Una canzoncina che cantavamo quando eravamo bambini parlava di un gatto nero re del cimitero - un po' per far rima, un po' perché vi...
Cimitero di Staglieno, un museo all'aria aperta
E inevitabilmente, ogni qualvolta scrivo un post su qualche cimitero, mi viene in mente, anche se non ho mai visto tombe dedicate a toreri, e, soprattutto, anche se il suo motivetto allegro ed infantile toglie un po' di solennità e raccoglimento all'atmosfera del luogo appena visitato, che ho ancora impressa in mente mentre scrivo.
Comunque, è un'associazione pienamente giustificata, dal momento che, anch'io, che sono un gatto nero inside, sono sempre stata piuttosto incline a subire il fascino, forse un po' inquietante ma sicuramente innegabile, di questi luoghi.
Nel corso degli ultimi anni, parlando casualmente con diverse persone, e surfando on line su siti e blog, ho scoperto che, in fin dei conti, non sono affatto da sola, e, anzi, il cosiddetto "turismo cimiteriale" è più diffuso di quanto si creda.
Il Galles è la terra del Dragone Rosso, è la terra di Merlino e Re Artù, è la terra di miti e leggende, di druidi maghi e di re eroi. E...
Betws-y-Coed e la Foresta di Gwydyr: la vera anima del Galles
E' una terra carica di storie leggendarie, dove non si sa bene se il soprannaturale serviva come metafora di quello che accadeva realmente, o se è quello che è accaduto realmente ad essersi poi trasformato in soprannaturale.
Queste storie si sono tramandate oralmente, di padre in figlio, scivolando attraverso una generazione dopo l'altra, senza mai fermarsi nemmeno di fronte all'avvento del Cristianesimo, ma semplicemente cambiando cappello ai protagonisti: non più druidi ma santi, senza più draghi da combattere ma con il Maligno come avversario.
Perché non sono solo storie, sono connesse all'identità di questo Paese.
Sono connesse al verde delle sue valli, alla morbidezza delle sue colline, all'ombra dei suoi boschi. Allo scorrere dell'acqua ed allo sbocciare delle campanule.
Quando si è circondati da tanta bellezza non è difficile credere che la magia esista...
Boston sostanzialmente ha costituito il mio primissimo approccio con gli Stati Uniti (se non contiamo lo scalo all'aereoporto di Newark ...
Boston: la mia Top 10 [parte 1]
Boston è la città americana più vecchia e conserva ancora una connessione molto forte con le proprie radici, nonché un appeal britannico molto marcato.
Ergo - come avrei potuto non innamorarmene? :)
Ciò che più mi ha impressionata è stato il fatto che, per essere una città statunitense grande ed importante, è incredibilmente tranquilla e a misura d'uomo (e di gatto nero).
Forse questo è dovuto al fatto che ciò per cui Boston principalmente è famosa non è legato ai soldi ed al potere di una qualche attività produttiva, bensì alla cultura ed al sapere, con le sue celebri università e le pagine di storia che ha scritto.
Questo è uno dei motivi perché Boston sarebbe decisamente una città in cui mi piacerebbe vivere.
Però non è l'unico.
Anzi, di sicuro ce ne sono perlomeno altri 10...
Quando io & Ginger Cat stavamo organizzando il nostro viaggio in Scozia nell'estate del 2011, il mio desiderio principale era quell...
L'isola di Arran: la Scozia in miniatura
Io mi sarei messa a vagare per tutte le Ebridi, tutte le Orcadi e financo le Shetland, a costo di dover traghettare a nuoto da un'isola all'altra; ma quando Ginger se n'è uscita con l'idea piuttosto alternativa di andare in questa fantomatica e semi-sconosciuta Isola di Arran, la cosa mi ha immediatamente sconfinferato.
