La prima volta che ho
visitato Vienna, anni fa, la colonnina di mercurio del termometro superava
abbondantemente i 40° C.
Giuro.
Era il mio compleanno ed
avevo tutte le intenzioni di festeggiarlo con una fetta autentica originale doc
di torta Sacher, ma le temperature mi avevano tolto ogni desiderio di
cioccolato. Il che equivale un po' a dire che Winnie the Pooh non abbia più voglia
di mangiare miele, o che Bugs Bunny schifi le carote.
Quindi tutto detto.
Quello che mi ricordo di
Vienna pertanto sono solo gli alberi (dove ci rifugiavamo disperatamente nella
vana speranza di trovare un po' di refrigerio), i gelati (che costituivano la
nostra esclusiva fonte di nutrimento) e l'odore di cacca di cavallo (che l'afa
aveva amplificato, dandomi l'impressione che, dalla zona dello Stefansdom, dove
i calessini portano romanticamente in giro i turisti, si fosse appiccicosamente
diffuso in tutta la città ).
Ma come - ho continuato a
ripetermi per anni - Vienna, caspiterina!!
Sissi, il valzer, il bel
Danubio blu, il bacio di Klimt, l'atmosfera ottocentesca, l'architettura
austera ed elegante, le stradine acciottolate...
Billy Joel ci ha persino
dedicato una canzone, suvvia!!
Non è possibile che la
mia associazione primaria rimanga la cacca di cavallo.
Dovrò pur darle una
seconda chance.
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