Siete a favore delle seconde chance? Personalmente cerco di non negarle mai a nessuno; ma devo anche confessare che, nella mia esperienza p...
Cat café torinese: ora sì che si miagola!!
Personalmente cerco di non negarle mai a nessuno; ma devo anche confessare che, nella mia esperienza personale, pressoché tutte le seconde chance che ho deciso di dare si sono poi rivelate delusorie. Per non parlare delle terze, delle quarte, o delle decimilionesime - visto che sono spesso recidiva.
Ma ad ogni regola corrisponde sempre un'eccezione, e, oggi, sono davvero contenta di aver deciso di dare una seconda chance al Miagola, il primo cat café torinese, aperto 3 mesi or sono nell'area pedonale di via Amendola.
Se vi è capitato di leggerla, saprete che la mia prima recensione su questo posto non è stata esattamente positiva: l'avevo scritta in un piovosissimo sabato di metà aprile, quando io & Ginger Cat eravamo rimaste parecchio deluse dal nostro caotico pranzo lì, inquinato da un'imperante disorganizzazione e da rumore e confusione che tenevano lontano i mici, ben decisi a starsene rannicchiati nella tranquillità dei loro rifugi e a non mettere piede fra adulti caciaroni e bambini scorrazzanti.
Ho meditato un po' se cancellare o meno il sopracitato articolo: mi dispiaceva lasciare della pubblicità negativa ad un posto che non solo, alla fine, è riuscito a riscattarsi, ma che è anche, come abbiamo scoperto oggi e come vi racconterò fra poco, un posto che ha una valenza speciale.
Alla fine ho deciso di lasciarlo, corredandolo però di una nota di commento - in modo tale che, se per caso qualcuno ha avuto lo stesso genere di esperienza poco positiva in questo posto (dato che, dopo un'occhiata su Tripadvisor, a quanto pare non siamo state le sole), sappia che le seconde opportunità a volte vale la pena di darle.
Quando ci siamo arrivati era avvolta nella nebbia. Pareva una nave pirata che emergeva dalle brume, e gli stormi di sule rannicchiate nelle...
L'isola di Bonaventure - a casa delle sule nel Québec
Pareva una nave pirata che emergeva dalle brume, e gli stormi di sule rannicchiate nelle fenditure della roccia sembravano il suo equipaggio.
L'isola di Bonaventure fa parte del Parco Nazionale che porta il suo stesso nome, associato al Rocher Percé, lo sperone di roccia che a qualcuno ricorda una leggiadra fanciulla, ma che a me sembra un bisonte all'abbeveratoio, di cui vi ho raccontato qui e che si trova a pochi metri dalla costa della penisola della Gaspesie, in Québec (Canada).
L'isola dal 1971, anno in cui è stata ufficialmente trasformata in Parco, è disabitata.
Disabitata da esseri umani, ovviamente; ma dimora prediletta di quasi 300.000 esemplari su sule.
Che cosa abbia spinto questi animali a prediligere così voracemente e spiccatamente questo luogo anziché qualsiasi altro, non potremo mai saperlo (sono un gatto, mi è difficile provare empatia nei confronti dei volatili) - ma di sicuro c'è che queste sule non hanno poi fatto una cattiva scelta...
Io per le rovine ho sempre avuto un debole. Anzi, direi più che un debole. Mi attraggono come calamite, mi stregano, mi incantano. Sono un...
Urquhart - In Scozia anche le rovine hanno il loro perché
Anzi, direi più che un debole. Mi attraggono come calamite, mi stregano, mi incantano.
Sono un gatto nero, del resto, ed ho un animo goticheggiante: la decadenza mi rapisce; ha il fascino malinconioso di ciò che è stato e che non è più, e che pertanto è ormai spogliato dalle meschinità e dai grattacapi del tran-tran quotidiano, rivelando la sua intima essenza, trascendente dalle etichette di ciò che è bene e di ciò che è male, di ciò che è positivo o negativo. L'intima essenza delle cose è la loro verità , e la verità non è né buona né cattiva, né bella né brutta: la verità è semplicemente vera, è ciò che spesso non vogliamo vedere, ma che alla fine è ciò che ci rimane.
