Questa è la cronaca di una visita in un posto che non era stata programmata. E, come parziale conseguenza di questo fatto, neppure questo p...

Nella tana del Bianconiglio al Valentino Nella tana del Bianconiglio al Valentino

Questa è la cronaca di una visita in un posto che non era stata programmata.
E, come parziale conseguenza di questo fatto, neppure questo post era programmato.
Ma spesso le esperienze migliori sono proprio quelle che non erano state programmate.
Quelle che ti chiamano all'improvviso e che senti di dover seguire.
Un po' come Alice, che si incuriosisce riguardo al Bianconiglio quando lo vede passare e lo segue fin giù per la sua tana, scoprendo un nuovo, incantevole Paese delle Meraviglie.
In questo caso il "Paese delle Meraviglie" per me non era affatto nuovo - lo conoscevo già piuttosto bene.
Ma a volte ti capitano giornate dal sapore magico, giornate che diventano speciali perché ti rendono in grado di vedere le cose di ogni giorno con occhi nuovi, sotto una nuova luce che fa esplodere all'improvviso tutta la loro bellezza - un po' come un fuoco d'artificio che trasforma il cielo che sta tutti i giorni sopra la nostra testa in un carnevale festoso.

I santi dei primi secoli del Medioevo mi hanno sempre affascinata. Sono sempre figure quasi mitologiche, somigliano più a druidi o a strego...

[I Viaggiatori Ignoranti] L'abbazia di Novalesa ed il suo abate super eroe [I Viaggiatori Ignoranti] L'abbazia di Novalesa ed il suo abate super eroe

I santi dei primi secoli del Medioevo mi hanno sempre affascinata.
Sono sempre figure quasi mitologiche, somigliano più a druidi o a stregoni che non a monaci, e spesso hanno dei superpoteri da fare invidia agli eroi Marvel.
Un lunedì di inizio giugno in cui ero a casa, e soprattutto in cui faceva molto caldo, mi sono inerpicata sulle mie montagne della Val di Susa, nella zona più alta ed eremitica della valle, per andare a visitare l'Abbazia della Novalesa e scoprire le sue storie.
L'abbazia è fatta di roccia, solida come quella delle montagne che la circondano, e infatti resiste lì da più di 1300 anni.
Con 1300 anni di vita di storie da raccontare ne ha decisamente molte...
E io ho deciso di cominciare con quella di uno dei suoi primi abati, Eldrado, che poi è diventato santo e che sicuramente aveva delle doti molto speciali: ammansiva le vipere, trasformava l'acqua in olio e, soprattutto, viaggiava nel tempo.
Tutto ciò è pane per i denti de I Viaggiatori Ignoranti: clicca sull'immagine per leggere l'articolo!


Quando visito una città grande ed industriale temo sempre che possa rivelarsi troppo grigia, imbronciata ed indaffarata. Negli insediamenti...

Newcastle - ovvero come un gatto torinese fece amicizia con i Geordie Newcastle - ovvero come un gatto torinese fece amicizia con i Geordie

Quando visito una città grande ed industriale temo sempre che possa rivelarsi troppo grigia, imbronciata ed indaffarata.
Negli insediamenti urbani che visito vado sempre alla ricerca di quel tocco di accoglienza curato e cosy, quel legame rispettoso con la propria storia e le tradizioni che ti dia l'impressione di entrare in un vecchio salotto di famiglia, dove sorseggiare un tè osservando le foto degli antenati del tuo ospite. Ma le città industriali sono spesso troppo pragmatiche per curarsi di questo aspetto: l'arredamento del loro salotto è minimal, iper-moderno e funzionale, e trovano controproducente perdersi in contemplazioni nostalgiche del passato, poiché il loro obiettivo è correre il più velocemente possibile verso il futuro.
Newcastle però mi ispirava simpatia.
Da Torinese in qualche modo me la sentivo particolarmente affine ancor prima di visitarla.

Tutte le storie hanno un incipit, tutti i viaggi hanno una partenza, tutte le avventure hanno un inizio - e a me e a Ginger Cat solitamente ...

Un giorno a Londra con Ginger Cat - l'inizio dell'avventura... Un giorno a Londra con Ginger Cat - l'inizio dell'avventura...

