Mascalucia  Ã¨ un paese dell'entroterra catanese, arrampicato sulle pendici dell'Etna come una figlia devota e silenziosa. Mascalu...

A spasso per Mascalucia, nel ventre (e nel cuore) della Sicilia A spasso per Mascalucia, nel ventre (e nel cuore) della Sicilia

Mascalucia Ã¨ un paese dell'entroterra catanese, arrampicato sulle pendici dell'Etna come una figlia devota e silenziosa.
Mascalucia è stata il nucleo principale del blog tour fatto a marzo con Slow Tourism alla scoperta di questa fetta di Sicilia poco conosciuta eppure bella - di quella bellezza semplice ed antica che non vuole apparire, che non indossa abiti della festa perché non ne possiede nemmeno, non le interessa.
E Mascalucia è davvero il cuore di tutto questo, di questa Sicilia autentica e tradizionale, immersa a strati nella sua stessa storia, che porta addosso sulla pelle come un tatuaggio - o una cicatrice.
Passeggiare per i suoi vicoli è come entrarle nel ventre, respirare la sua essenza: pare una contrada senza tempo e ti sembra di sentire, appena appena nascoste, sotto uno strato sottilissimo, che basterebbe solo un soffio per smuovere, le atmosfere e le vicende uscite dalla penna di Verga.

Ci sono città che vengono scelte ed amate dagli uomini di potere: sono città cresciute sul baricentro nevralgico di un Paese, da quel partic...

Antibes, amata dagli artisti Antibes, amata dagli artisti

Ci sono città che vengono scelte ed amate dagli uomini di potere: sono città cresciute sul baricentro nevralgico di un Paese, da quel particolare incrocio di linee energetiche che emana carisma, che lungo lo scorrere dei secoli gli eventi hanno fatto declinare in alte ed austere maestosità di marmi barocchi, in colossi di bronzo dorato che dominano il panorama con aria regale ed assertiva, in ponti e strade lastricati di robusta pietra candida, adatta ad essere calpestata da chi nasce per comandare. Sono città che ti guardano dall'alto di un trono, che che ti dicono, senza bisogno di parlare, che il loro potere vive da secoli, che è quasi innato, quasi ascritto.
Ci sono città che invece vengono scelte ed amate da chi il potere lo fa derivare non dal dominio amministrativo ma da quello economico, dal denaro e dal lavoro: sono città moderne e dinamiche, dall'assetto pragmatico ed efficiente, con infrastrutture efficaci e collegamenti ben sviluppati, città al passo con i tempi, a cui non interessa il passato ma il futuro. Sono città fatte di vetro, per vedere lontano, e di metallo, per essere solide ma flessibili. Sono città sempre di corsa, multitasking, che parlano e fanno, che inseguono un obiettivo, ma più ancora che il fatto di raggiungerlo sono mosse dall'adrenalina che il movimento fa scaturire.
Ci sono infine città che sono scelte dagli artisti.

Cosa fai se ti trovi a Londra  e hai voglia di qualcosa di nuovo? Cosa fai se maggio è appena cominciato e hai voglia di farti accarezzare ...

Kew Gardens: un giardino botanico davvero regale Kew Gardens: un giardino botanico davvero regale

Cosa fai se ti trovi a Londra e hai voglia di qualcosa di nuovo?
Cosa fai se maggio è appena cominciato e hai voglia di farti accarezzare un po' dal tepore primaverile, di sentire il profumo dei fiori appena sbocciati?
Cosa fai se sei appena rientrata dalla quiete campestre del Galles e fatichi un po' a riabituarti ai ritmi frenetici della metropoli?
Beh, vai ai Kew Gardens ovviamente!
I Kew Gardens si estendono per più di 120 ettari e sono una delle più vaste collezioni botaniche esistenti al mondo.
[Wikipedia dice *la* più grande - però io sono un po' scettica al riguardo e preferisco tenermi sul vago]

L'arte rinascimentale non è mai quello che sembra. Per gli artisti di quegli anni, bellezza e sapienza, forma e contenuto erano stretta...

[I Viaggiatori Ignoranti] - Dioniso a Firenze [I Viaggiatori Ignoranti] - Dioniso a Firenze

L'arte rinascimentale non è mai quello che sembra.
Per gli artisti di quegli anni, bellezza e sapienza, forma e contenuto erano strettamente interconnessi - pertanto ogni opera non è solo bella da vedere, è anche interessante da interrogare.
Ad esempio Dioniso non è solo il dio degli eccessi e del piacere.
Ha anche un'altra interpretazione...
Che ho scoperto lo scorso weekend, girovagando per Firenze e per la sua bellezza.
Ve la racconto con I Viaggiatori Ignoranti: clicca sulla foto per leggere l'articolo.