Principalmente perché i miei neuroni, quando sentono "idea alternativa", partono di default in quarta ben gasati, anche se poi magari si tratta di andare a vedere un documentario sul festival dei tamburi in Uganda; e poi perché l'estate del 2011 è stata piuttosto piovosa, quindi ho deciso di lasciare la traversata a nuoto del Mare del Nord per un altro momento più propizio.
Ci sono città che non finiscono mai di stupire. Sono quelle città che hanno avuto una Storia lunga, intensa e ricca di alti & bassi. Qu...
C'era una volta una Regina... che aveva una Villa
Sono quelle città che hanno avuto una Storia lunga, intensa e ricca di alti & bassi. Quelle città che hanno un'aria misteriosa ed un po' sorniona da Donna Vissuta, ma che contemporaneamente conservano l'aplomb e la classe della nobiltà a cui appartengono.
Una nobiltà che può anche essere decaduta, che può anche essersi trasformata in umiltà operaia, ma che, quando è autentica e genuina, continua a conservare la sua dignità e bellezza.
E, magari, riesce a coglierti di sorpresa con qualche scoperta inattesa, come quando si sale nelle soffitte di vecchi palazzi e si trova un baule impolverato in cui frugare.
Torino è indubbiamente una di queste città .
E la sua soffitta è la Collina, dove si trova la Villa della Regina, un piccolo e prezioso gioiello dimenticato in un baule.
Andare a Central Park non è semplicemente come farsi una passeggiata attraverso un qualunque parco cittadino. Somiglia decisamente di più a...
Central Park: 10 cose che abbiamo visto ed una che ci siamo perse...
Somiglia decisamente di più ad un balzo in una specie di universo parallelo: un momento sei nel bel mezzo della giungla di cemento di Manhattan, fra traffico e grattacieli stellari, e il momento dopo ti ritrovi immerso in questa specie di piccolo grande universo verde dotato di una anima e personalità ben precise.
La definizione di "polmone verde" di New York gli calza decisamente a pennello, perché per le sue dimensioni è sicuramente in grado di pompare ossigeno a sufficienza anche per una sconfinata metropoli come quella della Grande Mela - e di certo fornisce anche una chance metaforica per "respirare", per prendersi un break dai ritmi sincopati che imperano al di fuori dei suoi confini.
E' come un'oasi.
E mi rendo conto che sia una cosa che si possa dire di qualunque parco cittadino al mondo - ma siccome New York è LA città per eccellenza, anche Central Park è IL parco, l'Oasi verde numero 1, quella in cui il contrasto fra opera dell'uomo ed opera della natura si fa ancora più affilato ed evidente.
Che cosa rende tale un "luogo sacro"? E' solo il fatto che venga scelto, più o meno a caso, per farvi sorgere un tempio, una ...
L'Isola Sacra di Lindisfarne
E' solo il fatto che venga scelto, più o meno a caso, per farvi sorgere un tempio, una chiesa, un luogo di culto?
O forse viene scelto proprio perché è esso stesso ad emanare sacralità , ad essere un posto in cui l'uomo, per qualche motivo, per qualche requisito esoterico soddisfatto dalla sua topografia, o semplicemente per la sua bellezza, riesce a sentirsi più vicino al divino?
Mi piace pensare che, un tempo, sia esistita un'epoca in cui gli esseri umani fossero più consapevoli e profondi nel vivere la loro presenza su questa Terra - e che anche la loro spiritualità fosse fatta non solo di raccoglimento ed isolamento, ma soprattutto di comunione con ciò che li circonda, in uno scambio olistico con l'armonia della natura attorno, al fine di riuscire a raggiungere la meravigliosa sensazione di sentirsi parte del Tutto.
E che quindi i luoghi sacri non fossero scelti a caso.
Robert Langdon (o meglio, Dan Brown) lo ha reso un'icona pop della prima decade del nuovo millennio. Ma forse non ne aveva nemmeno bis...
[I Viaggiatori Ignoranti] Il Graal a Torino
Ma forse non ne aveva nemmeno bisogno.
