Quando arrivano le fabbriche, il verde non c’è più.  È l’incubo ecologista del XX secolo , con l’asfalto che si spalma sull’erba bruciandol...

Il Parco Dora e la Torino post-industriale Il Parco Dora e la Torino post-industriale

Quando arrivano le fabbriche, il verde non c’è più. Ãˆ l’incubo ecologista del XX secolo, con l’asfalto che si spalma sull’erba bruciandola, il progresso che avanza incontenibile, quasi come un mostro di metallo e cemento che divora spietato prati e boschi – con questo suo prezzo da pagare, che consiste nel calare un filtro grigio su un paesaggio che prima era a colori.
Ma a volte, come in una piccola fantasticheria di rivincita, che forse somiglia più ad una fiaba che non alla realtà, può anche capitare che avvenga il contrario.
Il Parco Dora a Torino è un’area verde di oltre 450.000 mq, che sorge dove un tempo c’era un agglomerato di stabilimenti industriali facenti parte della galassia del settore automobilistico, che costella il capoluogo piemontese. Alcune parti delle strutture industriali sono ancora presenti, come scheletri abbandonati di dinosauri estinti, ma sono circondate dal verde, che le abbraccia e le redime, le ingentilisce – come se fossero dei giganti buoni che non usano più la loro mole per spaventare e lottare ma per far giocare i bambini.

Se mi dicevi " Malaga ", fino a poco tempo fa, mi sarebbe venuto in mente solo il gusto del gelato. Che non mi piace, tra l...

Malaga by night (and by day) Malaga by night (and by day)


Se mi dicevi "Malaga", fino a poco tempo fa, mi sarebbe venuto in mente solo il gusto del gelato. Che non mi piace, tra l'altro.
O al massimo il suo aeroporto - che ha come codice IATA AGP e mi sono sempre domandata perché. Ho sempre avuto un po' la fissa di imparare a memoria le sigle IATA degli aeroporti, e adesso lo devo anche fare per lavoro: quelli della Grecia continuo a non riuscire a ricordarmeli; quelli della Spagna sono sicuramente più facili, ma perché abbiano scelto "AGP" per Malaga rimane un mistero.
Non mi sono mai domandata, comunque, come fosse Malaga come città.
Io agogno (quasi) sempre mete nordiche, paesaggi dalle tinte scure, orizzonti malinconici, cittadine introverse. La Spagna di solito la considero poco.
Ma ogni tanto ne sento il bisogno - è come se mi chiamasse.

Che dire di te, maggio? Che sei volato parecchio in fretta, alla fine. Che sei stato uno di quei periodi della cui importanza, forse, ti r...

Il mese di Maggio in #10scatti Il mese di Maggio in #10scatti

Che dire di te, maggio?
Che sei volato parecchio in fretta, alla fine.
Che sei stato uno di quei periodi della cui importanza, forse, ti rendi conto solo quando sono finiti. Piccole medicine lievemente amare per curare mal di pancia che continuano a non passare, anche quando ti dici che non sono niente. Che forse più ti dici che non sono niente e meno passano.
Sei stato un mese di presa di consapevolezza. Il problema della consapevolezza è che non serve a nulla se finisci per interiorizzarla solo nel primo livello, quello razionale, e non riesci a farla penetrare un po' più a fondo.
Un mese di dialoghi fra Cuore e Cervello. Col Cervello che ogni tanto soccombe con aria rassegnata - si siede, sospira, dice "Va beh, se sei felice..." e lo guarda vagare, giocare, fare cose futili. Poi cade per l'ennesima volta, piagnucola per i suoi graffi ed i bernoccoli. Il Cervello prima si arrabbia, poi lo coccola, cerca di fargli capire che non può andare avanti così. E se la consapevolezza ha sempre una punta di amaro, a volte perlomeno riesce a dare serenità.
Ma può il Cuore essere in grado di ragionare?
Lo vedremo...

In ogni città che visitiamo c'è un posto che ci appartiene. Un angolo che finirà per diventare il nostro preferito, quello che nei n...

