Pitlochry è una località di villeggiatura nel baricentro delle Highlands  scozzesi, nel cuore della contea di Perth. Un villaggio fatto di ...

Pitlochry e i colori della pioggia Pitlochry e i colori della pioggia

Pitlochry è una località di villeggiatura nel baricentro delle Highlands scozzesi, nel cuore della contea di Perth.
Un villaggio fatto di pietre e fiori, dove la scozzesità assume una declinazione fiabesca.
Arrivarci, per me e Tabby Cat, è stata quasi un'avventura: da perfetta location fiabesca che si rispetti, mantiene anche lo schema narrativo tale per cui ci si deve arrivare dopo un percorso difficoltoso ed una serie di prove superate.
Io & Tabby a Pitlochry ci arriviamo sotto la pioggia.
Una pioggia grigia e persistente, singhiozzi intensi del cielo di Scozia.

Una delle prime cose che visito in una nuova città è il suo parco. Spesso i parchi cittadini finiscono anche per essere uno dei miei punti ...

Vigeland Park, metafora di Oslo Vigeland Park, metafora di Oslo

Una delle prime cose che visito in una nuova città è il suo parco.
Spesso i parchi cittadini finiscono anche per essere uno dei miei punti preferiti di queste nuove città che mi metto ad esplorare.
Il parco cittadino non è solo una nicchia tranquilla in cui nascondersi dalla frenesia dei ritmi metropolitani, dal bombardamento sensoriale di cose da fare e vedere, dalla nostra stessa fame compulsiva di conoscere il nuovo posto, di sfiorarne l'anima - il parco cittadino è spesso una metafora verde della città che lo ospita.
Il Boboli a Firenze è quasi un museo verde, scrigno botanico dell'arte che si respira in ogni angolo di Firenze. Il Valentino a Torino nasconde un castello, simbolo indelebile della storia della città, e nasconde angoli di bellezza inattesi, poco reclamizzati, come l'animo burbero e sorprendente della capitale sabauda. Central Park è il parco, così come New York è The City: un mondo a sé, un suo fascino carismatico unico che l'ha trasformato in una star del cinema, un regno verde che indossa una corona di grattacieli.
E' come se, nel suo parco, la città decidesse di farsi metafora, scegliesse qualche simbolo che la rappresenti e decidesse, quindi, di lasciar indovinare qualcosa di sé - qualcosa di profondo, qualcosa di essenziale. E' un po' come un tatuaggio. O un nickname. Qualcosa con uno scopo espressivo, per ricordare al mondo ciò che siamo davvero. Anche quando non riusciamo ad esserlo.
E questo accade anche ad Oslo.

Quali ingredienti usereste se doveste distillare l'essenza dell' Inghilterra ? Provo a chiudere gli occhi e a pensarci. Davanti...

Bibury, cuore delle Cotswolds Bibury, cuore delle Cotswolds

Quali ingredienti usereste se doveste distillare l'essenza dell'Inghilterra?
Provo a chiudere gli occhi e a pensarci.
Davanti al sipario delle mie palpebre chiuse passano molte immagini: la bruma delle brughiere dello Yorkshire, la poesia malinconica del Lake District, gli scheletri gotici delle abbazie diroccate, l'intensità drammatica e decisa delle scogliere bianche di Dover, i porticcioli intimi e colorati della Cornovaglia - ma le scarto.
Sono fotografie di punti unici e ben precisi dell'Inghilterra, come la rappresentassero in un momento particolare, in un umore estremo: mentre è in vacanza al mare, mentre soffre per amore come il fantasma di Catherine alla ricerca di Heathcliff, mentre riflette, introspettiva, in solitudine, o mentre piange per qualcosa che non c'è più. Sono picchi emotivi, situazioni straordinari.
L'essenza di qualcuno, di qualcosa, non è qui: l'essenza è nel quotidiano, nella normalità, nelle piccole cose fatte con amore.
E, secondo me, l'essenza dell'Inghilterra è nella regione rurale delle Cotswolds.

