Sarà vero che a Torino c'è il Diavolo? Ma no - non più che in altri posti, per chi ci crede. Però è sicuramente vero che c'è il Po...
[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Portone del Diavolo
Ma no - non più che in altri posti, per chi ci crede.
Però è sicuramente vero che c'è il Portone del Diavolo, che di inquietante non ha solo i simboli scolpiti sui suoi pannelli, ma anche diversi avvenimenti accaduti fra le sue mura.
Oggi, comunque, lì dentro c'è una banca - quindi fate un po' voi...
Il resto della storia ve la racconto con I Viaggiatori Ignoranti: cliccate sull'immagine per leggere l'articolo!
Schoenbrunn è stata la prima cosa di Vienna che ho visto - in quel caldo, caldissimo luglio del 2007 (di cui vi ho parzialmente accennato q...
Schoenbrunn, la "bella fonte" degli Asburgo
Le temperature superavano i 40° C, e girare per la città era gradevole quanto essersi persi in un deserto. L'afa torrida abbrustoliva i miei sensi e la mia capacità di apprezzare il bello - l'obiettivo principale dei nostri giri non erano palazzi e monumenti, ma un rifugio dalla calura, un po' di relativo sollievo all'ombra o l'aria condizionata di negozi e locali. Per tre giorni mi sono nutrita solo di gelati (che, di questo bisogna dar credito, nella capitale austriaca sono di ottima qualità ), e, fino alla mia seconda visita avvenuta la scorsa estate, il mio unico ricordo di Vienna era l'odore della cacca di cavallo: in centro ci sono molte carrozze e calessini che hanno lo scopo di farti immergere ancora di più nell'atmosfera elegante e d'antan del centro, con il suo sfarzo imperiale; ma in quei giorni l'unica suggestione che amplificavano era di tipo olfattivo, per colpa della temperatura.
Però Schoenbrunn... Schoenbrunn l'avevo apprezzata a prescindere.
Saint Andrews è un'elegante cittadina che si affaccia sulle coste del Fife, lungo il lato sud-est della Scozia. Oggigiorno è fondament...
St Andrews, il lato bon-ton della Scozia
Oggigiorno è fondamentalmente conosciuta per il suo ateneo, che è uno dei più antichi e rinomati del Regno Unito (e che permise anche a Kate Middleton di incontrare il suo Principe Azzurro, dal momento che entrambi hanno studiato qui), e per i suoi campi da golf.
Questa sua vocazione di regina del green forse la potrà far apparire un pochino snob, ad una prima occhiata superficiale: una signorina bon chic di famiglia altolocata dal look sobrio ma ricercato, che studia in un'università importante come preliminare per una prestigiosa carriera già tracciata, e che nel tempo libero comincia già ad intrecciare rapporti sociali che contano in qualche elitario circolo sportivo.
Ma questo aplomb posato ed elegante è soltanto un abito di sartoria indossato sopra un'anima scozzese fino al midollo.
"Non c'è due senza tre", si dice, ed eccomi alla mia terza nomination per il Liebster Award !! Questo giochino mi diverte sem...
Liebster Award #3 - a volte ritornano...
Questo giochino mi diverte sempre un sacco, perché mi piace rispondere alle domande, e mi piace leggere le risposte alle domande che pongo io - è un modo per conoscersi meglio, e per trovare altri punti in comune oltre alla passione per i viaggi.
Ringrazio quindi Federica di Una ciliegia tira l'altra per avermi nominata... e adesso passo alle risposte :)
Quella volta che ci siamo incontrati, è stato sette anni fa. E' passato tanto tempo, e a lungo ho pensato come scriverne. Ma tu sei lì,...
Mont St-Michel, quella volta che ci siamo incontrati...
E' passato tanto tempo, e a lungo ho pensato come scriverne. Ma tu sei lì, in mezzo alla marea, immutato da più di mille anni.
Che importa quanto tempo sia passato...
Il tempo è passato per me, ma non per te.
Quella volta che ci siamo incontrati ti ho visto comparire da lontano, come un miraggio, emergere dietro prati verdi e pecore - una sagoma sfocata e quasi irreale, un castello sacro nato dalla magia dove i cavalieri coraggiosi devono affrontare prove per determinare il loro destino.
Ma io sono un cavaliere coraggioso? Lo sarò?
Se penso a Stoccolma penso all'ordine ed alla perfezione - ma non ad un ordine e ad una perfezione asettici, senz'anima come un rob...
