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A Èze ci siamo andate che era gennaio – io & Tabby Cat, ma era un po’ come se fosse primavera, e questa escapade in Costa Azzurra era d...

Èze - nidi d'aquila (o forse di cuculi) Èze - nidi d'aquila (o forse di cuculi)

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A Èze ci siamo andate che era gennaio – io & Tabby Cat, ma era un po’ come se fosse primavera, e questa escapade in Costa Azzurra era diventata anche una sorta di fuga dall’inverno, dal freddo nelle ossa, dai pensieri bui. Èze è stata una decisione estemporanea: ce l’ha suggerito la mia amica Monica, che siamo andate a trovare a Mentone il giorno prima – è un nido d’aquila, ci ha detto, è una chicca medievale. “Nido d’aquila” non l’ho mai sentito dire, mi fa venire in mente un film, ma non un film vero – un film che mi sono inventata io adesso sul momento, una specie di mix fra “Là dove osano le aquile” e “Qualcuno volò sul nido del cuculo”: e lo sappiamo tutti benissimo che i cuculi non fanno il nido ma vanno a depositare il loro uovo nel nido di altri uccelli – e se fosse stato proprio un cuculo ad osare avvicinarsi ad un nido di aquila? E come crescerebbe un cuculo, che è un uccello abbastanza bruttino e sgraziato, se venisse allevato da delle aquile? Magari complessato, o, magari, al contrario, se i suoi genitori aquila gli avessero pompato l’autostima all’inverosimile, facendogli credere di essere un’aquila anche lui, sarebbe diventato uno di quei personaggi insopportabili che si atteggiano molto al di sopra della loro reale sostanza. Insomma, ne verrebbe fuori un film bellissimo – una sorta di antitesi ai libri di Anthony De Mello: niente aquile che si credono polli, solo cuculi che si credono aquile.

Riflettevo sul mio silenzio, in questi giorni. Qui da queste parti, intendo. Un po' anche su altri fronti, ma non so quanto centrin...

Silenzio, parla Venezia Silenzio, parla Venezia

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Riflettevo sul mio silenzio, in questi giorni.
Qui da queste parti, intendo.
Un po' anche su altri fronti, ma non so quanto centrino gli uni con gli altri.
Forse lo scoprirò appena avrò finito di scrivere - perché è questa la cosa bella di scrivere: che è un po' come fare un puzzle, o srotolare un gomitolo e farci un maglione da indossare contro il freddo - e quando hai finito ti fa vedere cose che prima non vedevi. Ti fa capire cose che ti passavano di fianco e non te ne accorgevi.
E poi c'è il bello di scrivere senza obiettivi, senza obblighi - che è la libertà.

Firenze  non è solo una città d'arte. Firenze è arte trasformata in città. Ce n'è così tanta che pare quasi d'avanzo: la in...

Boboli, cuore verde dell'arte Boboli, cuore verde dell'arte

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Giardino del Boboli, Firenze

Firenze non è solo una città d'arte.
Firenze è arte trasformata in città.
Ce n'è così tanta che pare quasi d'avanzo: la incontri per strada, in piazza, come se nulla fosse, la puoi toccare, ti ci puoi quasi assuefare - tanta bellezza che sboccia all'improvviso, in ogni angolo, che non sai più dove guardare, per cosa meravigliarti.
Ti aspetti ormai di trovarla in ogni angolo, eppure riesce ancora a stupirti, perché non sai mai esattamente cosa sarà, come sarà, quale forma di bellezza plasmata nel marmo, quale tipo di grazia costruita attraverso i mattoni e la pietra: così varchi la soglia austera e nobile di Palazzo Pitti domandandoti quale declinazione assumerà tutta questa arte, questa grazia, questa bellezza nel verde del Giardino di Boboli.

L'ho sempre detto: per le città non funziona come per gli esseri umani., che, a guardarli dall'alto in basso, equivale a dire giudic...

Firenze vista dall'alto Firenze vista dall'alto

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L'ho sempre detto: per le città non funziona come per gli esseri umani., che, a guardarli dall'alto in basso, equivale a dire giudicarli, trattarli con supponenza.
Guardare dall'alto dalle città significa conoscerle, abbandonare i preconcetti, cogliere con un'occhiata, rapida e mozzafiato, la loro essenza, condensata in un panorama, lambito o tagliato dall'acqua, in uno skyline che ne riassume storia e tribolazioni, stagliandole contro il cielo.
Ed è per questo che guardare le città dall'alto è una delle cose che mi piace di più fare.
Firenze ha una grazia armoniosa, semplice e calda, anche vista dall'alto.