A Monza c'è la storia di Gertrude, figlia non primogenita di una nobile famiglia che fu obbligata a prendere il velo e finì comunque per...

[I Viaggiatori Ignoranti] - La Monaca di Monza... di Saluzzo [I Viaggiatori Ignoranti] - La Monaca di Monza... di Saluzzo

A Monza c'è la storia di Gertrude, figlia non primogenita di una nobile famiglia che fu obbligata a prendere il velo e finì comunque per innamorarsi.
Ma anche in Piemonte, a Saluzzo per la precisione, abbiamo una storia simile: più tragica e più avventurosa, anche se meno conosciuta.
Manzoni non ve l'ha raccontata, ma ci provo io, dalle pagine de I Viaggiatori Ignoranti.
Clicca sull'immagine per leggerla... e prepara i fazzoletti!


Ci sono viaggi che fai, e passano gli anni ma ti sembra ieri che li hai fatti. Sono viaggi che ti fanno scoprire qualcosa - magari ti danno...

Barcellona, e la parte di te che non sai Barcellona, e la parte di te che non sai

Ci sono viaggi che fai, e passano gli anni ma ti sembra ieri che li hai fatti.
Sono viaggi che ti fanno scoprire qualcosa - magari ti danno delle risposte, magari le danno a domande che non sapevi nemmeno di avere.
Sono viaggi che continui a ricordare, perché quello che ti danno lo porti sempre con te - ed è sempre mescolato, connesso, intersecato con l'anima del luogo che hai visitato, con quella strana alchimia che era presente nell'aria, nell'atmosfera, nelle circostanze di quel posto che è riuscita ad innescare la reazione chimica di quel particolare incantesimo.
A Barcellona ci sono andata, era il 2006, anche se non ero particolarmente convinta.
Io - che sono da paesini medioevali, da rovine di chiese gotiche in cima ad un dirupo, da sale da tè con le tovaglie di pizzo... cosa ci andavo a fare in questa capitale della movida, in questa vivacità mediterranea?
E invece, a volte, è proprio di qualcosa di radicalmente opposto da noi che abbiamo bisogno - uscire dagli schemi, esplorare qualcosa di nuovo, metterti in gioco fuori dalla tua comfort zone. E scoprire con stupore che, magari, ti ci senti sorprendentemente a tuo agio...

San Francisco non è una città che si possa rappresentare in bianco e nero. Le foto in bianco e nero di solito spogliano gli angoli immortal...

San Francisco e la magia San Francisco e la magia

San Francisco non è una città che si possa rappresentare in bianco e nero.
Le foto in bianco e nero di solito spogliano gli angoli immortalati dal rumore, dal contorno, rivelandone l'anima, rivelando quel che giace nel suo profondo. Ma l'anima di San Francisco è nei suoi colori: nelle sfumature pastello della ridda delle sue case vittoriane, nelle tinte più accese dei murales nei suoi quartieri messicani, nel rosso mattone delle arcate del Golden Gate Bridge che trapana la nebbia.
San Francisco è colore, è luce.
San Francisco è magia - più o meno letteralmente, dato che, assieme a Londra e Torino, è considerata come uno dei vertici del cosiddetto Triangolo della Magia Nera, composto da città in cui il lato oscuro dell'energia magica pare avere un ruolo preponderante.
Ma, mentre si cammina per le sue strade, in salita e in discesa, con gli occhi curiosi che indagano la fisionomia delle case, persi nella sua aria vintage e bohemienne, la magia che si sente non è oscura.

Per raggiungere  Pinerolo  da Torino, col treno si attraversano paesini sparsi fra distese verdi, un po’ distratti e silenziosi come se fos...

Pinerolo, il Medioevo sotto le montagne Pinerolo, il Medioevo sotto le montagne

Per raggiungere Pinerolo da Torino, col treno si attraversano paesini sparsi fra distese verdi, un po’ distratti e silenziosi come se fossero isole.
Su tutto domina la piramide bianca e imponente del Monviso, che pare galleggi sospesa nel cielo, come un sogno o come un arcangelo a capo delle milizie celesti, che ha deposto spada e armatura e si limita a vegliare con sguardo benevolo, avvolgendo il profilo delle chiese e dei palazzi con le sue ali candide.