Le rovine sono proprio così.
Sono state ricche e potenti, hanno dominato il mondo degli uomini o la loro spiritualità - ed ora siedono in un angolo, solitarie come nobili decaduti, perse a contemplare con lo sguardo velato ciò che non gli appartiene più.
Ma la tristezza della decadenza ha anche una sua riflessività , le ferite che mutilano le loro mura hanno una storia ricca ed intensa - e la loro essenza si distilla in tutto questo: non c'è più la tracotanza del potere, viene stemperata dalla sconfitta che la rende nobile, che ci restituisce non più un simbolo controverso di dominio, ma una storia trascendente, fatta di luci e di ombre, di ingiustizie e di eroismo, e che per questo si ammanta di bellezza a prescindere, diventa degna di rispetto e ti fa venire voglia di conoscerla, di raccontarla.
Le città sono come le persone. Quando hanno personalità travolgenti e molti interessi, riusciranno sempre a coinvolgerti in conversazioni e...
10 modi in cui Londra è riuscita a stupirmi
Quando hanno personalità travolgenti e molti interessi, riusciranno sempre a coinvolgerti in conversazioni entusiasmanti, anche quando le incontri molto spesso.
E questo è un fenomeno che con le città si amplifica ancora di più, dal momento che la loro vita è molto più lunga ed intensa di quella degli umani, e finiscono anche per essere decisamente più multitasking - ogni loro angolo brulica di frenesia ed attività , di idee pensate da milioni di teste, concretizzate da milioni di mani, con milioni di singole vite che interagiscono fra loro e costruiscono l'anima della città stessa.
Londra è sicuramente una città multitasking, piena di passioni ed interessi, e dalla personalità unica e rilevante.
Ci incontriamo praticamente ogni anno, da dopo il nostro primo rendez-vous avvenuto nel lontano 1998, e, anche se nelle nostre conversazioni abbiamo alcuni argomenti che mi stanno particolarmente a cuore, e in cui non manco mai di fare un giro, ogni volta che la visito riesce sempre a farmi scoprire qualcosa di nuovo - un lato diverso della sua personalità , un luogo, un'esperienza.
Qualcosa che mi fa decisamente dare ragione a Samuel Johnson quando sosteneva che "Chi è stanco di Londra, è stanco della vita".
Per quanto abbia un po' la mania di fare le Top 10 come il protagonista di "Alta fedeltà " , se mi chiedessero di fare una Top ...
La mia Top 10 di Bergen: fiordi, salmone e casette di legno
Stessa cosa se dovessi fare una Top 10 assoluta dei miei libri o dei miei film preferiti.
Sono ambiti troppo variegati, troppo ampi e complessi, preferisco restringere il campo.
Bergen però rientrerebbe in diverse Top 10.
In quella delle città in cui mi piacerebbe vivere. In quella delle città che ti fanno sentire fuori dal tempo. In quella delle città che più mi hanno stupito positivamente.
E quasi sicuramente anche in quella assoluta.
Ci sono stata nel 2009, insieme a Ginger Cat, ed abbiamo trascorso 5 giorni molto piacevoli in questa capitale dei fiordi, tutta in salita, tutta in legno, silenziosa ma non cupa, colorata ma introversa, che profuma di salmone affumicato e che in soli due passi ti fa tuffare in una natura selvaggia e bellissima.
Ed ecco che cosa vi consiglio di vedere, se per caso passate di là ...
Anzi, direi che innanzitutto non vi consiglio di passarci per caso: decidete di passarci volontariamente, ne vale sicuramente la pena!