Tutte le storie hanno un incipit, tutti i viaggi hanno una partenza, tutte le avventure hanno un inizio - e a me e a Ginger Cat solitamente piace sempre cominciare le nostre con Londra.
Un po' per forza (avendo Torino e Genova collegamenti aerei diretti nel Regno Unito solo con la capitale), ma soprattutto per amore di questa città, i nostri viaggi in territorio britannico, che per noi somigliano sempre di più a dei ritorni a casa anziché a delle vacanze, cominciano e finiscono nell'Eterna Londra.
Quest'ultimo viaggio, per quanto mi riguarda, è stato preceduto da una settimana fatta di ritmi molto frenetici, di corse ansiose contro il tempo e di serate in cui il mal di testa mi trasformava in un animale da letargo - per cui non mi sono nemmeno resa bene conto che il tempo stesse passando, e, quando mi sono diretta in aeroporto, ancora non riuscivo a realizzare né di essere in vacanza, né di essere in partenza verso la mia seconda patria.

Ho sempre sentito un'attrazione fortissima e trascinante per il mondo celtico. Ed è qualcosa che mi accompagna da sempre, dal momento c...

Bretagna - I miei 10 posti da sogno Bretagna - I miei 10 posti da sogno

Ho sempre sentito un'attrazione fortissima e trascinante per il mondo celtico.
Ed è qualcosa che mi accompagna da sempre, dal momento che ho poi scoperto in seguito che le fiabe che più mi piacevano quando ero bambina, quelle che non mi stancavo mai di leggere o di farmi raccontare, quelle che mi facevano sognare ad occhi aperti di qualcosa che ancora non sapevo bene cosa fosse ma che già sentivo come parte di me, erano in realtà tratte dal folklore celtico e dalle sue leggende.
Come del resto succede per qualsiasi passione che sia forte e genuina, non sono in grado di spiegare razionalmente che cosa sia esattamente che mi attrae così tanto in questo mondo.
Cioè, naturalmente sarei in grado di snocciolare una lista piuttosto lunga di caratteristiche della cultura e della civiltà celtica che trovo essere nelle mie corde - come ad esempio il loro amore ed il loro rispetto per la natura, che si spinge fino a cercare un'assoluta comunione con essa, o il fatto che attribuissero lo stesso medesimo grado di  importanza sia al principio maschile che a quello femminile, all'interno dell'ordine delle cose del mondo - ma, alla fin fine, il motivo più puro e più semplice per questa mia affinità elettiva è in realtà abbastanza ovvio e scontato.

Siete a favore delle seconde chance? Personalmente cerco di non negarle mai a nessuno; ma devo anche confessare che, nella mia esperienza p...

Cat café torinese: ora sì che si miagola!! Cat café torinese: ora sì che si miagola!!

Siete a favore delle seconde chance?
Personalmente cerco di non negarle mai a nessuno; ma devo anche confessare che, nella mia esperienza personale, pressoché tutte le seconde chance che ho deciso di dare si sono poi rivelate delusorie. Per non parlare delle terze, delle quarte, o delle decimilionesime - visto che sono spesso recidiva.
Ma ad ogni regola corrisponde sempre un'eccezione, e, oggi, sono davvero contenta di aver deciso di dare una seconda chance al Miagola, il primo cat café torinese, aperto 3 mesi or sono nell'area pedonale di via Amendola.
Se vi è capitato di leggerla, saprete che la mia prima recensione su questo posto non è stata esattamente positiva: l'avevo scritta in un piovosissimo sabato di metà aprile, quando io & Ginger Cat eravamo rimaste parecchio deluse dal nostro caotico pranzo lì, inquinato da un'imperante disorganizzazione e da rumore e confusione che tenevano lontano i mici, ben decisi a starsene rannicchiati nella tranquillità dei loro rifugi e a non mettere piede fra adulti caciaroni e bambini scorrazzanti.
Ho meditato un po' se cancellare o meno il sopracitato articolo: mi dispiaceva lasciare della pubblicità negativa ad un posto che non solo, alla fine, è riuscito a riscattarsi, ma che è anche, come abbiamo scoperto oggi e come vi racconterò fra poco, un posto che ha una valenza speciale.
Alla fine ho deciso di lasciarlo, corredandolo però di una nota di commento - in modo tale che, se per caso qualcuno ha avuto lo stesso genere di esperienza poco positiva in questo posto (dato che, dopo un'occhiata su Tripadvisor, a quanto pare non siamo state le sole), sappia che le seconde opportunità a volte vale la pena di darle.

