pungente, di vita forse crudele eppure bellissima.
Una natura che le antiche leggende dei Nativi pellerossa hanno voluto popolare di licantropi e altre creature combattute fra l'istintualità animale e la consapevolezza umana - quelle stesse creature che poi sono diventate idoli delle teenagers tramite una famosa saga rosa a tinte fosche ambientata da queste parti.
E lo sono diventate amando rabbiosamente, senza limiti, di un amore totalizzante e non corrisposto - drammatico, di un dolore bellissimo come questo smeraldo selvaggio.
Quando sono arrivata ad Ottawa, prima ho corrugato la fronte un po' dubbiosa: c'era qualcosa, una vaga atmosfera di familiarità , una...
Ottawa, la Londra del Canada
Poi ho capito.
Ed ho sorriso.
Il cielo plumbeo, le gocce di pioggia sul finestrino dell'autobus e la sagoma gotica del Parlamento coricata lungo il fiume sono stati l'indizio finale, la concretizzazione a livello razionale dell'intuizione.
Londra, certo.
Una vaga fisionomia di Londra - come può capitare fra cugini, o come quando si imita qualcuno e si ripropongono inevitabilmente solo alcuni tratti della sua personalità .
O come quando prendi casa in una nuova città , e puoi portarti dietro solo qualche suppellettile dalla tua residenza principale - quindi scegli quelle più utili, e che magari ti piacciono di più.
E suppongo sia proprio quello che i reali inglesi abbiano fatto con Ottawa quando decisero di stabilirvi la sede del Parlamento canadese.
Firenze non è solo una città d'arte. Firenze è arte trasformata in città . Ce n'è così tanta che pare quasi d'avanzo: la in...
Boboli, cuore verde dell'arte
Firenze non è solo una città d'arte.
Firenze è arte trasformata in città .
Ce n'è così tanta che pare quasi d'avanzo: la incontri per strada, in piazza, come se nulla fosse, la puoi toccare, ti ci puoi quasi assuefare - tanta bellezza che sboccia all'improvviso, in ogni angolo, che non sai più dove guardare, per cosa meravigliarti.
Ti aspetti ormai di trovarla in ogni angolo, eppure riesce ancora a stupirti, perché non sai mai esattamente cosa sarà , come sarà , quale forma di bellezza plasmata nel marmo, quale tipo di grazia costruita attraverso i mattoni e la pietra: così varchi la soglia austera e nobile di Palazzo Pitti domandandoti quale declinazione assumerà tutta questa arte, questa grazia, questa bellezza nel verde del Giardino di Boboli.
Nella vita c'è il grigio e ci sono i colori. C'è la pioggia e c'è il sole. La noia e la felicità . Si alternano. Non si quando...
Una parentesi di nome Camogli
C'è la pioggia e c'è il sole.
La noia e la felicità .
Si alternano. Non si quando, non si sa con che frequenza, né con quale proporzione: il cambio è di solito repentino, inatteso. E la proporzione è di solito a netto sfavore della felicità : un po' come la settimana lavorativa ha cinque giorni ed il weekend solo due.
Però questa alternanza è matematica, è come la marea - e alla fine il tutto finisce per essere una scelta: come diceva Abramo Lincoln, "Ci si può lamentare perché le rose hanno le spine, oppure si può gioire perché le spine hanno le rose".
Non sempre funziona - ma a volte, quando si riesce a farlo, si aprono parentesi felici in mezzo a tutte le cose che non funzionano, in mezzo ai doveri ed alle frustrazioni, ai dubbi ed alle nostalgie.
Parentesi perfette nella loro semplicità , parentesi in grado di riempirci di cose buone, che, per qualche ora di stupida, meravigliosa grazia, forse non ci fanno dimenticare ciò che non va, ma lo rendono lontano, piccolo. Forse non ci fanno credere nell'impossibile, ma riescono a renderci grati di ciò che abbiamo - qui ed adesso, niente di più, niente di meno.
Parentesi di colore, di sole, di felicità .
Il cuore non è solo un muscolo. E' un muscolo testardo: fa quel che gli pare, non ascolta il cervello, la logica, il dovere, il quieto ...
[I Viaggiatori Ignoranti] Seppellite il mio cuore a Superga
E' un muscolo testardo: fa quel che gli pare, non ascolta il cervello, la logica, il dovere, il quieto vivere, la buona creanza.
Sceglie lui la sua strada e non ha pace finché anche il corpo lo segue.