Scoprire un territorio significa non fermarsi di fronte alle sue icone, alle sue mete turistiche più gettonate. Scoprire un territorio sign...

#10buonimotivi per conoscere una Sicilia alternativa #10buonimotivi per conoscere una Sicilia alternativa

Scoprire un territorio significa non fermarsi di fronte alle sue icone, alle sue mete turistiche più gettonate.
Scoprire un territorio significa andare alla scoperta dei suoi tesori nascosti, avere la curiosità di andare oltre, di scoprire qualcosa di nuovo - con la convinzione che "meno celebre" non è assolutamente equazione immediata di "meno bello".
Anzi, spesso è proprio negli angoli nascosti che si riesce ad entrare in contatto con maggiore immediatezza con l'anima più autentica di un territorio - quella più sincera, senza trucco, senza la patina che il marketing turistico le spalma addosso per riuscire a venderla meglio. Quella che ci accoglie in abiti comodi e non con il vestito della festa, ma che in questo modo si sente maggiormente a proprio agio nell'offrirci un caffè al tavolo della sua cucina e a raccontarci di sé.
E il blog tour fatto a marzo con Slow Tourism nella zona rurale attorno alle pendici dell'Etna è stato decisamente all'insegna della scoperta di una Sicilia diversa, lontana dai percorsi turistici più battuti, ma che ha saputo mostrarci tutte le luci e le ombre della sua bellezza più autentica.
Eccovi #10buonimotivi per invogliare anche voi a scoprirla...

Quando si viaggia (e si viaggia davvero, non come turisti, ma come esploratori che vogliono conoscere, capire una terra) lo si fa con i sens...

Sapori di Sicilia... Sapori di Sicilia...

Quando si viaggia (e si viaggia davvero, non come turisti, ma come esploratori che vogliono conoscere, capire una terra) lo si fa con i sensi.
Anche il gusto è un modo di esplorare, di conoscere.
I piatti tipici raccontano il territorio in cui sono nati, ne sono un'espressione creata ai fornelli, declinata attraverso le eccellenze gastronomiche che lo caratterizzano.
Attraverso la cucina si conosce la storia, la personalità, le inclinazioni di un luogo.
Il cibo è un racconto, un biglietto da visita.
E' una guida turistica, una full immersion in una cultura.
Il blog tour in Sicilia con Slow Tourism, trascorso sulle pendici dell'Etna alla scoperta di un angolo inedito di questa regione, è stato anche questo: un'esplorazione attraverso il gusto, una scoperta delle eccellenze locali, una conoscenza che si è creata a tavola fra mille delizie - alcune attese (arancini, pistacchi, cannoli), altre a sorpresa.
Ecco le tappe del mio viaggio enogastronomico.

Québec City  (o, se preferite, Ville du Québec  - e loro preferiscono, decisamente) appartiene senza dubbio a quella categoria di città che ...

Québec City: il meglio della Francia in Canada Québec City: il meglio della Francia in Canada

Québec City (o, se preferite, Ville du Québec - e loro preferiscono, decisamente) appartiene senza dubbio a quella categoria di città che vive fuori dal tempo, ribaltando il passato dentro il presente, declinandolo in un'armonia vintage quasi fiabesca che si dipana fra il color crema e le travi di legno delle case a graticcio e che si arrampica sui ciottoli di sinuosi sentierini in salita.
E' un genere di paesaggio urbano di cui in Europa siamo talmente ricchi che quasi tendiamo a darlo per scontato - o perlomeno siamo parecchio esigenti in merito. Trovarlo in Nordamerica è già stato di per sé sorprendente - doppiamente per la sua bellezza inattesa.
Forse è più acerbo rispetto a ciò che si può incontrare in Francia - perché indubbiamente è molto più giovane, ma forse anche perché gli manca la carica di chiaroscuro data dalle ombre di certe vicende storiche.
La sensazione che si ha camminando fra i vicoli di Québec City è strana: c'è un'aria di familiarità, ma è sfuggente - come quando incontri qualcuno che pensi di aver già visto da qualche parte, ma non ricordi esattamente dove.
C'è un po' di Normandia, un po' di Alsazia, un po' di Borgogna: è come un riassunto del meglio della Francia, ma la sensazione non è quella di una fotocopia stampata su lucido ma priva di personalità - la personalità Québec City ce l'ha, ed è questo che la rende unica.
Non è solo nostalgia della Francia, è volontà di portare le proprie radici in un Nuovo Mondo, di farle crescere e germogliare.