Stoccolma in bianco & nero
Se penso a Stoccolma penso che per me è stata come una parentesi, una capsula d'aria incuneata fra la chiusura e l'apertura di due periodi importanti della mia vita. E' stato uno spazio, il momento in cui ti fermi a riprendere fiato, e a contemplare per un attimo la bellezza di ciò che ti circonda - senza obiettivi, senza calcoli, solo per la bellezza fine a se stessa. E così scopri nuovi modi di vedere le cose, nuove parti di te che fino a quel momento erano rimaste inespresse.
Se penso a Stoccolma penso all'acqua ed al legno, a linee pulite ed essenziali ma armoniche, ad una bellezza a tinte chiare eppure decise.
Penso al suo arcipelago, in cui ogni isola sembra avere una sua personalità ben distinta e spiccata: i canali d'acqua separano mondi, diversi eppure simili, parte di una matrice comune, come membri di una stessa famiglia - come facce di una stessa medaglia.
Com'è vivere all'ombra di un vulcano attivo? Me lo sono sempre domandata - forse perché la montagna all'ombra della quale io i...
Il Gatto Nero & l'Etna
Me lo sono sempre domandata - forse perché la montagna all'ombra della quale io invece sono cresciuta, quel Musiné spelacchiato ed un po' inquietante di cui vi ho raccontato qui, fra le tante leggende con un fondo di verità che lo vedono protagonista ha anche quella di essere stato, appunto, un vulcano...
E quindi - a volte lo guardavo, e pensavo a come sarebbe stato se, all'improvviso, dal suo profilo glabro e rossiccio avesse cominciato a vomitare fuoco e gas. Una notte credo anche di averlo sognato - uno di quei sogni adolescenziali un po' tumultuosi, un po' tormentati.
Ma com'è nella realtà ?
Uno degli aspetti più interessanti del blog tour fatto a marzo con Turismo Slow nella campagna catanese attorno alle pendici dell'Etna è stato quello di trovare delle risposte a questa mia domanda, attraverso le parole di chi, all'ombra di un vulcano attivo, ci vive veramente.
Io ho un debole per le cattedrali gotiche - chi mi segue lo sa. Le loro facciate aguzze ed elaborate sono una fitta trama di luci ed ombre,...
[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Duomo di Torino ed i suoi misteri
Le loro facciate aguzze ed elaborate sono una fitta trama di luci ed ombre, di metafore e misteri, di misticismo in chiaroscuro.
Mi è sempre dispiaciuto che a Torino non ne avessimo una...
Però in quanto a storia complessa, rimandi esoterici e leggende il nostro Duomo di San Giovanni non ha nulla da invidiare a questi misteriosi capolavori dell'architettura medievale.
Volete sapere esattamente perché?
Cliccate sull'immagine, ve lo racconto con I Viaggiatori Ignoranti...
"Tutti insieme appassionatamente" , ammetto, non l'ho mai visto. E confesso anche che non ho particolari intenzioni di vederlo...
Mondsee, appassionatamente...
Mi pare la versione canterina di uno spot del Mulino Bianco, dove il carburante autoalimentante della famiglia felice & perfetta non sono le brioscine ma le note musicali.
Peraltro, la traduzione italiana del titolo è fedele alla tradizione creativa dei traduttori nostrani di titoli - che non sono mai letterali e spesso centrano una beata fava con l'originale, eppure in qualche modo riesce a distillare il succo della trama in maniera ancora più efficace e pregnante di quanto il titolo "vero" riesca a fare: "Tutti" (ma proprio tutti, eh? la perfezione non ammette pecore nere) - "insieme" (mi raccomando sempre sempre sempre insieme, che nessuno osi reclamare un po' di solitudine ed individualismo) - "appassionatamente" (certo, non basta essere solo sempre insieme, bisogna anche essere felici di farlo) credo anticipi molto di più sul clima che si può aspettare vedendo il film rispetto a "The sound of music", titolo originale che potrebbe nascondere qualunque cosa, anche un documentario sui flauti in bambù dei Papua della Nuova Guinea o un biopic di qualche rocker maledetto morto ventenne per un'overdose di crack.
L'ho sempre detto: per le città non funziona come per gli esseri umani., che, a guardarli dall'alto in basso, equivale a dire giudic...
Firenze vista dall'alto
Guardare dall'alto dalle città significa conoscerle, abbandonare i preconcetti, cogliere con un'occhiata, rapida e mozzafiato, la loro essenza, condensata in un panorama, lambito o tagliato dall'acqua, in uno skyline che ne riassume storia e tribolazioni, stagliandole contro il cielo.
Ed è per questo che guardare le città dall'alto è una delle cose che mi piace di più fare.
Firenze ha una grazia armoniosa, semplice e calda, anche vista dall'alto.
Sapevate che anche Torino, o meglio la Val di Susa , ha la sua Atlantide? Un luogo mitico, favoleggiato da millenni in leggende dai contorn...