Certo, non tutti i cuori sono così cocciuti (o temerari) da riuscire ad averla vinta - ma quello del Principe Eugenio di Savoia lo era.
E non solo metaforicamente...
Vi racconto la sua storia (ed il mistero ad esso connesso) sulle pagine de I Viaggiatori Ignoranti: clicca sull'immagine per leggerla.
Sono seduta su una panchina in un parco a Gloucester . E' l'ultimo giorno di settembre, sono le cinque del pomeriggio. Il sole ha ...
L'Inghilterra e l'essenza dell'amore
E' l'ultimo giorno di settembre, sono le cinque del pomeriggio.
Il sole ha sonno e scivola fra i rami degli alberi, la sua luce si fa intensa come la malinconia: le ombre attorno si allungano e l'oro si sparge sulle cose, facendole diventare preziose. Domani salirò di nuovo su un aereo che mi riporterà in Italia, e questo, forse, è il sapore che hanno i saluti.
Questo parco di Gloucester è fatto solo di verde e di qualche albero - non ha la regalità dei parchi di Londra, e nemmeno la ricca varietà dei giardini botanici del Sud del Paese.
Però è proprio questo parco di Gloucester che mi fa pensare come, questa volta, il mio arrivederci al Regno Unito sia ancora più difficile del solito.
C'è una ragazza che cammina pensierosa, lungo la Pine Street di Seattle, trascinandosi dietro una grande valigia azzurra. Cammina in...
Seattle: pensieri & parole
C'è una ragazza che cammina pensierosa, lungo la Pine Street di Seattle, trascinandosi dietro una grande valigia azzurra.
Cammina in discesa, più veloce di quanto forse vorrebbe, da Capitol Hill verso la Westlake Station, passando davanti ai locali alternativi, sul viadotto dell'autostrada, di fronte agli alberghi di lusso ed alle boutique del centro.
Quella ragazza sono io, oggi, mentre salutavo Seattle per avviarmi verso l'aeroporto di Tacoma, dove avrei trascorso la mia ultima notte qui nello stato di Washington, prima di prendere il mio volo per San Francisco domattina all'alba.
L'amore non si riesce mai a spiegare. Spiegare significa razionalizzare, ed i sentimenti usano un altro linguaggio, un'altra semant...
#100motivi per cui amo il Regno Unito
Spiegare significa razionalizzare, ed i sentimenti usano un altro linguaggio, un'altra semantica.
Si può provare ad elencare i pregi, le caratteristiche dell'oggetto del nostro sentimento che ci emozionano, che ci fanno stare bene - ma l'amore è chimica, e la chimica ha una legge che dice che l'insieme è qualcosa di più che la somma delle singole parti.
E così è per il mio amore per il Regno Unito.
Quando mi chiedono perché, che cosa mi fa amare così visceralmente questa terra tanto diversa dalla mia, non so mai spiegarlo.
Non basta un elenco, c'è qualcosa di più.
C'è la sensazione di essere un tessera di puzzle che va a posto, c'è quella sottile vaporizzazione di gioia su ogni cosa che solo l'amore sa dare, c'è il fatto di distrarsi un attimo e pensare di essere sempre stati lì, di volerci poter restare per sempre.
Ma - ad ogni ragazza innamorata piace stilare l'elenco di tutte le cose che le fanno battere forte il cuore; quindi stavolta provo a darvi almeno #100motivi per cui amo il Regno Unito.
Con l'emozione della certezza che lo rivedrò prestissimo...
Strasburgo è una città equilibrista. Strasburgo è una città di contrasti, che però convivono con un'armonia tale da costituire una rara...
Strasburgo è...
Strasburgo è una città di contrasti, che però convivono con un'armonia tale da costituire una rara forma di grazia - quella bellezza fatta di cose diverse, cose agli antipodi fra loro, che eppure trovano un modo, una strana reazione chimica per intrecciarsi, fondersi, creare qualcosa di unico ed incantevole.
Strasburgo è francese? E' tedesca? E' antica? O moderna?
Strasburgo è tutto questo - ha trovato una qualche formula magica, scritta nelle pietre dei suoi vicoli ammalianti, per far convivere in sè questi opposti, apparentemente senza forzature, come se la sua anima fosse intrisa nel profondo di entrambi gli aspetti, imprescindibilmente.