Il Graal è da sempre più conteso del Figaro mozartiano, e decisamente molto molto più di Belén.
Tutti lo vogliono, tutti lo cercano.
Ma nessuno lo trova.
E chissà dov'è?
Sono tante le città /i luoghi che si contendono il titolo di nascondiglio del Sacro Calice - ma siccome un nascondiglio deve, appunto, nascondere, è un po' difficile stabilire chi abbia ragione.
Torino, naturalmente, con tutta la sua bella aura di magia e mistero, non poteva esimersi dal comparire nella lizza delle candidate.
E I Viaggiatori Ignoranti non potevano certo esimersi dal raccontare questa storia!!
Tadoussac è un paesino del Québec abbracciato dalla confluenza dei fiumi San Lorenzo e Saguenay. La sua umile ed un po' fiabesca appare...
Tadoussac, lo show delle balene
La sua umile ed un po' fiabesca apparenza di una manciata di casette di legno colorate strette strette lungo il fiordo di Saguenay in realtà nasconde il record di insediamento europeo più longevo del Canada.
Ma questa non è l'unica sorpresa che ha in serbo...
La prima volta che ho visitato Vienna, anni fa, la colonnina di mercurio del termometro superava abbondantemente i 40° C. Giuro. Era il...
Il riscatto di Vienna con 8 sue facce alternative
Ed eccoci ad un altro Liebster Award !! Per chi non lo sapesse (c'è chi non lo sa?) un Liebster Award non è un vero e proprio "...
Liebster Award - secondo round!!
Ed eccoci ad un altro Liebster Award!!
Per chi non lo sapesse (c'è chi non lo sa?) un Liebster Award non è un vero e proprio "premio" (cioè - non è che si vinca qualcosa, quindi nessun biglietto aereo per la Nuova Zelanda, né i-phone - no, nemmeno un portachiavi) - però è una bella chance per conoscere nuovi blogger bravi e talentuosi.
Quando si viene nominati non dobbiamo nemmeno fingere di commuoverci e ringraziare la mamma, ma basta che rispondiamo alle 10 domande che ci sono state poste, e poi nominare altri 10 bloggers che riteniamo meritevoli e far loro di nuovo altre 10 domande.
Io sono stata nominata dalla mia amica Anto di We12Travel - ooops!! continuo a non aver ancora imparato nulla di marketing di me stessa: non avrei dovuto dire che è mia amica, avrei dovuto fingere che si fosse imbattuta casualmente nel mio brilluccicoso e fantasticissimo blog e che l'abbia trovato stupenderrimo.
Va beh.
A parte tutto, confesso che vado un po' in brodo di giuggiole quando mi danno delle domande a cui rispondere - a patto che non siano cose del tipo "Cosa stava facendo ieri sera all'ora del delitto?" o "Mi presti 50 euro?".
Sarà il lato un po' posh della mia natura felina, ma sospetto che sia perché di tanto in tanto mi piace fingermi un po' VIP intervistata nel salotto di Maurizio Costanzo.
No và , facciamo Daria Bignardi, che è meglio.
Ecco - poi in realtà non garantisco che le mie risposte siano anche intelligenti però...
Michel Platini diceva che "Anche Einstein farebbe la figura dello stupido intervistato tutti i giorni" - e questa direi che possiamo usarla come scusa ufficiale sia io che Balotelli.
Però siccome io in fin dei conti non vengo mica intervistata tutti i giorni, sarà meglio che mi impegni con qualche risposta un po' più articolata e sensata.
E possibilmente anche grammaticalmente corretta.
Lo confesso, non è che io sia poi la più grande sostenitrice che esista al mondo del dover fare cose fuori dai propri schemi. O " out ...
Riguardo al fare cose fuori dagli schemi...
O "out of your system", come si dice in inglese. O "oeuv foera da la cavagna" (uovo fuori dal cesto), come si dice in piemontese.