Pike Place Market: il mio posto a Seattle Pike Place Market: il mio posto a Seattle


In ogni città che visitiamo c'è un posto che ci appartiene.
Un angolo che finirà per diventare il nostro preferito, quello che nei nostri ricordi assoceremo sempre come prima cosa a quel luogo, a quel viaggio.
E' il nostro punto in comune, quello su cui ci piace dialogare quando ci incontriamo. Il nostro argomento di conversazione preferito, una passione che condividiamo.
A Parigi c'è un punto particolare del Lungo Senna in cui mi piace sempre tornare - di fronte all'Ile de la Cité, da dove si osserva il fiume che si divide per poter abbracciare da dietro Notre Dame. A Londra è il Temple il "mio" posto - labirinto nascosto pieno di segreti. A Madrid è la zona del Retiro dove ci sono le arcate dei roseti ed i pavoni che passeggiano.
E a Seattle era il mercato di Pike Place.

Il Parco del Meisino è un parco alla periferia di Torino ed è una di quelle aree verdi che, pur essendo a pochi passi dall’intrecci...

Parco del Meisino, la Holyrood di Torino Parco del Meisino, la Holyrood di Torino


Parco del Meisino Torino
Il Parco del Meisino è un parco alla periferia di Torino ed è una di quelle aree verdi che, pur essendo a pochi passi dall’intreccio di asfalto e pietra del cuore urbano della città, ti fanno dimenticare di essere sul territorio comunale di una metropoli e ti abbracciano in una sfera fresca e rilassante di pace campestre.

Tafofilìa . Vi ho già raccontato altre volte di questa mia strana malattia: subisco il fascino gotico e decadente, un po' creepy , ...

Ohlsdorf, il parco-cimitero di Amburgo Ohlsdorf, il parco-cimitero di Amburgo


Tafofilìa.
Vi ho già raccontato altre volte di questa mia strana malattia: subisco il fascino gotico e decadente, un po' creepy, dei cimiteri. Quelli storici e monumentali sono sempre fra le mie prime mete quando visito una nuova città.
E anche Amburgo non è stata da meno.
Il cimitero di Ohlsdorf, oltretutto, appartiene anche ad una categoria particolare - quella dei cimiteri rurali, e ne è uno degli esemplari più grandi ed interessanti esistenti al mondo.

Mi piace il Lago di Como . Mi piace perché, fra le pieghe della mondanità e del lusso, si concede ancora di avere qualche angolo selvagg...

Mi piace (parentesi sul Lago di Como) Mi piace (parentesi sul Lago di Como)


Mi piace il Lago di Como.
Mi piace perché, fra le pieghe della mondanità e del lusso, si concede ancora di avere qualche angolo selvaggio - qualche spiaggia abbandonata, i canneti che degradano sull'acqua, passeggiate radenti la riva, con qualche panchina ed un salice piangente che le copre. Per avere un po' di privacy, se vuoi sederti anche tu per rimanere da sola a liberare qualche emozione - che non necessariamente deve sfociare in pianto.

Oggi mi sento inconcludente. Giro attorno alle cose e non riesco a concludere nulla. Mi faccio promesse che non riesco a mantenere. E vo...

Oxford, qualcosa che vorrei... Oxford, qualcosa che vorrei...


Oggi mi sento inconcludente. Giro attorno alle cose e non riesco a concludere nulla. Mi faccio promesse che non riesco a mantenere.
E vorrei scrivere di Oxford, ma ho una sorta di timore reverenziale a farlo.
Non è solo il timore reverenziale che si ha nei confronti dei miti, delle icone: è quella sensazione che le parole non siano mai abbastanza che ti prende nei confronti delle cose che più ami, dei momenti più belli e felici. Ti sembra di non riuscire a trovarle le parole, ti sembra che finiscano solo per banalizzare.

Nove mesi fa stavo per partire alla volta della West Coast statunitense. E' già passato un po' di tempo, e io ho ancora molte stori...

50 cose che han reso la West Coast memorabile 50 cose che han reso la West Coast memorabile

Nove mesi fa stavo per partire alla volta della West Coast statunitense.
E' già passato un po' di tempo, e io ho ancora molte storie che vi voglio raccontare su questo viaggio e che ultimamente si erano un po' perse per strada.
Però, forse, è proprio il tempo che ti fa capire meglio le cose - e in questo caso il tempo mi ha dato la consapevolezza che questo viaggio è stato una delle parentesi più arricchenti e memorabili che abbia mai sperimentato.
Come mai?
Ci ho pensato, ed ho trovato almeno una cinquantina di fatti/episodi/posti/sensazioni che la hanno resa tale...