E' una città con così tante sfaccettature, così tanti angoli meravigliosi, diversi, inattesi, che a volte, mentre la giri a caso, senza meta, seguendo l'istinto, seguendo ciò da cui i tuoi occhi vengono attratti, ti fermi confusa a guardare un punto, domandandoti dove tu abbia già visto qualcosa di simile - perché è completamente diverso da quello che hai visto poche decine di metri prima.
Strasburgo ha angoli che assomigliano a tanti posti - eppure lei, in sé, non assomiglia a nessuno: definirla "ibrido" sarebbe sminuirla. Non è fatta di pezzi presi altrove e suturati a forza insieme: è un'armonia di aspetti che appartengono solo a lei, che lei stessa si è costruita man mano, durante i capitoli intensi e a volte sofferti della sua storia.
Strasburgo è francese, è tedesca, è alsaziana, è internazionale. E' medievale, moderna, barocca, antica, nuova, e molto altro.
Strasburgo è...
Oggi parto. Forse non vi interessa, o forse vi capiterà di leggere queste righe quando sarò già tornata da un po'; ma quando si part...
Oggi parto
Oggi parto.
Forse non vi interessa, o forse vi capiterà di leggere queste righe quando sarò già tornata da un po'; ma quando si parte, a volte, si è un po' egoisti, e forse scrivo queste parole più che altro per me, perché ho tante aspettative su questa partenza - sono emozionata come da un po' non mi capitava, e ho bisogno di immortalare in qualche modo questa aspettativa, questa emozione.
Rileggerla fra un po' di tempo e magari sorridere.
Ma credo di aver anche bisogno di partire, per fare una dialisi di energia al corpo e di pensieri freschi alla mente.
E magari anche di trovare risposta ad alcune domande.
Mi illudo sempre di trovare risposta alle mie domande partendo, anche se poi, in realtà , non capita praticamente mai. O forse, semplicemente, la risposta già la so - ma mi manca il coraggio di ascoltarla.
" Oh, andate ad Edimburgo!! Che bello! Che fortuna! Siete così fortunate!! " Io e Tabby Cat stiamo facendo check in alla recep...
Edimburgo in Festival
"Oh, andate ad Edimburgo!! Che bello! Che fortuna! Siete così fortunate!!"
Io e Tabby Cat stiamo facendo check in alla reception della nostra guest house a Pitlochry, un paesino fatto di fiori e cottage di pietra nell'Argyle, contea delle terre basse scozzesi. La guest house è una grande dimora georgiana che sembra uscita da qualche film di Ivory, fuori la pioggia scroscia e la ragazzina alla reception avrà sì e no 16 anni.
E' la nipotina della proprietaria e quando siamo arrivate si stava facendo le unghie sospirando con aria annoiata mentre sbirciava una rivista di gossip.
"Andrete a vedere il festival? No? Mia nonna forse mi porta domenica, abbiamo i biglietti per il Tattoo! Ma voglio assolutamente vedere anche qualche spettacolo del Fringe!"
Ci dice in tono entusiasta e canterino, sgranando gli occhioni celesti.
"Sono così emozionata!" aggiunge, prima di darci le chiavi della nostra stanza.
C'è chi dice che più che programmare viaggi bisognerebbe costruirsi una vita da cui non si ha bisogno di prendere vacanze. Vero, for...
Sul viaggio e sulla vita...
C'è chi dice che più che programmare viaggi bisognerebbe costruirsi una vita da cui non si ha bisogno di prendere vacanze.
Vero, forse.
Ma quando questa vita non c'è (o magari non c'è *ancora*, chissà ), allora menomale che ci sono i viaggi.
"Non si viaggia per fuggire dalla vita, ma perché la vita non ci sfugga" - dice un aforisma che mi piace molto; ma di conseguenza, allora, mi domando: che cos'è la vita?
Sarà vero che a Torino c'è il Diavolo? Ma no - non più che in altri posti, per chi ci crede. Però è sicuramente vero che c'è il Po...
[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Portone del Diavolo
Ma no - non più che in altri posti, per chi ci crede.
Però è sicuramente vero che c'è il Portone del Diavolo, che di inquietante non ha solo i simboli scolpiti sui suoi pannelli, ma anche diversi avvenimenti accaduti fra le sue mura.
Oggi, comunque, lì dentro c'è una banca - quindi fate un po' voi...
Il resto della storia ve la racconto con I Viaggiatori Ignoranti: cliccate sull'immagine per leggere l'articolo!







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