Quando ci siamo arrivati era avvolta nella nebbia. Pareva una nave pirata che emergeva dalle brume, e gli stormi di sule rannicchiate nelle...

L'isola di Bonaventure - a casa delle sule nel Québec L'isola di Bonaventure - a casa delle sule nel Québec

Quando ci siamo arrivati era avvolta nella nebbia.
Pareva una nave pirata che emergeva dalle brume, e gli stormi di sule rannicchiate nelle fenditure della roccia sembravano il suo equipaggio.
L'isola di Bonaventure fa parte del Parco Nazionale che porta il suo stesso nome, associato al Rocher Percé, lo sperone di roccia che a qualcuno ricorda una leggiadra fanciulla, ma che a me sembra un bisonte all'abbeveratoio, di cui vi ho raccontato qui e che si trova a pochi metri dalla costa della penisola della Gaspesie, in Québec (Canada).
L'isola dal 1971, anno in cui è stata ufficialmente trasformata in Parco, è disabitata.
Disabitata da esseri umani, ovviamente; ma dimora prediletta di quasi 300.000 esemplari su sule.
Che cosa abbia spinto questi animali a prediligere così voracemente e spiccatamente questo luogo anziché qualsiasi altro, non potremo mai saperlo (sono un gatto, mi è difficile provare empatia nei confronti dei volatili) - ma di sicuro c'è che queste sule non hanno poi fatto una cattiva scelta...

Io per le rovine ho sempre avuto un debole. Anzi, direi più che un debole. Mi attraggono come calamite, mi stregano, mi incantano. Sono un...

Urquhart - In Scozia anche le rovine hanno il loro perché Urquhart - In Scozia anche le rovine hanno il loro perché

Io per le rovine ho sempre avuto un debole.
Anzi, direi più che un debole. Mi attraggono come calamite, mi stregano, mi incantano.
Sono un gatto nero, del resto, ed ho un animo goticheggiante: la decadenza mi rapisce; ha il fascino malinconioso di ciò che è stato e che non è più, e che pertanto è ormai spogliato dalle meschinità e dai grattacapi del tran-tran quotidiano, rivelando la sua intima essenza, trascendente dalle etichette di ciò che è bene e di ciò che è male, di ciò che è positivo o negativo. L'intima essenza delle cose è la loro verità, e la verità non è né buona né cattiva, né bella né brutta: la verità è semplicemente vera, è ciò che spesso non vogliamo vedere, ma che alla fine è ciò che ci rimane.
Le rovine sono proprio così.
Sono state ricche e potenti, hanno dominato il mondo degli uomini o la loro spiritualità - ed ora siedono in un angolo, solitarie come nobili decaduti, perse a contemplare con lo sguardo velato ciò che non gli appartiene più.
Ma la tristezza della decadenza ha anche una sua riflessività, le ferite che mutilano le loro mura hanno una storia ricca ed intensa - e la loro essenza si distilla in tutto questo: non c'è più la tracotanza del potere, viene stemperata dalla sconfitta che la rende nobile, che ci restituisce non più un simbolo controverso di dominio, ma una storia trascendente, fatta di luci e di ombre, di ingiustizie e di eroismo, e che per questo si ammanta di bellezza a prescindere, diventa degna di rispetto e ti fa venire voglia di conoscerla, di raccontarla.

Le città sono come le persone. Quando hanno personalità travolgenti e molti interessi, riusciranno sempre a coinvolgerti in conversazioni e...