Da questo mio weekend a Vicenza  sono trascorsi ormai sei anni. Sei anni sono tanti - sono tanti in generale, in una misura obiettiva, perc...

I volti di pietra di Vicenza I volti di pietra di Vicenza

Da questo mio weekend a Vicenza sono trascorsi ormai sei anni.
Sei anni sono tanti - sono tanti in generale, in una misura obiettiva, perché sono 72 mesi, sono 2190 giorni (e qui la smetto con le mie manie statistiche); ma sono tanti per me, perché sono più di due capitoli fa della mia vita.
Senza contare i paragrafi di cui sono composti questi capitoli, e le note a pié pagina, e le sottotrame che si sono intrecciate, a volte lente, a volte complicate, in queste pagine fittissime che sono state scritte da allora.
Eppure...
Eppure di questo weekend io ho un ricordo vividissimo.
Questo perché è stato uno di quei viaggi che non sono stati svolti solo fuori, ma anche dentro, uno di quei viaggi di cui poco importa se siano stati brevi o lunghi - perché si svolgono in primis in tua dimensione interiore, dove il tempo è gentile, si dilata, non segue le misure convenzionali ma aderisce alle curve dei tuoi pensieri, delle tue emozioni.
E' stato uno di quei viaggi che ricordi - non tanto (o non solo) per la meta, ma perché diventano pietre miliari di percorsi che fai dentro di te.
Ma la meta si fa scenografia della nuova tappa della tua anima: si ispirano a vicenda, l'interno e l'esterno, si cercano in uno scambio dialettico di segni - che i tuoi occhi cercano e che la tua anima interpreta, come risposte. O come nuove domande.
Ed è così che ricordo Vicenza, è così che ve la voglio presentare: in bianco & nero - non per privarla dei suoi colori, ma per trasmettervi, assieme alla sua, anche una sfumatura della mia anima in quel momento...

Il Musiné  Ã¨ una montagna della Valsusa, in provincia di Torino. Già ha un nome strano, ma quando la si vede si capisce subito che non è un...

[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Musiné [I Viaggiatori Ignoranti] - Il Musiné

Il Musiné Ã¨ una montagna della Valsusa, in provincia di Torino.
Già ha un nome strano, ma quando la si vede si capisce subito che non è una montagna come tutte le altre.
E' spelacchiata e rossiccia, ed ha un aspetto vagamente tetro.
Non vi cresce molta vegetazione, ma in compenso vi sono fiorite molte leggende.
Chissà se sono causa o conseguenza della sua aria un po' inquietante?
Ve le racconto assieme a I Viaggiatori Ignoranti: clicca sulla foto per leggere l'articolo.


...E ora che la lista delle  #100cosedafareprimadimorire  Ã¨ compilata ? Viene quasi un po' di timore reverenziale, un po' di agit...

...e 100 già fatte ...e 100 già fatte

...E ora che la lista delle #100cosedafareprimadimorire Ã¨ compilata?
Viene quasi un po' di timore reverenziale, un po' di agitazione nel pensare "Riuscirò mai a fare davvero tutte queste cose??".
Quindi, per incoraggiarmi, ho deciso di compilare anche un'altra lista, complementare, di 100 cose che mi è capitato, più o meno consapevolmente, di desiderare di fare e che sono riuscita a mettere in pratica.
Che siano piccole o grandi non importa, l'importante è che si tratti di desideri avverati.
L'ho chiamata #100cosefatte.
Qual'è la vostra??

Lo dicevo pochi giorni fa , di solito non amo fare liste di cose che vorrei fare: non mi piace più di tanto programmarmi, mi piace che la ...