[I Viaggiatori Ignoranti] - Il mito della Città di Rama
Un luogo mitico, favoleggiato da millenni in leggende dai contorni esoterici, a metà strada fra metafore alchemiche e racconti di paese - ma di cui non è mai stata trovato alcun tipo di evidenza storica o archeologica.
Si tratta della Città di Rama, forse fondata da un dio, o forse da qualcuno arrivato dal cielo sopra un carro dorato...
Andiamo a cercarla assieme con I Viaggiatori Ignoranti: clicca sulla foto per leggere l'articolo.
Mascalucia è un paese dell'entroterra catanese, arrampicato sulle pendici dell'Etna come una figlia devota e silenziosa. Mascalu...
A spasso per Mascalucia, nel ventre (e nel cuore) della Sicilia
Ci sono città che vengono scelte ed amate dagli uomini di potere: sono città cresciute sul baricentro nevralgico di un Paese, da quel partic...
Antibes, amata dagli artisti
Ci sono città che invece vengono scelte ed amate da chi il potere lo fa derivare non dal dominio amministrativo ma da quello economico, dal denaro e dal lavoro: sono città moderne e dinamiche, dall'assetto pragmatico ed efficiente, con infrastrutture efficaci e collegamenti ben sviluppati, città al passo con i tempi, a cui non interessa il passato ma il futuro. Sono città fatte di vetro, per vedere lontano, e di metallo, per essere solide ma flessibili. Sono città sempre di corsa, multitasking, che parlano e fanno, che inseguono un obiettivo, ma più ancora che il fatto di raggiungerlo sono mosse dall'adrenalina che il movimento fa scaturire.
Ci sono infine città che sono scelte dagli artisti.
Cosa fai se ti trovi a Londra e hai voglia di qualcosa di nuovo? Cosa fai se maggio è appena cominciato e hai voglia di farti accarezzare ...
Kew Gardens: un giardino botanico davvero regale
Cosa fai se maggio è appena cominciato e hai voglia di farti accarezzare un po' dal tepore primaverile, di sentire il profumo dei fiori appena sbocciati?
Cosa fai se sei appena rientrata dalla quiete campestre del Galles e fatichi un po' a riabituarti ai ritmi frenetici della metropoli?
Beh, vai ai Kew Gardens ovviamente!
I Kew Gardens si estendono per più di 120 ettari e sono una delle più vaste collezioni botaniche esistenti al mondo.
[Wikipedia dice *la* più grande - però io sono un po' scettica al riguardo e preferisco tenermi sul vago]
L'arte rinascimentale non è mai quello che sembra. Per gli artisti di quegli anni, bellezza e sapienza, forma e contenuto erano stretta...
[I Viaggiatori Ignoranti] - Dioniso a Firenze
Per gli artisti di quegli anni, bellezza e sapienza, forma e contenuto erano strettamente interconnessi - pertanto ogni opera non è solo bella da vedere, è anche interessante da interrogare.
Ad esempio Dioniso non è solo il dio degli eccessi e del piacere.
Ha anche un'altra interpretazione...
Che ho scoperto lo scorso weekend, girovagando per Firenze e per la sua bellezza.
Ve la racconto con I Viaggiatori Ignoranti: clicca sulla foto per leggere l'articolo.
Scoprire un territorio significa non fermarsi di fronte alle sue icone, alle sue mete turistiche più gettonate. Scoprire un territorio sign...
#10buonimotivi per conoscere una Sicilia alternativa
Scoprire un territorio significa andare alla scoperta dei suoi tesori nascosti, avere la curiosità di andare oltre, di scoprire qualcosa di nuovo - con la convinzione che "meno celebre" non è assolutamente equazione immediata di "meno bello".
Anzi, spesso è proprio negli angoli nascosti che si riesce ad entrare in contatto con maggiore immediatezza con l'anima più autentica di un territorio - quella più sincera, senza trucco, senza la patina che il marketing turistico le spalma addosso per riuscire a venderla meglio. Quella che ci accoglie in abiti comodi e non con il vestito della festa, ma che in questo modo si sente maggiormente a proprio agio nell'offrirci un caffè al tavolo della sua cucina e a raccontarci di sé.
E il blog tour fatto a marzo con Slow Tourism nella zona rurale attorno alle pendici dell'Etna è stato decisamente all'insegna della scoperta di una Sicilia diversa, lontana dai percorsi turistici più battuti, ma che ha saputo mostrarci tutte le luci e le ombre della sua bellezza più autentica.
Eccovi #10buonimotivi per invogliare anche voi a scoprirla...
Quando si viaggia (e si viaggia davvero, non come turisti, ma come esploratori che vogliono conoscere, capire una terra) lo si fa con i sens...