10 modi in cui Londra è riuscita a stupirmi 10 modi in cui Londra è riuscita a stupirmi

Le città sono come le persone.
Quando hanno personalità travolgenti e molti interessi, riusciranno sempre a coinvolgerti in conversazioni entusiasmanti, anche quando le incontri molto spesso.
E questo è un fenomeno che con le città si amplifica ancora di più, dal momento che la loro vita è molto più lunga ed intensa di quella degli umani, e finiscono anche per essere decisamente più multitasking - ogni loro angolo brulica di frenesia ed attività, di idee pensate da milioni di teste, concretizzate da milioni di mani, con milioni di singole vite che interagiscono fra loro e costruiscono l'anima della città stessa.
Londra è sicuramente una città multitasking, piena di passioni ed interessi, e dalla personalità unica e rilevante.
Ci incontriamo praticamente ogni anno, da dopo il nostro primo rendez-vous avvenuto nel lontano 1998, e, anche se nelle nostre conversazioni abbiamo alcuni argomenti che mi stanno particolarmente a cuore, e in cui non manco mai di fare un giro, ogni volta che la visito riesce sempre a farmi scoprire qualcosa di nuovo - un lato diverso della sua personalità, un luogo, un'esperienza.
Qualcosa che mi fa decisamente dare ragione a Samuel Johnson quando sosteneva che "Chi è stanco di Londra, è stanco della vita".

Per quanto abbia un po' la mania di fare le Top 10 come il protagonista di "Alta fedeltà" , se mi chiedessero di fare una Top ...

La mia Top 10 di Bergen: fiordi, salmone e casette di legno La mia Top 10 di Bergen: fiordi, salmone e casette di legno

Per quanto abbia un po' la mania di fare le Top 10 come il protagonista di "Alta fedeltà", se mi chiedessero di fare una Top 10 delle mie città preferite in assoluto sarei in seria difficoltà.
Stessa cosa se dovessi fare una Top 10 assoluta dei miei libri o dei miei film preferiti.
Sono ambiti troppo variegati, troppo ampi e complessi, preferisco restringere il campo.
Bergen però rientrerebbe in diverse Top 10.
In quella delle città in cui mi piacerebbe vivere. In quella delle città che ti fanno sentire fuori dal tempo. In quella delle città che più mi hanno stupito positivamente.
E quasi sicuramente anche in quella assoluta.
Ci sono stata nel 2009, insieme a Ginger Cat, ed abbiamo trascorso 5 giorni molto piacevoli in questa capitale dei fiordi, tutta in salita, tutta in legno, silenziosa ma non cupa, colorata ma introversa, che profuma di salmone affumicato e che in soli due passi ti fa tuffare in una natura selvaggia e bellissima.
Ed ecco che cosa vi consiglio di vedere, se per caso passate di là...
Anzi, direi che innanzitutto non vi consiglio di passarci per caso: decidete di passarci volontariamente, ne vale sicuramente la pena!

A volte si può riuscire a viaggiare senza uscire dalla propria città. E' un viaggio che consiste nel riuscire a vederla con occhi nuovi...

Torino & la Tabby Cat Torino & la Tabby Cat

A volte si può riuscire a viaggiare senza uscire dalla propria città.
E' un viaggio che consiste nel riuscire a vederla con occhi nuovi, con occhi che non sono appannati dall'abitudine, che non hanno il loro punto di focalizzazione spostato sui grattacapi della quotidianità, ma che siano in grado di vederla come se fosse la prima volta, di lanciarsi a scoprirla con la curiosità di chi non ce l'ha a disposizione tutti i giorni.
Sono occhi che sanno sorprendersi, che sanno scovare bellezza in ciò che si tende a dare per scontato; sono occhi che sanno potersi innamorare.
O ri-innamorare, ogni volta in maniera diversa.

A volte questi occhi riesce a regalarteli la visita di un'amica.
Scegliere l'itinerario che le si vuole mostrare è già un esercizio di cambio di visuale: si deve dare una valutazione in termini di bellezza ed importanza dei luoghi, ma si tratta anche di una valutazione emotiva, perché è una scelta che implica condivisione, una soggettività che è affettuosa comunione, che dice "Ti conosco, e so che ti piacerà".
Ma il vero mutamento di sguardo arriva quando l'itinerario si mette in atto: è come un'avventura, un'esplorazione di qualcosa che non è più il tuo circondario quotidiano, ma si trasforma, ti offre aspetti completamente inediti, ti fa vedere sotto una nuova luce cose che pensavi di conoscere a memoria come le tue tasche.