Non nego che sia una pratica che possa avere la sua utilità , ma mi pare che oggigiorno sia anche un po' troppo sopravvalutata.
L'impressione è che la nostra società ci spinga a diventare delle specie di supereroi new age, proclamando che il trucco consista semplicemente nello scivolare nella corretta forma mentis e dopodiché si sarà in grado di poter fare qualunque cosa si desideri - pompando all'inverosimile i propri talenti (molto) nascosti al grido del mantra "Volere è potere".
Beh, io non ci credo.
Non dico che non ci si debba sforzare di fare qualunque cosa in nostro potere per realizzare i nostri sogni (e del resto è ciò che sto facendo pure io); ma non è vero che sia solo puramente questione di volere, per poi riuscire ad ottenere qualunque cosa.
E' anche una cosa piuttosto pericolosa da proclamare: non possiamo fare tutto ciò che ci sogniamo, non abbiamo a nostra disposizione tutti i talenti che vorremmo avere - e di questo dovremmo in ogni caso essere pienamente consapevoli.
Ognuno ha la propria personale definizione di Paradiso, coerente con le proprie passioni più grandi. Chi ama i libri spesso si immagina d...
Barter Books: treni, libri, gatti neri e keep calm
Non sono un animale da spiaggia, chi mi conosce lo sa. Qualcuno se ne stupisce e lo considera strano, probabilmente perché è nato e cresciu...
Grado e la gatta (ri)innamorata del mare...
Qualcuno se ne stupisce e lo considera strano, probabilmente perché è nato e cresciuto in una tribù di animali da spiaggia e ha sempre frequentato solo animali da spiaggia - finché non ha incontrato me, bestia rara che sotto l'ombrellone si annoia, che ricerca le lande brumose e malinconiche dell'Inghilterra esattamente come un moscerino ricerca la luce, ronzandoci contro, attratto come una calamita, come un desiderio primordiale.
Eppure non è sempre stato così.
C'era un tempo in cui Torino a Ferragosto era una città fantasma. Era il tempo in cui l'equazione Torino = FIAT era strettissima ed...
Torino a Ferragosto
Era il tempo in cui l'equazione Torino = FIAT era strettissima ed imprescindibile, priva di alternative: Torino viveva di FIAT, era un villaggio costruito attorno alla FIAT.
In agosto chiudeva la FIAT e chiudeva anche Torino.
Tutti al mare: i Piemontesi in Liguria, i meridionali immigrati per lavorare alla linea di montaggio tornavano a casa.
I negozi avevano le serrande abbassate e persino i piccioni facevano la fame.
In quel tempo nessuno si era ancora accorto che Piazza Castello fosse bella, quindi nessuno si stupiva nel vederla vuota.
Se devo essere sincera, io il Castello di Alnwick nemmeno sapevo che esistesse. E' stata Ginger Cat che, mentre organizzavamo il nost...
Il Castello di Alnwick e il marketing turistico del Duca del Northumberland
Credo sia vero quando si dice che le aspettative siano la causa di tutte le delusioni. Però, al tempo stesso, è anche vero (seppure in mani...
Danzica, una bomboniera a sorpresa
Però, al tempo stesso, è anche vero (seppure in maniera un po' lapalissiana) che, quando le tue aspettative non sono del tutto ben definite, si finisce per essere più propensi ad essere sorpresi in termini positivi.
Della Polonia, lo confesso, non ho mai saputo granché.
Per me questo paese l'ho sempre solo associato ad una delle mie più care amiche - un'anima affine la cui penna si è incrociata con la mia 12 anni or sono, e che, anche se non ci eravamo mai incontrate di persona fino ad ora, per me è sempre stata una figura importante, perché tramite le nostre lettere abbiamo avuto modo di capirci e conoscerci a fondo, tra tutti i traguardi e le disavventure che abbiamo incontrato durante questi anni, tra tutte le nostre luci e le nostre ombre.
Non è affatto poco, certo.