#100cosedafareprimadimorire #100cosedafareprimadimorire


Lo dicevo pochi giorni fa, di solito non amo fare liste di cose che vorrei fare: non mi piace più di tanto programmarmi, mi piace che la vita riesca a sorprendermi, a stupirmi con occasioni che magari non avrei mai pensato di desiderare - e che invece scopro di desiderare non appena capitano.
Ma è anche vero che, come tutti, ho dei sogni, degli obiettivi.
E che, se non si inseguono i sogni, come diceva Galleano, non si cammina.
E poi... non so, a volte è bello mettere le cose nero su bianco: è un po' come una specie di incantesimo - nel buttarle fuori da te sembra quasi che diventino più concrete, più abbordabili. Non fosse altro perché, verbalizzandole, si fa chiarezza dentro di sé, si razionalizzano desideri e priorità.
Quindi ecco qui la mia personale lista delle #100cosedafareprimadimorire...

Non ho mai avuto l'abitudine di tenere un elenco di tutte le cose che, prima o poi, avrei voluto fare. Non l'ho mai stilato un po...

Blog Tour con Slow Tourism: alla scoperta di una Catania diversa Blog Tour con Slow Tourism: alla scoperta di una Catania diversa

Non ho mai avuto l'abitudine di tenere un elenco di tutte le cose che, prima o poi, avrei voluto fare.
Non l'ho mai stilato un po' perché le liste da spuntare mi creano un po' di pressione, e preferisco seguire l'ispirazione del momento, cercando di sfruttare le occasioni che si presentano e di guardare con occhi entusiasti tutto ciò che si presenta sul mio cammino. E poi perché a volte ci sono cose che ti rendi conto di desiderare solamente quando ti capitano.
Ad esempio un blog tour non so bene se avrei mai pensato di metterlo consapevolmente in lista: ne ho sempre letto le recensioni delle altre blogger che li hanno fatti con ammirazione e piacere, pensando che debbano essere esperienze davvero arricchenti ed istruttive, ma probabilmente, sotto sotto, ho sempre pensato che fossero riservate a blogger più " di successo" rispetto a me, e quindi, in un certo senso, era qualcosa che non osavo sognare.
Ma, quando mi è stato proposto da Slow Tourism di partecipare ad uno di essi, ho subito capito che decisamente era un'esperienza che avrei voluto mettere in lista.

Per musei ci si va o per forza o per amore. Per forza - perché ti ci porta la scuola, ti ci trascina il fidanzato intellettualoide o sempli...

#10buonimotivi per andar per musei a Torino #10buonimotivi per andar per musei a Torino

Per musei ci si va o per forza o per amore.
Per forza - perché ti ci porta la scuola, ti ci trascina il fidanzato intellettualoide o semplicemente perché piove e girare la città diventa troppo umidiccio.
O per amore - amore dell'arte, della storia, della curiosità, della voglia di imparare e stupirsi.
Io cerco sempre di andarci per amore; anche se, lo ammetto, a parte alcune rarissime e peculiari eccezioni, non hanno mai la priorità assoluta quando visito un nuovo posto. Di solito preferisco dare la priorità alla città in carne ed ossa, percorrere la sua fisionomia con gli occhi e con le gambe, scoprirne la personalità, assaggiare i suoi ingredienti e mescolare i suoi colori.
Però ammetto che anche i musei fanno parte della fisionomia di un luogo - o, per meglio dire, la rispecchiano, la teorizzano, come fanno i libri con la vita vera.
...E che cosa ci dicono di Torino i suoi musei?
Ci dicono che qui nascono cose importanti che però vanno a crescere altrove, come il cinema, o l'Italia intesa come nazione.
Ci dicono che non ha avuto una sola famiglia reale, ma addirittura due. La prima, ovviamente, sono i Savoia. La seconda sono gli Agnelli, padroni non solo dell'automobile, ma anche di una delle più gloriose squadre di calcio europee.
Ci dicono che ha partorito ed accolto molte menti brillanti ed altrettante menti controverse. Alcune delle quali brillantemente controverse.
E ci dicono molto altro...

Sono un po' silenziosa ultimamente, lo so. Mi sento invernale in questo periodo - un po' svuotata di ispirazione ed entusiasmi, e d...

Very Inspiring Blogger Award - e 7 delle mie stranezze... Very Inspiring Blogger Award - e 7 delle mie stranezze...