Qualche tempo fa avevo l'abitudine di scrivere il mio contro-oroscopo. Avete presente quei libri che vendono quando comincia un nuovo a...

Il mese di Aprile in #10scatti Il mese di Aprile in #10scatti

Qualche tempo fa avevo l'abitudine di scrivere il mio contro-oroscopo.
Avete presente quei libri che vendono quando comincia un nuovo anno, con l'oroscopo di tutti i segni zodiacali, suddivisi per mesi?
Ecco - io, quando terminava un mese, mi scrivevo sul diario quello che effettivamente era successo, usando il tono ed il registro che di solito hanno gli astrologi. Qualche volta, se mi capitava di avere sottomano uno di quei libri, andavo a confrontare.
Chiaramente non ci azzeccavano mai. Ma proprio qui stava il bello - nel contrasto fra realtà e previsioni. Che è già arduo per noi statistici, figuriamoci per gli astrologi.
Comunque - ho deciso di inaugurare una specie di contro-oroscopo anche qui, usando 10 fotografie per riassumere il mese che è appena trascorso.
Perché mi diverte l'idea di farlo.
Perché mi piace ricordare.
Perché rimpiango sempre di avere poche foto a testimonianza dei momenti speciali, di quelli davvero belli. Ma a volte ce ne sono altre che funzionano da perfette metafore.

Quando ero piccola e con i miei genitori a volte andavamo al Parco della Mandria , a Venaria , in provincia di Torino, io me la immagin...

Venaria, la Versailles di Torino Venaria, la Versailles di Torino


Quando ero piccola e con i miei genitori a volte andavamo al Parco della Mandria, a Venaria, in provincia di Torino, io me la immaginavo come una sorta di enorme creatura incantata che giaceva in una specie di sonno magico - una Biancaneve gigante, forse, o magari un drago buono.
La Reggia dormiva alle spalle del suo parco, chiusa ed abbandonata, uno dei tanti tesori italiani messi in un baule e dimenticati in cantina fra polvere e muffa.
Nel 2007 è arrivato il suo Principe Azzurro, che l'ha risvegliata, restaurata e finalmente riaperta al pubblico.

Sono qui che penso a come raccontarvi di Amburgo, e non lo so. Potrei semplicemente cassarla dicendo che non mi ha entusiasmata - eppur...

Alla ricerca di qualcosa ad Amburgo... Alla ricerca di qualcosa ad Amburgo...



Sono qui che penso a come raccontarvi di Amburgo, e non lo so.
Potrei semplicemente cassarla dicendo che non mi ha entusiasmata - eppure in qualche modo mi sembrerebbe ingiusto.
Mi faccio i sensi di colpa anche nei confronti delle città, non solo delle persone. E dire che pensavo di essere migliorata...
Non è che non sia bella Amburgo - il primo giorno l'ho girata in compagnia di Jenny ed ero concentrata sulle nostre chiacchiere: la sbirciavo con la coda dell'occhio, curiosa di particolari, adocchiando qua e là i monumenti resi fosforescenti, un po' alieni dall'illuminazione notturna, i chiaroscuri delle strade buie, e, come primo, parco assaggio, mi pareva promettente, mi faceva mescolare queste prime, vaghe sensazioni con la ridda di informazioni e suggerimenti che la mia amica annotava sulla mappa stropicciata presa in albergo, facendomi dire "Bene: a domani, Amburgo".

Ogni tanto è bello che le aspettative non si realizzino. Fa parte della sorpresa del viaggio (della vita), fa parte del fatto che a vol...

Il Parco del Retiro e la Spagna che non mi aspettavo... Il Parco del Retiro e la Spagna che non mi aspettavo...



Ogni tanto è bello che le aspettative non si realizzino.
Fa parte della sorpresa del viaggio (della vita), fa parte del fatto che a volte le idee che ti crei a priori sono sbagliate - ed è un bene, perché solo così riesci ancora ad imparare, solo così riesci ancora a stupirti.
Madrid è piuttosto diversa da come la immaginavo: immaginavo che in qualche modo ricalcasse quel minuscolo pezzetto di Spagna che già conoscevo, un po' ampliato e ritoccato nella mia fantasia da tutti gli elementi che associo a questa terra, una declinazione moresca di architettura e tipicità mediterranee, rumorose, noncuranti. Madrid la immaginavo come un'ape regina che porta tutto questo all'ennesima potenza, calcandolo, ampliandolo, mostrandolo nel suo massimo splendore.
E invece no.

