...E ora che la lista delle #100cosedafareprimadimorire è compilata ? Viene quasi un po' di timore reverenziale, un po' di agit...
...e 100 già fatte
Lo dicevo pochi giorni fa , di solito non amo fare liste di cose che vorrei fare: non mi piace più di tanto programmarmi, mi piace che la ...
#100cosedafareprimadimorire
Non ho mai avuto l'abitudine di tenere un elenco di tutte le cose che, prima o poi, avrei voluto fare. Non l'ho mai stilato un po...
Blog Tour con Slow Tourism: alla scoperta di una Catania diversa
Non l'ho mai stilato un po' perché le liste da spuntare mi creano un po' di pressione, e preferisco seguire l'ispirazione del momento, cercando di sfruttare le occasioni che si presentano e di guardare con occhi entusiasti tutto ciò che si presenta sul mio cammino. E poi perché a volte ci sono cose che ti rendi conto di desiderare solamente quando ti capitano.
Ad esempio un blog tour non so bene se avrei mai pensato di metterlo consapevolmente in lista: ne ho sempre letto le recensioni delle altre blogger che li hanno fatti con ammirazione e piacere, pensando che debbano essere esperienze davvero arricchenti ed istruttive, ma probabilmente, sotto sotto, ho sempre pensato che fossero riservate a blogger più " di successo" rispetto a me, e quindi, in un certo senso, era qualcosa che non osavo sognare.
Ma, quando mi è stato proposto da Slow Tourism di partecipare ad uno di essi, ho subito capito che decisamente era un'esperienza che avrei voluto mettere in lista.
Per musei ci si va o per forza o per amore. Per forza - perché ti ci porta la scuola, ti ci trascina il fidanzato intellettualoide o sempli...
#10buonimotivi per andar per musei a Torino
Per forza - perché ti ci porta la scuola, ti ci trascina il fidanzato intellettualoide o semplicemente perché piove e girare la città diventa troppo umidiccio.
O per amore - amore dell'arte, della storia, della curiosità , della voglia di imparare e stupirsi.
Io cerco sempre di andarci per amore; anche se, lo ammetto, a parte alcune rarissime e peculiari eccezioni, non hanno mai la priorità assoluta quando visito un nuovo posto. Di solito preferisco dare la priorità alla città in carne ed ossa, percorrere la sua fisionomia con gli occhi e con le gambe, scoprirne la personalità , assaggiare i suoi ingredienti e mescolare i suoi colori.
Però ammetto che anche i musei fanno parte della fisionomia di un luogo - o, per meglio dire, la rispecchiano, la teorizzano, come fanno i libri con la vita vera.
...E che cosa ci dicono di Torino i suoi musei?
Ci dicono che qui nascono cose importanti che però vanno a crescere altrove, come il cinema, o l'Italia intesa come nazione.
Ci dicono che non ha avuto una sola famiglia reale, ma addirittura due. La prima, ovviamente, sono i Savoia. La seconda sono gli Agnelli, padroni non solo dell'automobile, ma anche di una delle più gloriose squadre di calcio europee.
Ci dicono che ha partorito ed accolto molte menti brillanti ed altrettante menti controverse. Alcune delle quali brillantemente controverse.
E ci dicono molto altro...
Sono un po' silenziosa ultimamente, lo so. Mi sento invernale in questo periodo - un po' svuotata di ispirazione ed entusiasmi, e d...
Very Inspiring Blogger Award - e 7 delle mie stranezze...
Mi sento invernale in questo periodo - un po' svuotata di ispirazione ed entusiasmi, e dormiente come un campo di grano sotto la neve. Sono in letargo, o almeno vorrei esserlo.
E' una strana sensazione: non mi sento spenta o svuotata, ma solo in attesa. Un'attesa plumbea e sospesa, con l'aria umida e faticosa da respirare. Un purgatorio come sa esserlo l'inverno.
Ho bisogno di una primavera, di un po' di ghiaccio che si sciolga. Ho bisogno di tornare a sentire di nuovo le cose, anche se farà male, pungerà come tanti spilli, come il sangue quando torna a scorrere in un arto addormentato.