Io & York ci siamo conosciute nel 2006. Era stata una delle mie tante decisioni prese "di pancia": io, che normalmente sono t...

York, favola gotica e vichinga York, favola gotica e vichinga

Io & York ci siamo conosciute nel 2006.
Era stata una delle mie tante decisioni prese "di pancia": io, che normalmente sono talmente logica e razionale da rimanere troppo spesso impigliata nel mio stesso loop di "se" e di "ma" bloccando la declinazione concreta dei pensieri in azioni, per quanto riguarda i viaggi funziono in maniera radicalmente opposta. Funziono con la pancia, con l'istinto. Funziono sentendo un posto che mi chiama, che mi parla - un posto che mi ritrovo ovunque, fra le pagine dei libri, facendo zapping la domenica pomeriggio, nelle riviste trovate in giro per caso che sfoglio per caso: e ci devo andare. Ci devo andare e basta.
Lo decide la pancia; la testa sa benissimo di non avere nessuna voce in capitolo, e quindi nemmeno ci prova a dire la sua. Del resto già lo sa: solitamente queste scelte di pancia portano ad un innamoramento. Molto più di quanto lei stessa saprebbe mai fare, conoscendo alla perfezione il giusto mix e le giuste dose di ingredienti che, sulla carta, dovrebbero riuscire a calamitare il cuore. Eppure no - eppure nessun altro sa bene tanto quanto la pancia di che cosa esattamente abbia bisogno il cuore in quel momento per accelerare: forse perché è più vicina; forse perché sa interpretare meglio i segnali misteriosi e sotterranei che al cervello sfuggono. C'è sempre un elemento inatteso nelle scelte della pancia: un particolare in colori contrastanti, una novità, una nota che esce dal coro. Ed è proprio per questo che il mio cuore vola.
Ed è proprio per questo che amo viaggiare...

Per essere giardinieri bisogna anche essere un po’ poeti, dicono. I fiori, si sa, hanno il loro linguaggio, e comporli assieme signifi...

Torino ed il suo giardiniere poeta Torino ed il suo giardiniere poeta


Porta Susa
Per essere giardinieri bisogna anche essere un po’ poeti, dicono.
I fiori, si sa, hanno il loro linguaggio, e comporli assieme significa raccontare una storia, esprimere un’emozione. Alcuni giardinieri sanno essere poeti particolarmente abili nel colpire dritti, con dolcezza e incisività, a quel substrato della nostra anima che ha fame di bellezza.

Io penso troppo. O forse sento troppo. Il mio cuore è imbottigliato, avvolto in strati ruvidi, e in altri troppo soffici, legato da spaghi...

Sestri Levante e il mio drago ingabbiato Sestri Levante e il mio drago ingabbiato

Io penso troppo.
O forse sento troppo.
Il mio cuore è imbottigliato, avvolto in strati ruvidi, e in altri troppo soffici, legato da spaghi ormai sfilacciati eppure resistenti come cavi metallici. Mi dico che è una misura di sicurezza. Che, a volte, se dovesse essere libero, sarebbe una creatura selvaggia, una specie di drago eruttante padrone di un fuoco che non sa controllare, che non sa scaldare ma solo distruggere. Ma penso anche che, forse, è così selvatico perché è sempre stato incatenato, non ha imparato a stare al mondo, a capire che le ombre si allungano verso sera, e che quelli che sembrano giganti in realtà sono soltanto nani. Però non so se potrei liberarlo: mi è arrivato in dotazione così, impacchettato e legato - forse sarebbe troppo fragile senza tutto il suo imballaggio.
Il mio cervello spesso prova a parlargli, ma lui non lo ascolta: gli dice "Sì, va bene" e poi continua a fare quel che gli pare.
Lo tiene al guinzaglio ma lui strattona, svolazza, si gonfia e trema. Lascia sfuggire zaffate di vapore calde e dolorose.
E poi implode, si accuccia rannicchiandosi su se stesso - e a volte vorrebbe piangere: non perché sia davvero triste, ma solo per sfogarsi, per buttare fuori un po' di tutta questa cosa che ha dentro che ribolle, che non si quieta, stupida e strana, dolorosa e felice.