Ho sempre pensato che l'America non facesse per me. Mi piace vederla, mi incantano i giochi di specchi grandiosi dei suoi grattaciel...

Lettera a Boston Lettera a Boston


Ho sempre pensato che l'America non facesse per me.
Mi piace vederla, mi incantano i giochi di specchi grandiosi dei suoi grattacieli, alcune sue contraddizioni un po' mi affascinano, un po' mi fan sorridere - ma non fa per me.
Non mi "appartiene".
Troppo grande. Tutto.
Troppo ostentata ed estroversa. Troppa fiducia in sé stessa.
"Yes we can"... eh no, mica sempre.
Corpo da body builder, anima puritana.
Poi...
Poi ci sono andata, ed ho incontrato te.

Sono ad Amburgo da due giorni. Non mi piace - ma forse sono io. E' stato uno di quei viaggi che fai per fuggire da qualcosa che ti ...

Brema (la legge dell'attrazione) Brema (la legge dell'attrazione)


Sono ad Amburgo da due giorni.
Non mi piace - ma forse sono io.
E' stato uno di quei viaggi che fai per fuggire da qualcosa che ti sta in testa, che ci sta da un po' troppo e la fa puzzare di chiuso. Ma non sta funzionando - è una falena ubriaca che continua a sbattere contro l'abat-jour, non se ne va, nemmeno se hai aperto la finestra.
E' una città che di cose da dire ne ha, ma io non la sto ascoltando. Perché non sono le cose che avrei voglia di sentirmi dire in questo momento.
Sto seduta a gambe incrociate sul letto gigante della mia stanza d'albergo, con il bagno open space e la doccia come un enorme acquario in mezzo alla camera. Ho tre tipi diversi di cuscini fra cui scegliere. E questa è una decisione facile.
Che cosa fare domani un po' meno.
Fisso il cellulare. Rispondo a qualche messaggio. Ce n'è uno che vorrei mandare, ma sono indecisa. Ecco, questa è una scelta ancora più ardua rispetto a che cosa fare domani.
Poi, all'improvviso, mi viene in mente.

Pitlochry è una località di villeggiatura nel baricentro delle Highlands  scozzesi, nel cuore della contea di Perth. Un villaggio fatto di ...

Pitlochry e i colori della pioggia Pitlochry e i colori della pioggia

Pitlochry è una località di villeggiatura nel baricentro delle Highlands scozzesi, nel cuore della contea di Perth.
Un villaggio fatto di pietre e fiori, dove la scozzesità assume una declinazione fiabesca.
Arrivarci, per me e Tabby Cat, è stata quasi un'avventura: da perfetta location fiabesca che si rispetti, mantiene anche lo schema narrativo tale per cui ci si deve arrivare dopo un percorso difficoltoso ed una serie di prove superate.
Io & Tabby a Pitlochry ci arriviamo sotto la pioggia.
Una pioggia grigia e persistente, singhiozzi intensi del cielo di Scozia.

Una delle prime cose che visito in una nuova città è il suo parco. Spesso i parchi cittadini finiscono anche per essere uno dei miei punti ...

Vigeland Park, metafora di Oslo Vigeland Park, metafora di Oslo

Una delle prime cose che visito in una nuova città è il suo parco.
Spesso i parchi cittadini finiscono anche per essere uno dei miei punti preferiti di queste nuove città che mi metto ad esplorare.
Il parco cittadino non è solo una nicchia tranquilla in cui nascondersi dalla frenesia dei ritmi metropolitani, dal bombardamento sensoriale di cose da fare e vedere, dalla nostra stessa fame compulsiva di conoscere il nuovo posto, di sfiorarne l'anima - il parco cittadino è spesso una metafora verde della città che lo ospita.
Il Boboli a Firenze è quasi un museo verde, scrigno botanico dell'arte che si respira in ogni angolo di Firenze. Il Valentino a Torino nasconde un castello, simbolo indelebile della storia della città, e nasconde angoli di bellezza inattesi, poco reclamizzati, come l'animo burbero e sorprendente della capitale sabauda. Central Park è il parco, così come New York è The City: un mondo a sé, un suo fascino carismatico unico che l'ha trasformato in una star del cinema, un regno verde che indossa una corona di grattacieli.
E' come se, nel suo parco, la città decidesse di farsi metafora, scegliesse qualche simbolo che la rappresenti e decidesse, quindi, di lasciar indovinare qualcosa di sé - qualcosa di profondo, qualcosa di essenziale. E' un po' come un tatuaggio. O un nickname. Qualcosa con uno scopo espressivo, per ricordare al mondo ciò che siamo davvero. Anche quando non riusciamo ad esserlo.
E questo accade anche ad Oslo.