Accadono cose che sono come preludi al cambiamento, come il canto di un gallo che annuncia l'alba - ma poi rimane la notte, come se anche il destino fosse in letargo, troppo pigro anche lui per prendere decisioni per me in questo momento.
Ho bisogno di muovermi, di far strillare i muscoli. Faccio a piedi metà del mio tragitto casa-lavoro, faccio ginnastica tutti i giorni. L'acqua salata è la cura per tutto, diceva qualcuno: questa volta ho deciso di usarla sotto forma di sudore, anziché di lacrime.
La mia amica Antonette di We12travel mi ha nominata qualche settimana fa per il Very Inspiring Blogger Award, che è un premio che viene dato da blogger ad altri blogger che li hanno inspirati, in un modo o nell'altro, e che ha l'obiettivo di riuscire a conoscere meglio la persona nascosta dietro la tastiera. E colgo l'occasione per farlo adesso, in questo momento di ispirazione in stand-by.
La Maschera di Ferro è un nome che fa subito venire in mente Alexandre Dumas, che l'ha romanzato in un bel tomo, e Leonardo Di Caprio, ...
[I Viaggiatori Ignoranti] - La Maschera di Ferro a Pinerolo
Il vintage , secondo me, più che uno stile, è un modo di essere. Il modo di essere di chi ama cullarsi nei ricordi, sentire fra le dita il r...
#unviaggiovintage - ovvero com'è nato il mio amore per Londra
Io appartengo a questo club di nostalgici, che si raduna virtualmente bevendo té di fronte ad un caminetto acceso.
Sono così vintage che, se non fosse poco pratico per la vita di tutti i giorni, me ne andrei in giro vestita in crinoline e con i guanti di pizzo, facendo i miei viaggi in carrozza e redigendo il mio blog con piuma d'oca e calamaio.
Sono così vintage che casa mia pullula di diari, plichi di fotografie e scatole colme di biglietti e ricordi - ovviamente sistemate all'interno di mobili in stile shabby chic.
E, quindi, sono così vintage che non potevo non aderire all'iniziativa di Monica di Alla ricerca di Shambala che consiste nel raccontare #unviaggiovintage.
Il treno che da Ventimiglia porta in Costa Azzurra , per entrare in territorio francese attraversa una breve galleria. Qualche istante di b...
Mentone, la sorella bella
Qualche istante di buio e poi rocce frastagliate a picco su un'acqua di un blu abbacinante, che ti fa capire perché questo contorno di Francia porti il nome di un colore: l'azzurro del mare è talmente intenso, talmente pieno che ti sembra non esista altro, che tutto il resto del paesaggio, naturalistico ed urbano, sia stato costruito in funzione di questo azzurro, per esaltarlo e fargli riempire occhi ed anima di chi lo vede.
Sembra diverso dal mare della Liguria, nonostante sia di fatto lo stesso mare, osservato a pochi metri di distanza: è come una fotografia ritoccata con un filtro che ne esalti l'intensità e la luminosità , come un volto i cui lineamenti vengano resi più belli e dolci da un make-up sapiente.
Attraversare questo tunnel è come scivolare nella tana del Bianconiglio o infilarsi nell'armadio che porta a Narnia: sembra di finire in un mondo parallelo che è specchio di quello che ci si lascia alle spalle, ma che ha una declinazione più luminosa, più delicata - un filtro ideale di come vorremmo che fossero le cose.
Ho una predilezione per i musei all'aria aperta. Sono delle macchine del tempo, delle porte d'ingresso ad una dimensione parallela ...
Beamish: l'Inghilterra in un museo vivente
Sono delle macchine del tempo, delle porte d'ingresso ad una dimensione parallela lontana nel tempo o nello spazio che non rimane piatta e lontana, imprigionata sulle pagine di un libro o dietro una teca di vetro, ma che si può vedere a tutto tondo, toccandolo e respirandolo, immergendosi completamente fra le sue sfaccettature attraversandole a piedi.