Questa, se vogliamo, è una formula che può essere valida sempre e che possiamo mettere in atto assieme a qualunque persona, o anche da soli, giusto per tenerci in allenamento nell'imparare ad usare un nuovo paio di occhi.
Però devo dire che la mia amica Tabby Cat questo potere magico ce l'ha particolarmente accentuato... e questa, quindi, è la cronaca di quello che mi ha fatto scoprire e riscoprire durante un divertente weekend di inizio gennaio in cui è venuta a farmi visita.

Se ti capita di transitare per l'infinito Corso Francia con i suoi tanti semafori, viaggiando da Rivoli in direzione Torino, non puoi fa...

Villaggio Leumann: Svizzera? No, Collegno Villaggio Leumann: Svizzera? No, Collegno

Se ti capita di transitare per l'infinito Corso Francia con i suoi tanti semafori, viaggiando da Rivoli in direzione Torino, non puoi fare a meno di notarlo.
Le casette del Villaggio Leumann di Collegno sono un misto fra un paesino svizzero e l'architettura liberty, proprio come se qualcuno avesse shakerato e mixato elementi dei due stili - se due edifici potessero procreare e riprodursi, con una ricombinazione cromosomica casuale come avviene per gli esseri viventi, ecco, il risultato sarebbe questo.
Ci sono casette a graticcio, qualche elemento flamboyant, staccionate di legno che delimitano piccoli giardini fioriti e stradine pedonali in selciato, che rappresentano un notevole contrasto con i condomini da dieci piani, l'asfalto ed il cemento che li circondano.
Un po' come vedere una mucca pascolare placida nel bel mezzo di una giungla urbana.

Avigliana è un piccolo borgo medioevale in provincia di Torino, adagiato in una conca morenica fra Rivoli e le montagne della Val di Susa. ...

[I Viaggiatori Ignoranti] La leggenda di Avigliana e del suo Lago... [I Viaggiatori Ignoranti] La leggenda di Avigliana e del suo Lago...

Avigliana è un piccolo borgo medioevale in provincia di Torino, adagiato in una conca morenica fra Rivoli e le montagne della Val di Susa.
Forse non potrà vincere il titolo per "Il Borgo più Bello d'Italia", ma per me, per quelle ragioni del cuore che ragione non conosce, è incantevole.
Ho vissuto i primi 28 anni della mia vita a Buttigliera Alta, pochi metri più in là, ma, per ragioni pratiche (Buttigliera ha poche migliaia di anime e nessun ospedale) sono nata ad Avigliana.
L'ospedale vecchio di Avigliana era adagiato sulla collina, nel cuore del centro storico, per cui mi piace dire che la prima cosa che ho visto quando ho aperto gli occhi alla luce sia stato il Medioevo. E forse è per questo che lo amo tanto.
Ne riparleremo, di Avigliana, perché penso che se lo meriti; ma per intanto gustatevi come aperitivo questa leggenda, che mi sento raccontare fin da piccola:

http://viaggiatoricheignorano.blogspot.com/2014/06/come-avigliana-sprofondo-nel-suo-stesso.html

E' il mio secondo contributo per I Viaggiatori Ignoranti, e vi racconto che cosa nascondono i due laghi dentro cui Avigliana si specchia...

Ci sono posti che ti sembra di aver visto prima ancora di averli visitati. Ma non perché li hai visti in qualche film o in qualche déja vu ...

Bodnant Garden - come ti immagini il Paradiso? Bodnant Garden - come ti immagini il Paradiso?

Ci sono posti che ti sembra di aver visto prima ancora di averli visitati.
Ma non perché li hai visti in qualche film o in qualche déja vu - semplicemente perché sono molto simili a qualcosa che la tua fantasia ha creato mentre da bambina (o anche più tardi) sognavi ad occhi aperti.
Sono posti che, non appena ci metti piedi, spalanchi la bocca di meraviglia e ti viene da esclamare "Ah, ma allora esisti veramente!!".
Mi è successo con il Connemara, le cui lande verdi ed azzurre somigliavano in maniera incredibile ed incantevole ai paesaggi che la mia mente creava come sfondi quando leggevo romanzi fantasy; e mi è successo con il Bodnant Garden, giardino di una villa nei dintorni di Conwy, nel Galles del Nord, oggi completamente aperto al pubblico.