Quali ingredienti usereste se doveste distillare l'essenza dell' Inghilterra ? Provo a chiudere gli occhi e a pensarci. Davanti...

Bibury, cuore delle Cotswolds Bibury, cuore delle Cotswolds

Quali ingredienti usereste se doveste distillare l'essenza dell'Inghilterra?
Provo a chiudere gli occhi e a pensarci.
Davanti al sipario delle mie palpebre chiuse passano molte immagini: la bruma delle brughiere dello Yorkshire, la poesia malinconica del Lake District, gli scheletri gotici delle abbazie diroccate, l'intensità drammatica e decisa delle scogliere bianche di Dover, i porticcioli intimi e colorati della Cornovaglia - ma le scarto.
Sono fotografie di punti unici e ben precisi dell'Inghilterra, come la rappresentassero in un momento particolare, in un umore estremo: mentre è in vacanza al mare, mentre soffre per amore come il fantasma di Catherine alla ricerca di Heathcliff, mentre riflette, introspettiva, in solitudine, o mentre piange per qualcosa che non c'è più. Sono picchi emotivi, situazioni straordinari.
L'essenza di qualcuno, di qualcosa, non è qui: l'essenza è nel quotidiano, nella normalità, nelle piccole cose fatte con amore.
E, secondo me, l'essenza dell'Inghilterra è nella regione rurale delle Cotswolds.

A Monza c'è la storia di Gertrude, figlia non primogenita di una nobile famiglia che fu obbligata a prendere il velo e finì comunque per...

[I Viaggiatori Ignoranti] - La Monaca di Monza... di Saluzzo [I Viaggiatori Ignoranti] - La Monaca di Monza... di Saluzzo

A Monza c'è la storia di Gertrude, figlia non primogenita di una nobile famiglia che fu obbligata a prendere il velo e finì comunque per innamorarsi.
Ma anche in Piemonte, a Saluzzo per la precisione, abbiamo una storia simile: più tragica e più avventurosa, anche se meno conosciuta.
Manzoni non ve l'ha raccontata, ma ci provo io, dalle pagine de I Viaggiatori Ignoranti.
Clicca sull'immagine per leggerla... e prepara i fazzoletti!


Ci sono viaggi che fai, e passano gli anni ma ti sembra ieri che li hai fatti. Sono viaggi che ti fanno scoprire qualcosa - magari ti danno...

Barcellona, e la parte di te che non sai Barcellona, e la parte di te che non sai

Ci sono viaggi che fai, e passano gli anni ma ti sembra ieri che li hai fatti.
Sono viaggi che ti fanno scoprire qualcosa - magari ti danno delle risposte, magari le danno a domande che non sapevi nemmeno di avere.
Sono viaggi che continui a ricordare, perché quello che ti danno lo porti sempre con te - ed è sempre mescolato, connesso, intersecato con l'anima del luogo che hai visitato, con quella strana alchimia che era presente nell'aria, nell'atmosfera, nelle circostanze di quel posto che è riuscita ad innescare la reazione chimica di quel particolare incantesimo.
A Barcellona ci sono andata, era il 2006, anche se non ero particolarmente convinta.
Io - che sono da paesini medioevali, da rovine di chiese gotiche in cima ad un dirupo, da sale da tè con le tovaglie di pizzo... cosa ci andavo a fare in questa capitale della movida, in questa vivacità mediterranea?
E invece, a volte, è proprio di qualcosa di radicalmente opposto da noi che abbiamo bisogno - uscire dagli schemi, esplorare qualcosa di nuovo, metterti in gioco fuori dalla tua comfort zone. E scoprire con stupore che, magari, ti ci senti sorprendentemente a tuo agio...