Sono libri di storia che si animano, che diventano vivi - e poteva forse mancare un museo simile in un paese come l'Inghilterra, così affezionato e rispettoso delle proprie radici e del proprio passato?
Il Museo all'aria aperta di Beamish si trova nel nord-est del paese, a pochi km da Durham, ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.
Avete mai fatto una follia per amore? Avete mai avuto voglia di regalarle la luna, le stelle, il mare e le montagne? Uno stadio da calcio, ...
Mille isole nell'Ontario (e una a forma di cuore)
Avete mai avuto voglia di regalarle la luna, le stelle, il mare e le montagne? Uno stadio da calcio, una stazione spaziale - o semplicemente un cuore umano, il vostro?
George Charles Boldt, che era un milionario, ma non un milionario qualunque, aveva deciso che non si voleva accontentare di donare alla sua amata ogni battito pulsante del muscolo che gli palpitava nel petto.
George Charles Boldt era un immigrato prussiano, sbarcato tredicenne sul suolo statunitense a metà del 1800 per lavorare come cameriere, che nel giro di una decina d'anni divenne il direttore del Waldorf-Astoria a New York. E a sua moglie decise di regalare, oltre al suo cuore, un'intera isola con quella forma.
Venezia è una città metà donna e metà pesce , diceva Jean Cocteau. Venezia-sirena è un'identificazione che mi piace: è calzante di mist...
#10buonimotivi per andare a Venezia (non del tutto scontati)
Venezia-sirena è un'identificazione che mi piace: è calzante di mistero e di malìe, è un labirinto ipnotico in cui si finisce per desiderare di perdersi, è un richiamo seduttivo appollaiato in mezzo al mare a cui non riesci a sottrarti, e che ti porta in un incredibile parentesi fuori dal tempo.
Ma Venezia non è una sirena che inganna: è come una nobile dama che molto ha vissuto e che non ha timore di mostrare le proprie rughe - ne fa anzi un motivo di bellezza.
I suoi canali sono come vene bluastre che l'incarnato pallido lascia intravedere, la cipria con cui si cosparge ancora abbondantemente le gote non copre le crepe, e le stecche del suo bustino sono ormai incrinate - eppure c'è qualcosa di ancora maliziosamente seduttivo in tutto questo: vengono in mente gli ammiccamenti sotto le maschere del Carnevale, e i fasti di Casanova.
Di Venezia amo il fatto che si sia obbligati a girarla a piedi: anche quando ti sembra di conoscerla già , riesce sempre a farti perdere facendoti trovare qualcosa che non avevi ancora visto, come accade in quei racconti dell'assurdo in cui qualche divinità capricciosa si diverte a cambiare le carte in tavola.
C'è bisogno di #10buonimotivi per visitare Venezia?
Forse no.
Forse Venezia è già di per sé un motivo sufficiente.
Ma, se volete qualche spunto, questo è ciò che vado a ricercare ogni volta che la incontro...
Secondo gli studiosi di esoterismo, Torino è percorsa da un dualismo energetico di luce ed ombra, di Bene e di Male - non per niente è l...
[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Diavolo a Torino?
In Piazza Statuto c'è un monumento che, secondo alcuni, rappresenta qualcosa di totalmente diverso da quel che sostiene l'etichetta ufficiale... e che ben simboleggia questo controverso dualismo.
Volete saperne di più?
Cliccate sull'immagine e leggete il mio nuovo articolo per I Viaggiatori Ignoranti:
Dopo essere sopravvissuta ad una settimana fatta di influenza, paturnie lavorative e crisi esistenziali (certo, tutto insieme: per comod...
Madrid: un puzzle in bianco & nero
Delle grandi città quello che mi colpisce sempre maggiormente è come riescano a racchiudere nel loro perimetro tanti aspetti diversi, tante sfaccettature in apparenza diversissime, ma in qualche modo accomunate da una sorta di filo di conduttore, di denominatore comune che racchiude l'anima della città stessa.
Voglio provare a cogliere queste diverse facce come se fossero le tessere di un puzzle, attraverso la fotografia, e a presentarvele in questa nuova serie di post.