A volte si può riuscire a viaggiare senza uscire dalla propria città . E' un viaggio che consiste nel riuscire a vederla con occhi nuovi...
Torino & la Tabby Cat
E' un viaggio che consiste nel riuscire a vederla con occhi nuovi, con occhi che non sono appannati dall'abitudine, che non hanno il loro punto di focalizzazione spostato sui grattacapi della quotidianità , ma che siano in grado di vederla come se fosse la prima volta, di lanciarsi a scoprirla con la curiosità di chi non ce l'ha a disposizione tutti i giorni.
Sono occhi che sanno sorprendersi, che sanno scovare bellezza in ciò che si tende a dare per scontato; sono occhi che sanno potersi innamorare.
O ri-innamorare, ogni volta in maniera diversa.
A volte questi occhi riesce a regalarteli la visita di un'amica.
Scegliere l'itinerario che le si vuole mostrare è già un esercizio di cambio di visuale: si deve dare una valutazione in termini di bellezza ed importanza dei luoghi, ma si tratta anche di una valutazione emotiva, perché è una scelta che implica condivisione, una soggettività che è affettuosa comunione, che dice "Ti conosco, e so che ti piacerà ".
Ma il vero mutamento di sguardo arriva quando l'itinerario si mette in atto: è come un'avventura, un'esplorazione di qualcosa che non è più il tuo circondario quotidiano, ma si trasforma, ti offre aspetti completamente inediti, ti fa vedere sotto una nuova luce cose che pensavi di conoscere a memoria come le tue tasche.
Questa, se vogliamo, è una formula che può essere valida sempre e che possiamo mettere in atto assieme a qualunque persona, o anche da soli, giusto per tenerci in allenamento nell'imparare ad usare un nuovo paio di occhi.
Però devo dire che la mia amica Tabby Cat questo potere magico ce l'ha particolarmente accentuato... e questa, quindi, è la cronaca di quello che mi ha fatto scoprire e riscoprire durante un divertente weekend di inizio gennaio in cui è venuta a farmi visita.
Se ti capita di transitare per l'infinito Corso Francia con i suoi tanti semafori, viaggiando da Rivoli in direzione Torino, non puoi fa...
Villaggio Leumann: Svizzera? No, Collegno
Le casette del Villaggio Leumann di Collegno sono un misto fra un paesino svizzero e l'architettura liberty, proprio come se qualcuno avesse shakerato e mixato elementi dei due stili - se due edifici potessero procreare e riprodursi, con una ricombinazione cromosomica casuale come avviene per gli esseri viventi, ecco, il risultato sarebbe questo.
Ci sono casette a graticcio, qualche elemento flamboyant, staccionate di legno che delimitano piccoli giardini fioriti e stradine pedonali in selciato, che rappresentano un notevole contrasto con i condomini da dieci piani, l'asfalto ed il cemento che li circondano.
Un po' come vedere una mucca pascolare placida nel bel mezzo di una giungla urbana.
Avigliana è un piccolo borgo medioevale in provincia di Torino, adagiato in una conca morenica fra Rivoli e le montagne della Val di Susa. ...
[I Viaggiatori Ignoranti] La leggenda di Avigliana e del suo Lago...
Forse non potrà vincere il titolo per "Il Borgo più Bello d'Italia", ma per me, per quelle ragioni del cuore che ragione non conosce, è incantevole.
Ho vissuto i primi 28 anni della mia vita a Buttigliera Alta, pochi metri più in là , ma, per ragioni pratiche (Buttigliera ha poche migliaia di anime e nessun ospedale) sono nata ad Avigliana.
L'ospedale vecchio di Avigliana era adagiato sulla collina, nel cuore del centro storico, per cui mi piace dire che la prima cosa che ho visto quando ho aperto gli occhi alla luce sia stato il Medioevo. E forse è per questo che lo amo tanto.