Sono un po' silenziosa ultimamente, lo so.
Mi sento invernale in questo periodo - un po' svuotata di ispirazione ed entusiasmi, e dormiente come un campo di grano sotto la neve. Sono in letargo, o almeno vorrei esserlo.
E' una strana sensazione: non mi sento spenta o svuotata, ma solo in attesa. Un'attesa plumbea e sospesa, con l'aria umida e faticosa da respirare. Un purgatorio come sa esserlo l'inverno.
Ho bisogno di una primavera, di un po' di ghiaccio che si sciolga. Ho bisogno di tornare a sentire di nuovo le cose, anche se farà male, pungerà come tanti spilli, come il sangue quando torna a scorrere in un arto addormentato.
Accadono cose che sono come preludi al cambiamento, come il canto di un gallo che annuncia l'alba - ma poi rimane la notte, come se anche il destino fosse in letargo, troppo pigro anche lui per prendere decisioni per me in questo momento.
Ho bisogno di muovermi, di far strillare i muscoli. Faccio a piedi metà del mio tragitto casa-lavoro, faccio ginnastica tutti i giorni. L'acqua salata è la cura per tutto, diceva qualcuno: questa volta ho deciso di usarla sotto forma di sudore, anziché di lacrime.
La mia amica Antonette di We12travel mi ha nominata qualche settimana fa per il Very Inspiring Blogger Award, che è un premio che viene dato da blogger ad altri blogger che li hanno inspirati, in un modo o nell'altro, e che ha l'obiettivo di riuscire a conoscere meglio la persona nascosta dietro la tastiera. E colgo l'occasione per farlo adesso, in questo momento di ispirazione in stand-by.

La Maschera di Ferro  Ã¨ un nome che fa subito venire in mente Alexandre Dumas, che l'ha romanzato in un bel tomo, e Leonardo Di Caprio, ...

[I Viaggiatori Ignoranti] - La Maschera di Ferro a Pinerolo [I Viaggiatori Ignoranti] - La Maschera di Ferro a Pinerolo

La Maschera di Ferro Ã¨ un nome che fa subito venire in mente Alexandre Dumas, che l'ha romanzato in un bel tomo, e Leonardo Di Caprio, che gli ha prestato il volto in un film di qualche anno fa.
Ma lo sapevate che è realmente esistito?
E che ha fatto anche una lunga sosta obbligatoria dalle mie parti, nelle prigioni della Fortezza di Pinerolo?
Vi racconto la sua storia nel mio nuovo articolo per I Viaggiatori Ignoranti.
Sì, c'è anche D'Artagnan.
Cliccate sulla foto sotto per saperne di più:


Il vintage , secondo me, più che uno stile, è un modo di essere. Il modo di essere di chi ama cullarsi nei ricordi, sentire fra le dita il r...

#unviaggiovintage - ovvero com'è nato il mio amore per Londra #unviaggiovintage - ovvero com'è nato il mio amore per Londra

Il vintage, secondo me, più che uno stile, è un modo di essere. Il modo di essere di chi ama cullarsi nei ricordi, sentire fra le dita il rumore delle pagine del proprio diario, accarezzare le vecchie foto - a costo di farsi del male ricordando con quale orribile pettinatura e/o con quale improbabile look si andava in giro a quei tempi.
Io appartengo a questo club di nostalgici, che si raduna virtualmente bevendo té di fronte ad un caminetto acceso.
Sono così vintage che, se non fosse poco pratico per la vita di tutti i giorni, me ne andrei in giro vestita in crinoline e con i guanti di pizzo, facendo i miei viaggi in carrozza e redigendo il mio blog con piuma d'oca e calamaio.
Sono così vintage che casa mia pullula di diari, plichi di fotografie e scatole colme di biglietti e ricordi - ovviamente sistemate all'interno di mobili in stile shabby chic.
E, quindi, sono così vintage che non potevo non aderire all'iniziativa di Monica di Alla ricerca di Shambala che consiste nel raccontare #unviaggiovintage.

Il treno che da Ventimiglia porta in Costa Azzurra , per entrare in territorio francese attraversa una breve galleria. Qualche istante di b...

Mentone, la sorella bella Mentone, la sorella bella

Il treno che da Ventimiglia porta in Costa Azzurra, per entrare in territorio francese attraversa una breve galleria.
Qualche istante di buio e poi rocce frastagliate a picco su un'acqua di un blu abbacinante, che ti fa capire perché questo contorno di Francia porti il nome di un colore: l'azzurro del mare è talmente intenso, talmente pieno che ti sembra non esista altro, che tutto il resto del paesaggio, naturalistico ed urbano, sia stato costruito in funzione di questo azzurro, per esaltarlo e fargli riempire occhi ed anima di chi lo vede.
Sembra diverso dal mare della Liguria, nonostante sia di fatto lo stesso mare, osservato a pochi metri di distanza: è come una fotografia ritoccata con un filtro che ne esalti l'intensità e la luminosità, come un volto i cui lineamenti vengano resi più belli e dolci da un make-up sapiente.
Attraversare questo tunnel è come scivolare nella tana del Bianconiglio o infilarsi nell'armadio che porta a Narnia: sembra di finire in un mondo parallelo che è specchio di quello che ci si lascia alle spalle, ma che ha una declinazione più luminosa, più delicata - un filtro ideale di come vorremmo che fossero le cose.