Il bianco & nero è la modalità espressiva che ho scelto, perché lo scatto in bianco & nero secondo me ha una grandissima potenza introspettiva: è come se facesse da filtro alla superficie dell'immagine e mostrasse quello che le scorre sotto la pelle, la sua essenza invisibile.
Cominciamo da Madrid, elegante e dinamica, un po' capricciosa ma ricchissima di bellezza...
A volte il filo conduttore del tuo viaggio sei tu a deciderlo a priori, pianificandoci il tuo itinerario attorno ed andandolo ad inseguire; ...
Durham: una cattedrale fortificata voluta da una mucca
Durante il nostro giro del Northumberland ad agosto, io & Ginger Cat abbiamo, senza saperlo, ripercorso le tappe della vita di San Cuthbert, oscuro monaco ed eremita che nell'Alto Medioevo, si era rifugiato da queste parti, lasciando una significativa impronta.
Io non sono religiosa, ma per i santi che vagano in quell'epoca oscura e magica, per le lande di questa terra altrettanto oscura e magica, ho particolare simpatia: sono sempre circondati da un'aura di mistero e leggenda che li fa assomigliare più a druidi che non a santi cristiani, e le loro gesta suggeriscono un tipo di spiritualità , olistica, in comunione osmotica con la natura, che oggi in molti hanno dimenticato.
Ma, comunque, questo inconsapevole pellegrinaggio sulle tracce del nostro misterioso monaco medievale non è stato un pellegrinaggio religioso - perché si tratta di luoghi, partoriti dalla Terra o rielaborati dall'uomo, con una bellezza ed una grazia talmente pure che trascendono qualunque messaggio religioso.
Abbiamo cominciato dall'Isola Sacra di Lindisfarne, che Cuthbert ha scelto per fondare il suo Priorato, ed abbiamo proseguito con l'isola di Inner Farne, dove si era ritirato in meditazione. Potevamo non concludere con il luogo in cui è stato sepolto?
La locuzione "località balneare" è associata a concetti lievemente diversi a seconda di dove viene pronunciata. Nel Nord Italia ...
Sopot, la Polonia che non ti aspetti
Nel Nord Italia ci vengono in mente un esercito di sedie a sdraio che si estende per km, spiagge affollate e castelli di sabbia. Al Sud forse viene in mente lo stesso affollamento, ma anche acque cristalline, e, magari, una borsa frigo colma di cibo da consumare sull'asciugamano. In Francia rocce frastagliate e barche a vela; in Inghilterra mute da surf e gabbiani che rubano ciuffi di gelato alla panna. In Germania le poltroncine fatte a cabina per proteggersi dalla brezza fresca del Baltico anche d'estate; in Grecia calette solitarie.
E in Polonia?
Non so sinceramente come mi immaginassi una località balneare polacca; però sicuramente non me l'aspettavo come Sopot.
Ciao 2014. Te ne stai per andare, ed un po', lo confesso, mi dispiace. Vorrei dirti che sei stato bello, però è una definizione che, p...
10 cose che il 2014 mi ha insegnato
Te ne stai per andare, ed un po', lo confesso, mi dispiace.
Vorrei dirti che sei stato bello, però è una definizione che, per te, suonerebbe banale.
Hai avuto le tue luci e le tue ombre, i tuoi sorrisi e le tue lacrime - come, del resto, ogni anno deve avere. Non ci possono essere 365 giorni di gioia, di gioia soltanto. Bisognerebbe essere ubriachi o stupidi per averli.
Però ci possono essere 365 giorni in cui si sceglie di focalizzarsi più sulla luce che sulle ombre, e più sulla strada che non sulla meta.
Ci possono essere 365 giorni in cui si è consapevoli che le luci e le ombre sono le conseguenze di scelte fatte. 365 giorni in cui si cade 365 volte, ma ci si rialza una volta in più.
Il motivo per cui ti ricorderò sempre fra gli anni più importanti, caro 2014, è che mi hai regalato non solo un sogno, ma anche il desiderio e la caparbietà di inseguirlo.