Ne riparleremo, di Avigliana, perché penso che se lo meriti; ma per intanto gustatevi come aperitivo questa leggenda, che mi sento raccontare fin da piccola:
http://viaggiatoricheignorano.blogspot.com/2014/06/come-avigliana-sprofondo-nel-suo-stesso.html
E' il mio secondo contributo per I Viaggiatori Ignoranti, e vi racconto che cosa nascondono i due laghi dentro cui Avigliana si specchia...
Ci sono posti che ti sembra di aver visto prima ancora di averli visitati. Ma non perché li hai visti in qualche film o in qualche déja vu ...
Bodnant Garden - come ti immagini il Paradiso?
Ma non perché li hai visti in qualche film o in qualche déja vu - semplicemente perché sono molto simili a qualcosa che la tua fantasia ha creato mentre da bambina (o anche più tardi) sognavi ad occhi aperti.
Sono posti che, non appena ci metti piedi, spalanchi la bocca di meraviglia e ti viene da esclamare "Ah, ma allora esisti veramente!!".
Mi è successo con il Connemara, le cui lande verdi ed azzurre somigliavano in maniera incredibile ed incantevole ai paesaggi che la mia mente creava come sfondi quando leggevo romanzi fantasy; e mi è successo con il Bodnant Garden, giardino di una villa nei dintorni di Conwy, nel Galles del Nord, oggi completamente aperto al pubblico.
Da oggi comincia la collaborazione di Souvenirs of a Black Cat con i Viaggiatori Ignoranti, un progetto a più mani che ha l'obiettivo di...
[I Viaggiatori Ignoranti] La Sacra di San Michele e la Bell'Alda
Con loro vorrei raccontarvi delle leggende con cui sono cresciuta, quelle della Val di Susa e di Torino, e anche delle leggende in cui mi sono imbattuta cammin facendo durante le mie esperienze di viaggio.
Se vi va di seguirmi anche in questa mia nuova avventura, questo è il mio primo articolo da Viaggiatrice Ignorante:
http://viaggiatoricheignorano.blogspot.com/2014/05/come-la-sacra-di-san-michele-salvo-la.html
Vi racconto della Sacra di San Michele, sirena medioevale alla cui ombra sono cresciuta, e della Bell'Alda, che fu salvata dagli angeli ma per una volta soltanto...
Pur non avendola mai visitata, Colonia ha fatto parte della mia infanzia. In quegli anni per me Colonia era una boccia di neve con la catte...
Colonia - cattedrali gotiche e cioccolato
In quegli anni per me Colonia era una boccia di neve con la cattedrale e diversi giocattoli di legno provenienti da un negozio che oggi non c'è più.
Colonia è stata fra le prime e le più frequenti trasferte di lavoro di mio papà - e io, a 8 anni, un po' me ne vantavo del fatto che mio papà fosse in Germania per lavoro. Era qualcosa di un po' speciale, anche se poi mi mancava.
Mi ricordo che poi, quando tornava a casa dopo diversi giorni di lontananza, era quasi una festa; e mi ricordo anche le borsine di plastica con dentro panini spalmati di burro ed orsetti gommosi di cui Lufthansa faceva omaggio ai viaggiatori nella sala d'aspetto. Gli anni '80 erano un'altra epoca per le compagnie aeree.
Da quando è andato in pensione, quasi 7 anni fa, continuava a dire che voleva portarci a vedere questa città della Renania che per me e mia mamma era ormai una specie di racconto mitologico, per lui una specie di amarcord.
E, la scorsa domenica, per il suo 64esimo compleanno, la promessa si è concretizzata.
La Mole Antonelliana è un edificio peculiare. Rende lo skyline torinese pressoché unico, e, quando la vedi per la prima volta, senza sapere...
Museo del Cinema di Torino: una Mole di sogni
Rende lo skyline torinese pressoché unico, e, quando la vedi per la prima volta, senza sapere cosa sia, ti viene difficile classificarla in una qualsivoglia categoria di edifici.
