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La prima volta che ho visitato Vienna, anni fa, la colonnina di mercurio del termometro superava abbondantemente i 40° C. Giuro. Era il...

Il riscatto di Vienna con 8 sue facce alternative Il riscatto di Vienna con 8 sue facce alternative

cioccolato

La prima volta che ho visitato Vienna, anni fa, la colonnina di mercurio del termometro superava abbondantemente i 40° C.
Giuro.
Era il mio compleanno ed avevo tutte le intenzioni di festeggiarlo con una fetta autentica originale doc di torta Sacher, ma le temperature mi avevano tolto ogni desiderio di cioccolato. Il che equivale un po' a dire che Winnie the Pooh non abbia più voglia di mangiare miele, o che Bugs Bunny schifi le carote.
Quindi tutto detto.
Quello che mi ricordo di Vienna pertanto sono solo gli alberi (dove ci rifugiavamo disperatamente nella vana speranza di trovare un po' di refrigerio), i gelati (che costituivano la nostra esclusiva fonte di nutrimento) e l'odore di cacca di cavallo (che l'afa aveva amplificato, dandomi l'impressione che, dalla zona dello Stefansdom, dove i calessini portano romanticamente in giro i turisti, si fosse appiccicosamente diffuso in tutta la città).
Ma come - ho continuato a ripetermi per anni - Vienna, caspiterina!!
Sissi, il valzer, il bel Danubio blu, il bacio di Klimt, l'atmosfera ottocentesca, l'architettura austera ed elegante, le stradine acciottolate...
Billy Joel ci ha persino dedicato una canzone, suvvia!!
Non è possibile che la mia associazione primaria rimanga la cacca di cavallo.
Dovrò pur darle una seconda chance. 

Pur non avendola mai visitata, Colonia ha fatto parte della mia infanzia. In quegli anni per me Colonia era una boccia di neve con la catte...

Colonia - cattedrali gotiche e cioccolato Colonia - cattedrali gotiche e cioccolato

cioccolato

Pur non avendola mai visitata, Colonia ha fatto parte della mia infanzia.
In quegli anni per me Colonia era una boccia di neve con la cattedrale e diversi giocattoli di legno provenienti da un negozio che oggi non c'è più.
Colonia è stata fra le prime e le più frequenti trasferte di lavoro di mio papà - e io, a 8 anni, un po' me ne vantavo del fatto che mio papà fosse in Germania per lavoro. Era qualcosa di un po' speciale, anche se poi mi mancava.
Mi ricordo che poi, quando tornava a casa dopo diversi giorni di lontananza, era quasi una festa; e mi ricordo anche le borsine di plastica con dentro panini spalmati di burro ed orsetti gommosi di cui Lufthansa faceva omaggio ai viaggiatori nella sala d'aspetto. Gli anni '80 erano un'altra epoca per le compagnie aeree.
Da quando è andato in pensione, quasi 7 anni fa, continuava a dire che voleva portarci a vedere questa città della Renania che per me e mia mamma era ormai una specie di racconto mitologico, per lui una specie di amarcord.
E, la scorsa domenica, per il suo 64esimo compleanno, la promessa si è concretizzata.