O forse non me le hai regalate. Forse me le sono prese io. Ma è lo stesso.
Perché comunque, per questo, ti ricorderò per sempre.
Assieme a tutte le cose che mi hai insegnato...
La natura della Scozia è una di quelle che maggiormente possiede il potere di stregarmi. Ha qualcosa di primordiale e potente, qualcosa che...
Skye: #10buonimotivi per realizzare un sogno
Ha qualcosa di primordiale e potente, qualcosa che non sembra nemmeno appartenere a questo mondo - o che magari gli apparteneva quando questo mondo era diverso, quando ancora si credeva alla magia e quando gli uomini non fuggivano a loro stessi.
La natura della Scozia è drammatica, nel senso che sembra essere una metafora di emozioni, una metafora di ciò che noi umani ci portiamo dentro di bello e terribile, di acuminato e vasto. O forse sono le luci ed ombre del nostro cuore ad essere una metafora della natura della Scozia.
In Scozia finisci quasi per credere alla magia, perché respiri e calpesti quella della terra; in Scozia non entri solo in contatto con la natura: entri anche in contatto con te stesso, senza più bisogno di indossare maschere o di aver paura delle tue ombre - perché le vedi riflesse fuori, e ti sembrano anch'esse bellissime...
Sono proprio in vena di "regalarvi" un Natale un po' in salsa Codice Da Vinci . Anche Torino ha la sua Rosslyn Chapel, però è...
[I Viaggiatori Ignoranti] - La Fontana Angelica a Torino
Anche Torino ha la sua Rosslyn Chapel, però è una fontana.
Si chiama Fontana Angelica, oggi la potete ammirare in Piazza Solferino, ma in realtà non doveva essere lì...
Vieni a scoprire tutti i suoi enigmi scolpiti nella pietra e nel ferro con il mio ultimo articolo per I Viaggiatori Ignoranti.
Clicca sull'immagine per leggere l'articolo:
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| Fontana Angelica, Torino |
Come si comincia a raccontare di un luogo che è talmente ricco di misteri, simboli ed interpretazioni da avere non solo scomodato stuoli di ...
La Rosslyn Chapel, fra gatti e misteri
Si dice che una teoria non sia davvero importante, non faccia davvero paura fino a quando non ci sia qualcuno che si infervora a demolirla - e il mistero della Rosslyn Chapel potrebbe, probabilmente, essere spaventoso, come lo sono tutte le cose sconosciute e potentissime, ma d'altro canto, come tutti i misteri, si muove danzando in silenzio fra le ombre, nascondendo il volto sotto un cappuccio e fingendo di essere tutto ed il contrario di tutto a seconda di come lo si guarda.
Il fatto che sia stato sdoganato al grande pubblico tramite un best seller come Il Codice Da Vinci di Dan Brown forse rende poca giustizia a ciò che potrebbe essere, finendo per banalizzarlo plastificandolo in un'eroica avventura da botteghino; ma la fama non ha sminuito il suo fascino: ha solo regalato un palcoscenico più grande alla sua danza nell'ombra, con più spettatori a domandarsi quale sia la sua verità , ma senza mai riuscire ad illuminarne il volto.
[ da un'iniziativa di Pensieri in Viaggio , Respirare con la Pancia e Viaggi nel Cassetto ] A volte è proprio quando i tempi si prospe...
I miei #Traveldreams2015
A volte è proprio quando i tempi si prospettano più duri che c'è più bisogno di sognare.
E a me, questo 2015, lo confesso fa un pochino paura.
Forse non dovrei avere paura di qualcosa che non è nemmeno ancora cominciato, e dovrei pensare che, anche se le previsioni meteo si preannunciano cupe, possono sempre essere smentite - ma d'altro canto il nucleo di tutte le paure è proprio l'ignoto.
Ma a me è sempre piaciuto sognare.
Sognare è gratis, e resiste alla crisi.
Sognare, anzi, ti rende ricca.
E il mio cervello è una fabbrica di sogni talmente produttiva che non conosce crisi.



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