"Tutti insieme appassionatamente" , ammetto, non l'ho mai visto. E confesso anche che non ho particolari intenzioni di vederlo...
Mondsee, appassionatamente...
Mi pare la versione canterina di uno spot del Mulino Bianco, dove il carburante autoalimentante della famiglia felice & perfetta non sono le brioscine ma le note musicali.
Peraltro, la traduzione italiana del titolo è fedele alla tradizione creativa dei traduttori nostrani di titoli - che non sono mai letterali e spesso centrano una beata fava con l'originale, eppure in qualche modo riesce a distillare il succo della trama in maniera ancora più efficace e pregnante di quanto il titolo "vero" riesca a fare: "Tutti" (ma proprio tutti, eh? la perfezione non ammette pecore nere) - "insieme" (mi raccomando sempre sempre sempre insieme, che nessuno osi reclamare un po' di solitudine ed individualismo) - "appassionatamente" (certo, non basta essere solo sempre insieme, bisogna anche essere felici di farlo) credo anticipi molto di più sul clima che si può aspettare vedendo il film rispetto a "The sound of music", titolo originale che potrebbe nascondere qualunque cosa, anche un documentario sui flauti in bambù dei Papua della Nuova Guinea o un biopic di qualche rocker maledetto morto ventenne per un'overdose di crack.
Per musei ci si va o per forza o per amore. Per forza - perché ti ci porta la scuola, ti ci trascina il fidanzato intellettualoide o sempli...
#10buonimotivi per andar per musei a Torino
Per forza - perché ti ci porta la scuola, ti ci trascina il fidanzato intellettualoide o semplicemente perché piove e girare la città diventa troppo umidiccio.
O per amore - amore dell'arte, della storia, della curiosità , della voglia di imparare e stupirsi.
Io cerco sempre di andarci per amore; anche se, lo ammetto, a parte alcune rarissime e peculiari eccezioni, non hanno mai la priorità assoluta quando visito un nuovo posto. Di solito preferisco dare la priorità alla città in carne ed ossa, percorrere la sua fisionomia con gli occhi e con le gambe, scoprirne la personalità , assaggiare i suoi ingredienti e mescolare i suoi colori.
Però ammetto che anche i musei fanno parte della fisionomia di un luogo - o, per meglio dire, la rispecchiano, la teorizzano, come fanno i libri con la vita vera.
...E che cosa ci dicono di Torino i suoi musei?
Ci dicono che qui nascono cose importanti che però vanno a crescere altrove, come il cinema, o l'Italia intesa come nazione.
Ci dicono che non ha avuto una sola famiglia reale, ma addirittura due. La prima, ovviamente, sono i Savoia. La seconda sono gli Agnelli, padroni non solo dell'automobile, ma anche di una delle più gloriose squadre di calcio europee.
Ci dicono che ha partorito ed accolto molte menti brillanti ed altrettante menti controverse. Alcune delle quali brillantemente controverse.
E ci dicono molto altro...
La Maschera di Ferro è un nome che fa subito venire in mente Alexandre Dumas, che l'ha romanzato in un bel tomo, e Leonardo Di Caprio, ...
[I Viaggiatori Ignoranti] - La Maschera di Ferro a Pinerolo
Come si comincia a raccontare di un luogo che è talmente ricco di misteri, simboli ed interpretazioni da avere non solo scomodato stuoli di ...
La Rosslyn Chapel, fra gatti e misteri
Si dice che una teoria non sia davvero importante, non faccia davvero paura fino a quando non ci sia qualcuno che si infervora a demolirla - e il mistero della Rosslyn Chapel potrebbe, probabilmente, essere spaventoso, come lo sono tutte le cose sconosciute e potentissime, ma d'altro canto, come tutti i misteri, si muove danzando in silenzio fra le ombre, nascondendo il volto sotto un cappuccio e fingendo di essere tutto ed il contrario di tutto a seconda di come lo si guarda.