Chi ha fede li chiama "miracoli". Chi è scettico e razionalista preferisce parlare di destino. Sono punti di vista. Ma, che sia...

[I viaggiatori Ignoranti] La Sindone ed il fuoco [I viaggiatori Ignoranti] La Sindone ed il fuoco

Chi ha fede li chiama "miracoli".
Chi è scettico e razionalista preferisce parlare di destino.
Sono punti di vista.
Ma, che sia un miracolo o un destino, sta di fatto che la Sindone Ã¨ scampata al fuoco per ben due volte, e sempre in circostanze piuttosto estreme.
I punti di vista, su questi presunti miracoli o destini fortunosi, sono parecchi...
Clicca sull'immagine per leggerli sulle pagine de I Viaggiatori Ignoranti:



Secondo una statistica di qualche anno fa, Torino sembrerebbe essere la città italiana con più bar e caffetterie per abitante. Ma quest...

Torino ed i suoi caffè: una storia di dolcezza Torino ed i suoi caffè: una storia di dolcezza


Secondo una statistica di qualche anno fa, Torino sembrerebbe essere la città italiana con più bar e caffetterie per abitante.
Ma questo primato non è casuale.
La tradizione dei caffè come luogo di incontro e di appagamento della gola a Torino è molto radicata fin dal 1700, e i locali torinesi più antichi sono stati teatro, oltre che di incontri, corteggiamenti e pettegolezzi, anche di importanti dibattiti culturali e di discussioni politiche che hanno concorso a creare la storia d’Italia.
Andiamo insieme a fare un giro in alcuni dei più importanti (e golosi) locali storici del capoluogo piemontese, per fare un salto indietro nel tempo e riscoprire le tradizioni:

Seattle  Ã¨ soprannominata la Città Smeraldo , pur non avendo una presenza significativa di parchi in centro città - ma, più che una "ci...

Bainbridge Island, lo smeraldo selvaggio Bainbridge Island, lo smeraldo selvaggio

Seattle Ã¨ soprannominata la Città Smeraldo, pur non avendo una presenza significativa di parchi in centro città - ma, più che una "città smeraldo", è una città incastonata dentro uno smeraldo.
Uno smeraldo selvaggio, dal verde intenso e pulsante, colorato in chiaroscuro da ombre che hanno qualcosa di misterioso e primordiale.
Questo smeraldo è la natura cupa ed intensa che popola lo stato federale di Washington.
Siamo al confine con il Canada, con le sue sconfinate foreste dell'ovest, e il cielo è spesso grigio, quasi a voler sottolineare in maniera intensa, totalizzante, la bellezza drammatica del paesaggio.
E' una natura ancestrale, che non conosce mezze misure, che sa di amore e rabbia, di malinconia pungente, di vita forse crudele eppure bellissima.
Una natura che le antiche leggende dei Nativi pellerossa hanno voluto popolare di licantropi e altre creature combattute fra l'istintualità animale e la consapevolezza umana - quelle stesse creature che poi sono diventate idoli delle teenagers tramite una famosa saga rosa a tinte fosche ambientata da queste parti.
E lo sono diventate amando rabbiosamente, senza limiti, di un amore totalizzante e non corrisposto - drammatico, di un dolore bellissimo come questo smeraldo selvaggio.

Quando sono arrivata ad Ottawa, prima ho corrugato la fronte un po' dubbiosa: c'era qualcosa, una vaga atmosfera di familiarità, una...