Da oggi comincia la collaborazione di Souvenirs of a Black Cat con i Viaggiatori Ignoranti, un progetto a più mani che ha l'obiettivo di...

[I Viaggiatori Ignoranti] La Sacra di San Michele e la Bell'Alda [I Viaggiatori Ignoranti] La Sacra di San Michele e la Bell'Alda

Da oggi comincia la collaborazione di Souvenirs of a Black Cat con i Viaggiatori Ignoranti, un progetto a più mani che ha l'obiettivo di un viaggio bidimensionale nello spazio e nel tempo alla ricerca di storie, leggende e tradizioni del passato.
Con loro vorrei raccontarvi delle leggende con cui sono cresciuta, quelle della Val di Susa e di Torino, e anche delle leggende in cui mi sono imbattuta cammin facendo durante le mie esperienze di viaggio.
Se vi va di seguirmi anche in questa mia nuova avventura, questo è il mio primo articolo da Viaggiatrice Ignorante:
http://viaggiatoricheignorano.blogspot.com/2014/05/come-la-sacra-di-san-michele-salvo-la.html

Vi racconto della Sacra di San Michele, sirena medioevale alla cui ombra sono cresciuta, e della Bell'Alda, che fu salvata dagli angeli ma per una volta soltanto...

Pur non avendola mai visitata, Colonia ha fatto parte della mia infanzia. In quegli anni per me Colonia era una boccia di neve con la catte...

Colonia - cattedrali gotiche e cioccolato Colonia - cattedrali gotiche e cioccolato

Pur non avendola mai visitata, Colonia ha fatto parte della mia infanzia.
In quegli anni per me Colonia era una boccia di neve con la cattedrale e diversi giocattoli di legno provenienti da un negozio che oggi non c'è più.
Colonia è stata fra le prime e le più frequenti trasferte di lavoro di mio papà - e io, a 8 anni, un po' me ne vantavo del fatto che mio papà fosse in Germania per lavoro. Era qualcosa di un po' speciale, anche se poi mi mancava.
Mi ricordo che poi, quando tornava a casa dopo diversi giorni di lontananza, era quasi una festa; e mi ricordo anche le borsine di plastica con dentro panini spalmati di burro ed orsetti gommosi di cui Lufthansa faceva omaggio ai viaggiatori nella sala d'aspetto. Gli anni '80 erano un'altra epoca per le compagnie aeree.
Da quando è andato in pensione, quasi 7 anni fa, continuava a dire che voleva portarci a vedere questa città della Renania che per me e mia mamma era ormai una specie di racconto mitologico, per lui una specie di amarcord.
E, la scorsa domenica, per il suo 64esimo compleanno, la promessa si è concretizzata.

La Mole Antonelliana è un edificio peculiare. Rende lo skyline torinese pressoché unico, e, quando la vedi per la prima volta, senza sapere...

Museo del Cinema di Torino: una Mole di sogni Museo del Cinema di Torino: una Mole di sogni

La Mole Antonelliana è un edificio peculiare.
Rende lo skyline torinese pressoché unico, e, quando la vedi per la prima volta, senza sapere cosa sia, ti viene difficile classificarla in una qualsivoglia categoria di edifici.
Avrebbe dovuto essere una sinagoga ebraica, ma, per la sua forma e per le sue dimensioni, non assomiglia affatto ad una sinagoga.
Beh, se è per questo non assomiglia a nessun altro tipo di edificio al mondo.
Alessandro Antonelli, l'architetto che l'ha progettata, era una sorta di genio un po' folle, e sarebbe interessante poter entrare nella sua mente e vedere quali originalissimi collegamenti neurali si sono attivati quando ha concepito questo progetto.

Il viaggio in autobus da Llandudno a Conwy è breve, ma il tragitto di 20' che collega le due cittadine già è un piccolo assaggio del meg...