Avrebbe dovuto essere una sinagoga ebraica, ma, per la sua forma e per le sue dimensioni, non assomiglia affatto ad una sinagoga.
Beh, se è per questo non assomiglia a nessun altro tipo di edificio al mondo.
Alessandro Antonelli, l'architetto che l'ha progettata, era una sorta di genio un po' folle, e sarebbe interessante poter entrare nella sua mente e vedere quali originalissimi collegamenti neurali si sono attivati quando ha concepito questo progetto.
Il viaggio in autobus da Llandudno a Conwy è breve, ma il tragitto di 20' che collega le due cittadine già è un piccolo assaggio del meg...
Conwy - una casa minuscola ed un castello
Prati, ginestre, pecore, rocce, spiagge, mare... e poi ad un certo punto compare Conwy all'orizzonte: il piccolo borgo con le case a graticcio arroccate sulla baia, racchiuse, quasi abbracciate, dalle imponenti mura medioevali che sono rimaste intatte, e di fianco il castello che le domina, forte e rassicurante, quasi una specie di padre-padrone che tenti di tenere al sicuro le belle figlie facendo loro scudo con la sua figura possente.
Ci ho messo un po' per decidere quale paese scegliere come base per la nostra esplorazione del Nord del Galles della scorsa settimana. ...
Llandudno - con due "L" e #10buonimotivi per visitarla
Llandudno ha catturato la mia attenzione perché si trova in posizione strategica e perché risultava ben collegata tramite autobus ai principali luoghi che avevo intenzione di visitare. Bill Bryson, nel suo "Notizie da un'isoletta" (ironica e piacevolissima cronaca del suo attraversamento della Gran Bretagna, da Dover alla punta estrema della Scozia), la definisce "soporifera"; ma, quando sulla Lonely Planet invece ho letto "località balneare vittoriana" e "casette color pastello", ho deciso che le si poteva dare una chance - del resto ho già avuto modo di vedere che io ed il buon Bill non sempre ci troviamo d'accordo.
Ad esempio io preferisco Oxford e lui Cambridge, ma di questo ne parleremo un'altra volta.
Di Llandudno, inoltre, mi piaceva il nome: con la sua doppia "L" iniziale mi evocava gallesità allo stato puro - spiagge selvagge, tanto verde e qualche leggenda di maghi ed eroi.
Mi sono un po' arrovellata fra i dubbi su quale dovesse essere la corretta pronuncia - poi ho chiesto lumi a Ginger Cat, che ha studiato gaelico e che mi ha rivelato che, semplicemente, si legge come scritto. A volte le cose sono più semplici del previsto.
Quando si rientra da un viaggio ci va sempre un po' prima di riuscire a riadattarsi alla quotidianità .A quando il viaggio ha avuto luogo...
Galles & stereotipi
Ho rimesso piede sul suolo torinese lunedì sera, accompagnata da un mix emotivo costituito dal fatto di cominciare già a sentire la nostalgia dei bellissimi posti che avevo appena lasciato e dal fatto di coccolare un po' i tanti ricordi collezionati nei giorni precedenti, con il forte desiderio di (finalmente) sedermi qui e cominciare a scriverne, per condividere con voi le storie sui posti che abbiamo visto e sulla bellezza con cui ci siamo riempite gli occhi.
Il giorno dopo terapia d'urto, sono tornata direttamente a lavorare ed è stata una giornata lunga e molto intensa, trascorsa cercando di tenermi a galla fra tutte le attività che avevo lasciato in sospeso e le nuove richieste nate durante la mia assenza. Per cui quando finalmente sono tornata a casa, non ho proprio avuto la forza fisica di riaccendere nuovamente il pc - le mie meningi stavano già martellando ed imploravano pietà ...
Ma adesso finalmente sono qui.