Ottawa, la Londra del Canada Ottawa, la Londra del Canada

Quando sono arrivata ad Ottawa, prima ho corrugato la fronte un po' dubbiosa: c'era qualcosa, una vaga atmosfera di familiarità, una sensazione di "casa" che è arrivata ad accarezzarmi da qualche angolo recondito dell'inconscio, ma che non riuscivo ad afferrare. Era una sensazione di déja-vu, qualcosa che riesci ad intuire ma non a verbalizzare - qualcosa che hai sulla punta della lingua.
Poi ho capito.
Ed ho sorriso.
Il cielo plumbeo, le gocce di pioggia sul finestrino dell'autobus e la sagoma gotica del Parlamento coricata lungo il fiume sono stati l'indizio finale, la concretizzazione a livello razionale dell'intuizione.
Londra, certo.
Una vaga fisionomia di Londra - come può capitare fra cugini, o come quando si imita qualcuno e si ripropongono inevitabilmente solo alcuni tratti della sua personalità.
O come quando prendi casa in una nuova città, e puoi portarti dietro solo qualche suppellettile dalla tua residenza principale - quindi scegli quelle più utili, e che magari ti piacciono di più.
E suppongo sia proprio quello che i reali inglesi abbiano fatto con Ottawa quando decisero di stabilirvi la sede del Parlamento canadese.

Firenze  non è solo una città d'arte. Firenze è arte trasformata in città. Ce n'è così tanta che pare quasi d'avanzo: la in...

Boboli, cuore verde dell'arte Boboli, cuore verde dell'arte

Giardino del Boboli, Firenze

Firenze non è solo una città d'arte.
Firenze è arte trasformata in città.
Ce n'è così tanta che pare quasi d'avanzo: la incontri per strada, in piazza, come se nulla fosse, la puoi toccare, ti ci puoi quasi assuefare - tanta bellezza che sboccia all'improvviso, in ogni angolo, che non sai più dove guardare, per cosa meravigliarti.
Ti aspetti ormai di trovarla in ogni angolo, eppure riesce ancora a stupirti, perché non sai mai esattamente cosa sarà, come sarà, quale forma di bellezza plasmata nel marmo, quale tipo di grazia costruita attraverso i mattoni e la pietra: così varchi la soglia austera e nobile di Palazzo Pitti domandandoti quale declinazione assumerà tutta questa arte, questa grazia, questa bellezza nel verde del Giardino di Boboli.

Nella vita c'è il grigio e ci sono i colori. C'è la pioggia e c'è il sole. La noia e la felicità. Si alternano. Non si quando...

Una parentesi di nome Camogli Una parentesi di nome Camogli

Nella vita c'è il grigio e ci sono i colori.
C'è la pioggia e c'è il sole.
La noia e la felicità.
Si alternano. Non si quando, non si sa con che frequenza, né con quale proporzione: il cambio è di solito repentino, inatteso. E la proporzione è di solito a netto sfavore della felicità: un po' come la settimana lavorativa ha cinque giorni ed il weekend solo due.
Però questa alternanza è matematica, è come la marea - e alla fine il tutto finisce per essere una scelta: come diceva Abramo Lincoln, "Ci si può lamentare perché le rose hanno le spine, oppure si può gioire perché le spine hanno le rose".
Non sempre funziona - ma a volte, quando si riesce a farlo, si aprono parentesi felici in mezzo a tutte le cose che non funzionano, in mezzo ai doveri ed alle frustrazioni, ai dubbi ed alle nostalgie.
Parentesi perfette nella loro semplicità, parentesi in grado di riempirci di cose buone, che, per qualche ora di stupida, meravigliosa grazia, forse non ci fanno dimenticare ciò che non va, ma lo rendono lontano, piccolo. Forse non ci fanno credere nell'impossibile, ma riescono a renderci grati di ciò che abbiamo - qui ed adesso, niente di più, niente di meno.
Parentesi di colore, di sole, di felicità.

Il cuore non è solo un muscolo. E' un muscolo testardo: fa quel che gli pare, non ascolta il cervello, la logica, il dovere, il quieto ...