Il fatto che sia stato sdoganato al grande pubblico tramite un best seller come Il Codice Da Vinci di Dan Brown forse rende poca giustizia a ciò che potrebbe essere, finendo per banalizzarlo plastificandolo in un'eroica avventura da botteghino; ma la fama non ha sminuito il suo fascino: ha solo regalato un palcoscenico più grande alla sua danza nell'ombra, con più spettatori a domandarsi quale sia la sua verità , ma senza mai riuscire ad illuminarne il volto.
Andare a Central Park non è semplicemente come farsi una passeggiata attraverso un qualunque parco cittadino. Somiglia decisamente di più a...
Central Park: 10 cose che abbiamo visto ed una che ci siamo perse...
Somiglia decisamente di più ad un balzo in una specie di universo parallelo: un momento sei nel bel mezzo della giungla di cemento di Manhattan, fra traffico e grattacieli stellari, e il momento dopo ti ritrovi immerso in questa specie di piccolo grande universo verde dotato di una anima e personalità ben precise.
La definizione di "polmone verde" di New York gli calza decisamente a pennello, perché per le sue dimensioni è sicuramente in grado di pompare ossigeno a sufficienza anche per una sconfinata metropoli come quella della Grande Mela - e di certo fornisce anche una chance metaforica per "respirare", per prendersi un break dai ritmi sincopati che imperano al di fuori dei suoi confini.
E' come un'oasi.
E mi rendo conto che sia una cosa che si possa dire di qualunque parco cittadino al mondo - ma siccome New York è LA città per eccellenza, anche Central Park è IL parco, l'Oasi verde numero 1, quella in cui il contrasto fra opera dell'uomo ed opera della natura si fa ancora più affilato ed evidente.
Per quanto abbia un po' la mania di fare le Top 10 come il protagonista di "Alta fedeltà " , se mi chiedessero di fare una Top ...
La mia Top 10 di Bergen: fiordi, salmone e casette di legno
Stessa cosa se dovessi fare una Top 10 assoluta dei miei libri o dei miei film preferiti.
Sono ambiti troppo variegati, troppo ampi e complessi, preferisco restringere il campo.
Bergen però rientrerebbe in diverse Top 10.
In quella delle città in cui mi piacerebbe vivere. In quella delle città che ti fanno sentire fuori dal tempo. In quella delle città che più mi hanno stupito positivamente.
E quasi sicuramente anche in quella assoluta.
Ci sono stata nel 2009, insieme a Ginger Cat, ed abbiamo trascorso 5 giorni molto piacevoli in questa capitale dei fiordi, tutta in salita, tutta in legno, silenziosa ma non cupa, colorata ma introversa, che profuma di salmone affumicato e che in soli due passi ti fa tuffare in una natura selvaggia e bellissima.
Ed ecco che cosa vi consiglio di vedere, se per caso passate di là ...
Anzi, direi che innanzitutto non vi consiglio di passarci per caso: decidete di passarci volontariamente, ne vale sicuramente la pena!
La Mole Antonelliana è un edificio peculiare. Rende lo skyline torinese pressoché unico, e, quando la vedi per la prima volta, senza sapere...
Museo del Cinema di Torino: una Mole di sogni
Rende lo skyline torinese pressoché unico, e, quando la vedi per la prima volta, senza sapere cosa sia, ti viene difficile classificarla in una qualsivoglia categoria di edifici.
Avrebbe dovuto essere una sinagoga ebraica, ma, per la sua forma e per le sue dimensioni, non assomiglia affatto ad una sinagoga.
Beh, se è per questo non assomiglia a nessun altro tipo di edificio al mondo.
Alessandro Antonelli, l'architetto che l'ha progettata, era una sorta di genio un po' folle, e sarebbe interessante poter entrare nella sua mente e vedere quali originalissimi collegamenti neurali si sono attivati quando ha concepito questo progetto.

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