Ma del paese in sè, da un punto di vista strettamente turistico, o anche solo geografico, le mie conoscenze erano penosamente carenti.
Tanto da non sapere, per l'appunto, esattamente che cosa aspettarmi.
Forse noi Occidentali abbiamo un po' la tendenza a relegare tutti i paesi ex comunisti in una sorta di calderone - un po' come se l'utopia sovietica di livellarli tutti e di renderli tutti standardizzati, cancellando identità e peculiarità del singolo, si fosse infine compiuta.
Ma questo non è altro che il classico stereotipo che deriva dal puro e semplice fatto di non conoscere abbastanza.
Berwick-upon-Tweed ha il fascino delle cose sospese a metà . Quando una persona viene definita "né carne né pesce", di solito lo...
Berwick-upon- Tweed, sospesa a metÃ
Quando ero bambina per me l'aeroporto significava solo rivedere mio padre. Non accadeva spesso, ma qualche volta siamo andate a prender...
Storie di aeroporti
Non accadeva spesso, ma qualche volta siamo andate a prenderlo a Caselle, rimanendo in attesa fra i negozi ed i bar di vederlo comparire fra le porte scorrevoli di vetro oscurato.
C'era l'emozione di rivederlo, ma per me, fin da subito, aveva cominciato a mescolarsi anche con un'altra emozione: l'emozione dell'aeroporto, l'emozione del partire, di selezionare e rinchiudere le tue necessità in una piccola valigia da trascinarti dietro e pensare che adesso sei qui ma fra un paio d'ore sarai lontana migliaia di kilometri.
All'epoca il massimo dei miei viaggi era costituito dal mare della Liguria, a meno di tre ore di macchina da casa: non sapevo ancora che cosa ci fosse oltre quelle porte scorrevoli di vetro oscurato, non avevo ancora dimestichezza con tutte le procedure e le regole che il volare comporta, avevo visto solo la fetta di mondo che mi era stata data in dotazione alla nascita; eppure qualcosa di questi luoghi asettici e frenetici mi attirava inesplicabilmente.
Era il seme del morbo del viaggiatore che stava già cominciando a germogliare dentro di me.
Mi sono appena whatsappata (??) sentita su Whatsapp con Ginger Cat, che sta per partire per il Donegal. In realtà lei era un pochino in ans...
Nostalgie d'Irlanda
In realtà lei era un pochino in ansia per alcune questioni logistiche (l'aeroporto Charles De Gaulle ha una brutta nomea quando lo si usa come scalo di connessione), ma io ne ho approfittato per sognare un po' ad occhi aperti con lei sui luoghi meravigliosi che vedrà .
Io non mi posso lamentare, perché dopodomani sarò in partenza anch'io, per la Polonia; però l'Irlanda ha sempre un posto molto speciale nel mio cuore... e quindi adesso ho gli occhi pieni di distese verde smeraldo e di profondi cieli in movimento.
Con qualche lepricano che salterella in mezzo, ovviamente.
E poi, se non lo sapete, in Irlanda, come in tutti i Paesi di origine celtica, i gatti neri sono considerati portatori di fortuna - fattore che considero sempre come indice di una civiltà superiore ;)
In Irlanda, addirittura, c'è la leggenda del Lucky Black Bog Cat, il Gatto Nero delle Torbiere, che pare sia un felino di dimensioni superiori al normale che si aggira quatto quatto per le torbiere e si aggradi di portare buona sorte a coloro in cui si imbatte.
Direi che quindi un bel posto nostalgico sui posti irlandesi che più mi sono rimasti nel cuore ci può stare.
Forse avrei dovuto inserirlo nella serie "Amarcord", dal momento che sono ormai quasi passati 10 (!!) anni da quando ho messo piede (anzi, zampa) sull'Isola di Smeraldo - però, che ci volete fare, a me sembra ieri...
E quindi ora vi condivido quei pezzettini di verde e di cielo che mi sono rimasti negli occhi e nel cuore:

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