Ho appena acquistato i biglietti aerei per altri due viaggi prossimi venturi fra luglio ed agosto - questo sarà un anno decisamente (e piacevolmente!) intenso sotto questo punto di vista; per cui direi che è ora che mi dia una mossa nel cominciare a raccontarvi delle mie avventure gallesi, prima che ne comincino delle altre :)
Da qualche tempo stavo meditando di inaugurare una nuova serie di post intitolata qualcosa del tipo "Ho fatto pace con i lunedì" ...
Ho fatto pace con i lunedì (ma non credo che valga)
Mi spiego.
Credo che il 99% dei lavoratori da 8-ore-5-giorni-alla-settimana-in-ufficio soffra della cosiddetta Sindrome del Lunedì. Conosco anche qualcuno che ha la Sindrome del Venerdì, perché va in crisi all'idea di abbandonare la vita da ufficio - ma adesso non voglio lanciarmi in interpretazioni psicologiche spicciole né sparare giudizi scontati sulla proporzione di stimoli e soddisfazioni che può avere la sua vita privata rispetto a quella lavorativa.
Parliamo di me, e io di sicuro rientro nel 99% che invece ha la Sindrome del Lunedì, che già la domenica sera comincia a sentirsi malinconica, che quando suona la sveglia, se non fosse un cellulare da 400 euro, avrebbe voglia di sbatterla contro il muro, e che quando mette piede sul corridoio di linoleum del proprio ufficio si sente come se stesse andando dal dentista.
Ebbene, da un paio di mesi a questa parte la mia Sindrome del Lunedì non esiste più.
E so che adesso state sgranando tanto d'occhi e state per implorarmi affinché vi scriva la magica ricetta che ho trovato per non soffrirne più; ma, ecco, il punto è che il mio antidoto non è affatto un medicinale: è un'operazione chirurgica che ha estirpato il male alla radice.
In sostanza, da marzo ad oggi ho avuto un solo lunedì lavorativo.
Comprendete quindi la contraddizione logica di base?
Non posso millantare di aver trovato la cura per la mia allergia quando in realtà , semplicemente, mi sto tenendo alla larga dall'allergene.
Ma avevo comunque voglia di condividere con voi le (ri)scoperte di questi lunedì di libertà ; per cui, senza stare a proclamare lapalissiane cure per la Sindrome del Lunedì, vi invito a seguirmi in queste passeggiate in una Torino alternativa, semi-deserta ed affascinante.
Vi è mai capitato di innamorarvi di qualcuno di completamente diverso da voi? Di qualcuno così diverso che, prima di avere l'occasione d...
Black Cat & the City
Sto parlando di New York City, meglio nota come LA City - cosa che ho sempre pensato fosse un attimino pretenziosa e sborona, ma adesso capisco perché.
New York è "la" città per antonomasia perché è la quintessenza del carisma urbano.
E' vero, è rumorosa ed è enorme, ma riesce ad essere tutte quest cose con grande stile: il suo non è caos, è dinamismo, ed è una caratteristica imprescindibile di una città che di fatto è il centro del mondo, che si crea e si trasforma senza sosta.
Non avrei mai pensato che potessi finire per annoverarmi nelle schiere delle sue amanti: io sono tutta per le atmosfere raccolte, da Vecchia Europa, per il silenzio e la pace, per i posti che ti danno l'impressione di essere tornata indietro nel tempo, ed ero sinceramente convinta che la Grande Mela, così moderna e rampante, davvero non potesse essere nelle mie corde.
Però ero comunque convinta che fosse uno di quei posti che almeno una volta nella vita si "devono" visitare, e dunque ero curiosa di vederla.
E devo dire che è stata probabilmente la più grande sorpresa in senso positivo della mia vita da viaggiatrice, finora.