[I Viaggiatori Ignoranti] Seppellite il mio cuore a Superga [I Viaggiatori Ignoranti] Seppellite il mio cuore a Superga

Il cuore non è solo un muscolo.
E' un muscolo testardo: fa quel che gli pare, non ascolta il cervello, la logica, il dovere, il quieto vivere, la buona creanza.
Sceglie lui la sua strada e non ha pace finché anche il corpo lo segue.
Certo, non tutti i cuori sono così cocciuti (o temerari) da riuscire ad averla vinta - ma quello del Principe Eugenio di Savoia lo era.
E non solo metaforicamente...
Vi racconto la sua storia (ed il mistero ad esso connesso) sulle pagine de I Viaggiatori Ignoranti: clicca sull'immagine per leggerla.


Sono seduta su una panchina in un parco a Gloucester . E' l'ultimo giorno di settembre, sono le cinque del pomeriggio. Il sole ha ...

L'Inghilterra e l'essenza dell'amore L'Inghilterra e l'essenza dell'amore

Sono seduta su una panchina in un parco a Gloucester.
E' l'ultimo giorno di settembre, sono le cinque del pomeriggio.
Il sole ha sonno e scivola fra i rami degli alberi, la sua luce si fa intensa come la malinconia: le ombre attorno si allungano e l'oro si sparge sulle cose, facendole diventare preziose. Domani salirò di nuovo su un aereo che mi riporterà in Italia, e questo, forse, è il sapore che hanno i saluti.
Questo parco di Gloucester è fatto solo di verde e di qualche albero - non ha la regalità dei parchi di Londra, e nemmeno la ricca varietà dei giardini botanici del Sud del Paese.
Però è proprio questo parco di Gloucester che mi fa pensare come, questa volta, il mio arrivederci al Regno Unito sia ancora più difficile del solito.

C'è una ragazza che cammina pensierosa, lungo la Pine Street di Seattle, trascinandosi dietro una grande valigia azzurra. Cammina in...

Seattle: pensieri & parole Seattle: pensieri & parole

Seattle - Pensieri & Parole

C'è una ragazza che cammina pensierosa, lungo la Pine Street di Seattle, trascinandosi dietro una grande valigia azzurra.
Cammina in discesa, più veloce di quanto forse vorrebbe, da Capitol Hill verso la Westlake Station, passando davanti ai locali alternativi, sul viadotto dell'autostrada, di fronte agli alberghi di lusso ed alle boutique del centro.
Quella ragazza sono io, oggi, mentre salutavo Seattle per avviarmi verso l'aeroporto di Tacoma, dove avrei trascorso la mia ultima notte qui nello stato di Washington, prima di prendere il mio volo per San Francisco domattina all'alba.

L'amore non si riesce mai a spiegare. Spiegare significa razionalizzare, ed i sentimenti usano un altro linguaggio, un'altra semant...

#100motivi per cui amo il Regno Unito #100motivi per cui amo il Regno Unito

L'amore non si riesce mai a spiegare.
Spiegare significa razionalizzare, ed i sentimenti usano un altro linguaggio, un'altra semantica.
Si può provare ad elencare i pregi, le caratteristiche dell'oggetto del nostro sentimento che ci emozionano, che ci fanno stare bene - ma l'amore è chimica, e la chimica ha una legge che dice che l'insieme è qualcosa di più che la somma delle singole parti.
E così è per il mio amore per il Regno Unito.
Quando mi chiedono perché, che cosa mi fa amare così visceralmente questa terra tanto diversa dalla mia, non so mai spiegarlo.
Non basta un elenco, c'è qualcosa di più.
C'è la sensazione di essere un tessera di puzzle che va a posto, c'è quella sottile vaporizzazione di gioia su ogni cosa che solo l'amore sa dare, c'è il fatto di distrarsi un attimo e pensare di essere sempre stati lì, di volerci poter restare per sempre.
Ma - ad ogni ragazza innamorata piace stilare l'elenco di tutte le cose che le fanno battere forte il cuore; quindi stavolta provo a darvi almeno #100motivi per cui amo il Regno Unito.
Con l'emozione della certezza che lo rivedrò prestissimo...