Conwy - una casa minuscola ed un castello Conwy - una casa minuscola ed un castello

Il viaggio in autobus da Llandudno a Conwy è breve, ma il tragitto di 20' che collega le due cittadine già è un piccolo assaggio del meglio del Galles.
Prati, ginestre, pecore, rocce, spiagge, mare... e poi ad un certo punto compare Conwy all'orizzonte: il piccolo borgo con le case a graticcio arroccate sulla baia, racchiuse, quasi abbracciate, dalle imponenti mura medioevali che sono rimaste intatte, e di fianco il castello che le domina, forte e rassicurante, quasi una specie di padre-padrone che tenti di tenere al sicuro le belle figlie facendo loro scudo con la sua figura possente.

Ci ho messo un po' per decidere quale paese scegliere come base per la nostra esplorazione del Nord del Galles della scorsa settimana. ...

Llandudno - con due "L" e #10buonimotivi per visitarla Llandudno - con due "L" e #10buonimotivi per visitarla

Ci ho messo un po' per decidere quale paese scegliere come base per la nostra esplorazione del Nord del Galles della scorsa settimana.
Llandudno ha catturato la mia attenzione perché si trova in posizione strategica e perché risultava ben collegata tramite autobus ai principali luoghi che avevo intenzione di visitare. Bill Bryson, nel suo "Notizie da un'isoletta" (ironica e piacevolissima cronaca del suo attraversamento della Gran Bretagna, da Dover alla punta estrema della Scozia), la definisce "soporifera"; ma, quando sulla Lonely Planet invece ho letto "località balneare vittoriana" e "casette color pastello", ho deciso che le si poteva dare una chance - del resto ho già avuto modo di vedere che io ed il buon Bill non sempre ci troviamo d'accordo.
Ad esempio io preferisco Oxford e lui Cambridge, ma di questo ne parleremo un'altra volta.
Di Llandudno, inoltre, mi piaceva il nome: con la sua doppia "L" iniziale mi evocava gallesità allo stato puro - spiagge selvagge, tanto verde e qualche leggenda di maghi ed eroi.
Mi sono un po' arrovellata fra i dubbi su quale dovesse essere la corretta pronuncia - poi ho chiesto lumi a Ginger Cat, che ha studiato gaelico e che mi ha rivelato che, semplicemente, si legge come scritto. A volte le cose sono più semplici del previsto.

Quando si rientra da un viaggio ci va sempre un po' prima di riuscire a riadattarsi alla quotidianità.A quando il viaggio ha avuto luogo...

Galles & stereotipi Galles & stereotipi

Quando si rientra da un viaggio ci va sempre un po' prima di riuscire a riadattarsi alla quotidianità.A quando il viaggio ha avuto luogo nella mia amata isoletta Oltremanica, ci va uno sforzo doppio ;)

Ho rimesso piede sul suolo torinese lunedì sera, accompagnata da un mix emotivo costituito dal fatto di cominciare già a sentire la nostalgia dei bellissimi posti che avevo appena lasciato e dal fatto di coccolare un po' i tanti ricordi collezionati nei giorni precedenti, con il forte desiderio di (finalmente) sedermi qui e cominciare a scriverne, per condividere con voi le storie sui posti che abbiamo visto e sulla bellezza con cui ci siamo riempite gli occhi.
Il giorno dopo terapia d'urto, sono tornata direttamente a lavorare ed è stata una giornata lunga e molto intensa, trascorsa cercando di tenermi a galla fra tutte le attività che avevo lasciato in sospeso e le nuove richieste nate durante la mia assenza. Per cui quando finalmente sono tornata a casa, non ho proprio avuto la forza fisica di riaccendere nuovamente il pc - le mie meningi stavano già martellando ed imploravano pietà...
Ma adesso finalmente sono qui.
Ho appena acquistato i biglietti aerei per altri due viaggi prossimi venturi fra luglio ed agosto - questo sarà un anno decisamente (e piacevolmente!) intenso sotto questo punto di vista; per cui direi che è ora che mi dia una mossa nel cominciare a raccontarvi delle mie avventure gallesi, prima che ne comincino delle altre :)