Del resto è proprio questo il motivo per cui, fondamentalmente, ogni tanto finisco per scegliere di vedere posti che di primo acchito non mi ispirano: mi piace darmi la possibilità di rimanere sorpresa, e mi piace confrontarmi con qualcosa di diverso dalle mie consuete destinazioni, perché potrebbe essere utile per aiutarmi a scoprire nuovi aspetti di me stessa.
[NB. Se leggete questo articolo, sappiate che... a volte può valere la pena dare una seconda chance: a giugno ci sono tornata ed è stata tut...
Cat café torinese... ritorni quando è più preparato
Era da qualche mese che circolava su Facebook la notizia che a Torino avrebbe aperto un Cat Café, e la cosa ovviamente mi aveva riempita di aspettativa.
Per chi non lo sapesse, un cat café è, come dice il nome stesso, un bar in cui sono presenti anche dei gatti, che fanno da piacevole compagnia durante la consumazione (o meglio... forse è la consumazione che si presenta come scusa per godere della compagnia dei gatti) e che, nel rispetto della loro volontà ed esigenze, si possono anche coccolare ed accarezzare.
E' una formula nata in Estremo Oriente (Giappone e Corea) e che pian piano ha cominciato a diffondersi anche in Europa e, adesso, anche negli USA.
Ero molto scettica sul fatto che un locale di questo genere potesse arrivare anche in Italia, non fosse altro perché forse la formula stessa avrebbe rischiato di fare un po' a pugni con le nostre rigidissime regole sull'igiene; ma, in effetti, se proprio doveva esserci una città adatta ad inaugurare questa nuova tendenza anche sul territorio italiano, quale candidata poteva essere migliore di Torino - con la sua aria un po' mitteleuropea e il suo spirito di iniziativa nel far nascere nuove cose?
Ho saputo che il primo cat café torinese aveva aperto mentre io ero a Parigi, ovvero proprio mentre stavo sperimentando un locale simile per la prima volta.
Souvenir of a Black Cat è stato nominato per il Liebster Award e di questo sono molto felice :) Non si tratta di un vero e proprio ...
Liebster Blog Award - 10 domande a me e 10 a te!
Souvenir of a Black Cat è stato nominato per il Liebster Award e di questo sono molto felice :)
Non si tratta di un vero e proprio "premio", ma di un'occasione per conoscere nuovi blog emergenti.
E' una sorta di catena virtuale che consiste nel rispondere a 10 domande poste da chi ti nomina, nominare a tua volta altri 10 blogger e porre loro altre 10 domande.
Sara di Vagabondamente è colei che mi ha nominata, e la ringrazio molto perché questo genere di cose mi diverte un sacco.
Ed ecco le mie risposte alle sue domande...
...Sapete il detto "Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi" ?? Beh, la mia libera interpretazione è sempre stata Pasqua DOVE vuo...
[Amarcord] Pasqua con chi (e dove) vuoi...
Beh, la mia libera interpretazione è sempre stata Pasqua DOVE vuoi.
Sono un'anima vagabonda ed avrei sempre la valigia pronta, indipendentemente da tempo e stagioni; ma, dal momento che sono anche un gatto, confesso che il freddo mi impigrisce un po' e mi fa venir più voglia di viaggi mentali fatti al caldo in salotto fra le pagine di un libro o fra i voli pindarici di un sogno ad occhi aperti. Ergo, la Pasqua tendenzialmente per me rappresenta, con il suo primo slot di ferie dell'anno nuovo e la frizzante aria di primavera che fa venire voglia di novità ed esplorazioni, la prima occasione dell'anno per rimettere in pista le valigie.
Questo è un anno particolare: il primo viaggio c'è già stato e la vacanza pasquale è spostata di una settimana, con la partenza domenica prossima per il Galles; per cui per me questa Pasqua è casalinga, e, dopo essermi ben rimpinzata di cioccolato, adesso mi dedico a sfogliare con voi un po' di ricordi su come ho trascorso le Pasque degli scorsi anni, passate in viaggio...

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