Sapori di Sicilia...
Anche il gusto è un modo di esplorare, di conoscere.
I piatti tipici raccontano il territorio in cui sono nati, ne sono un'espressione creata ai fornelli, declinata attraverso le eccellenze gastronomiche che lo caratterizzano.
Attraverso la cucina si conosce la storia, la personalità , le inclinazioni di un luogo.
Il cibo è un racconto, un biglietto da visita.
E' una guida turistica, una full immersion in una cultura.
Il blog tour in Sicilia con Slow Tourism, trascorso sulle pendici dell'Etna alla scoperta di un angolo inedito di questa regione, è stato anche questo: un'esplorazione attraverso il gusto, una scoperta delle eccellenze locali, una conoscenza che si è creata a tavola fra mille delizie - alcune attese (arancini, pistacchi, cannoli), altre a sorpresa.
Ecco le tappe del mio viaggio enogastronomico.
Québec City (o, se preferite, Ville du Québec - e loro preferiscono, decisamente) appartiene senza dubbio a quella categoria di città che ...
Québec City: il meglio della Francia in Canada
E' un genere di paesaggio urbano di cui in Europa siamo talmente ricchi che quasi tendiamo a darlo per scontato - o perlomeno siamo parecchio esigenti in merito. Trovarlo in Nordamerica è già stato di per sé sorprendente - doppiamente per la sua bellezza inattesa.
Forse è più acerbo rispetto a ciò che si può incontrare in Francia - perché indubbiamente è molto più giovane, ma forse anche perché gli manca la carica di chiaroscuro data dalle ombre di certe vicende storiche.
La sensazione che si ha camminando fra i vicoli di Québec City è strana: c'è un'aria di familiarità , ma è sfuggente - come quando incontri qualcuno che pensi di aver già visto da qualche parte, ma non ricordi esattamente dove.
C'è un po' di Normandia, un po' di Alsazia, un po' di Borgogna: è come un riassunto del meglio della Francia, ma la sensazione non è quella di una fotocopia stampata su lucido ma priva di personalità - la personalità Québec City ce l'ha, ed è questo che la rende unica.
Non è solo nostalgia della Francia, è volontà di portare le proprie radici in un Nuovo Mondo, di farle crescere e germogliare.
Da questo mio weekend a Vicenza sono trascorsi ormai sei anni. Sei anni sono tanti - sono tanti in generale, in una misura obiettiva, perc...
I volti di pietra di Vicenza
Sei anni sono tanti - sono tanti in generale, in una misura obiettiva, perché sono 72 mesi, sono 2190 giorni (e qui la smetto con le mie manie statistiche); ma sono tanti per me, perché sono più di due capitoli fa della mia vita.
Senza contare i paragrafi di cui sono composti questi capitoli, e le note a pié pagina, e le sottotrame che si sono intrecciate, a volte lente, a volte complicate, in queste pagine fittissime che sono state scritte da allora.
Eppure...
Eppure di questo weekend io ho un ricordo vividissimo.
Questo perché è stato uno di quei viaggi che non sono stati svolti solo fuori, ma anche dentro, uno di quei viaggi di cui poco importa se siano stati brevi o lunghi - perché si svolgono in primis in tua dimensione interiore, dove il tempo è gentile, si dilata, non segue le misure convenzionali ma aderisce alle curve dei tuoi pensieri, delle tue emozioni.
E' stato uno di quei viaggi che ricordi - non tanto (o non solo) per la meta, ma perché diventano pietre miliari di percorsi che fai dentro di te.
Ma la meta si fa scenografia della nuova tappa della tua anima: si ispirano a vicenda, l'interno e l'esterno, si cercano in uno scambio dialettico di segni - che i tuoi occhi cercano e che la tua anima interpreta, come risposte. O come nuove domande.
Ed è così che ricordo Vicenza, è così che ve la voglio presentare: in bianco & nero - non per privarla dei suoi colori, ma per trasmettervi, assieme alla sua, anche una sfumatura della mia anima in quel momento...
Il Musiné è una montagna della Valsusa, in provincia di Torino. Già ha un nome strano, ma quando la si vede si capisce subito che non è un...
[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Musiné
Già ha un nome strano, ma quando la si vede si capisce subito che non è una montagna come tutte le altre.
E' spelacchiata e rossiccia, ed ha un aspetto vagamente tetro.
Non vi cresce molta vegetazione, ma in compenso vi sono fiorite molte leggende.
Chissà se sono causa o conseguenza della sua aria un po' inquietante?
Ve le racconto assieme a I Viaggiatori Ignoranti: clicca sulla foto per leggere l'articolo.




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