Ho una predilezione per i musei all'aria aperta. Sono delle macchine del tempo, delle porte d'ingresso ad una dimensione parallela ...

Beamish: l'Inghilterra in un museo vivente Beamish: l'Inghilterra in un museo vivente

Ho una predilezione per i musei all'aria aperta.
Sono delle macchine del tempo, delle porte d'ingresso ad una dimensione parallela lontana nel tempo o nello spazio che non rimane piatta e lontana, imprigionata sulle pagine di un libro o dietro una teca di vetro, ma che si può vedere a tutto tondo, toccandolo e respirandolo, immergendosi completamente fra le sue sfaccettature attraversandole a piedi.
Sono libri di storia che si animano, che diventano vivi - e poteva forse mancare un museo simile in un paese come l'Inghilterra, così affezionato e rispettoso delle proprie radici e del proprio passato?
Il Museo all'aria aperta di Beamish si trova nel nord-est del paese, a pochi km da Durham, ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

Avete mai fatto una follia per amore? Avete mai avuto voglia di regalarle la luna, le stelle, il mare e le montagne? Uno stadio da calcio, ...

Mille isole nell'Ontario (e una a forma di cuore) Mille isole nell'Ontario (e una a forma di cuore)

Avete mai fatto una follia per amore?
Avete mai avuto voglia di regalarle la luna, le stelle, il mare e le montagne? Uno stadio da calcio, una stazione spaziale - o semplicemente un cuore umano, il vostro?
George Charles Boldt, che era un milionario, ma non un milionario qualunque, aveva deciso che non si voleva accontentare di donare alla sua amata ogni battito pulsante del muscolo che gli palpitava nel petto.
George Charles Boldt era un immigrato prussiano, sbarcato tredicenne sul suolo statunitense a metà del 1800 per lavorare come cameriere, che nel giro di una decina d'anni divenne il direttore del Waldorf-Astoria a New York. E a sua moglie decise di regalare, oltre al suo cuore, un'intera isola con quella forma.

Venezia è una città metà donna e metà pesce , diceva Jean Cocteau. Venezia-sirena è un'identificazione che mi piace: è calzante di mist...

#10buonimotivi per andare a Venezia (non del tutto scontati) #10buonimotivi per andare a Venezia (non del tutto scontati)

Venezia è una città metà donna e metà pesce, diceva Jean Cocteau.
Venezia-sirena è un'identificazione che mi piace: è calzante di mistero e di malìe, è un labirinto ipnotico in cui si finisce per desiderare di perdersi, è un richiamo seduttivo appollaiato in mezzo al mare a cui non riesci a sottrarti, e che ti porta in un incredibile parentesi fuori dal tempo.
Ma Venezia non è una sirena che inganna: è come una nobile dama che molto ha vissuto e che non ha timore di mostrare le proprie rughe - ne fa anzi un motivo di bellezza.
I suoi canali sono come vene bluastre che l'incarnato pallido lascia intravedere, la cipria con cui si cosparge ancora abbondantemente le gote non copre le crepe, e le stecche del suo bustino sono ormai incrinate - eppure c'è qualcosa di ancora maliziosamente seduttivo in tutto questo: vengono in mente gli ammiccamenti sotto le maschere del Carnevale, e i fasti di Casanova.
Di Venezia amo il fatto che si sia obbligati a girarla a piedi: anche quando ti sembra di conoscerla già, riesce sempre a farti perdere facendoti trovare qualcosa che non avevi ancora visto, come accade in quei racconti dell'assurdo in cui qualche divinità capricciosa si diverte a cambiare le carte in tavola.
C'è bisogno di #10buonimotivi per visitare Venezia?
Forse no.
Forse Venezia è già di per sé un motivo sufficiente.
Ma, se volete qualche spunto, questo è ciò che vado a ricercare ogni volta che la incontro...