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Se penso a Stoccolma  penso all'ordine ed alla perfezione - ma non ad un ordine e ad una perfezione asettici, senz'anima come un rob...

Stoccolma in bianco & nero Stoccolma in bianco & nero

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Se penso a Stoccolma penso all'ordine ed alla perfezione - ma non ad un ordine e ad una perfezione asettici, senz'anima come un robot: no, il fascino dell'ordine scandinavo risiede nel suo contrasto fra la superficie, levigata e pura, e ciò che si agita, tormentato e riflessivo, nei suoi abissi. Perché un po' di questo ribollimento interiore, per quanto racchiuso a tenuta stagna in un silenzio introspettivo, riesce sempre a fuggire un po' in superficie: una bolla ribelle che increspa il pelo dell'acqua, che le regala curve sinuose, ed uno sguardo malinconico.
Se penso a Stoccolma penso che per me è stata come una parentesi, una capsula d'aria incuneata fra la chiusura e l'apertura di due periodi importanti della mia vita. E' stato uno spazio, il momento in cui ti fermi a riprendere fiato, e a contemplare per un attimo la bellezza di ciò che ti circonda - senza obiettivi, senza calcoli, solo per la bellezza fine a se stessa. E così scopri nuovi modi di vedere le cose, nuove parti di te che fino a quel momento erano rimaste inespresse.
Se penso a Stoccolma penso all'acqua ed al legno, a linee pulite ed essenziali ma armoniche, ad una bellezza a tinte chiare eppure decise.
Penso al suo arcipelago, in cui ogni isola sembra avere una sua personalità ben distinta e spiccata: i canali d'acqua separano mondi, diversi eppure simili, parte di una matrice comune, come membri di una stessa famiglia - come facce di una stessa medaglia.

Da questo mio weekend a Vicenza  sono trascorsi ormai sei anni. Sei anni sono tanti - sono tanti in generale, in una misura obiettiva, perc...

I volti di pietra di Vicenza I volti di pietra di Vicenza

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Da questo mio weekend a Vicenza sono trascorsi ormai sei anni.
Sei anni sono tanti - sono tanti in generale, in una misura obiettiva, perché sono 72 mesi, sono 2190 giorni (e qui la smetto con le mie manie statistiche); ma sono tanti per me, perché sono più di due capitoli fa della mia vita.
Senza contare i paragrafi di cui sono composti questi capitoli, e le note a pié pagina, e le sottotrame che si sono intrecciate, a volte lente, a volte complicate, in queste pagine fittissime che sono state scritte da allora.
Eppure...
Eppure di questo weekend io ho un ricordo vividissimo.
Questo perché è stato uno di quei viaggi che non sono stati svolti solo fuori, ma anche dentro, uno di quei viaggi di cui poco importa se siano stati brevi o lunghi - perché si svolgono in primis in tua dimensione interiore, dove il tempo è gentile, si dilata, non segue le misure convenzionali ma aderisce alle curve dei tuoi pensieri, delle tue emozioni.
E' stato uno di quei viaggi che ricordi - non tanto (o non solo) per la meta, ma perché diventano pietre miliari di percorsi che fai dentro di te.
Ma la meta si fa scenografia della nuova tappa della tua anima: si ispirano a vicenda, l'interno e l'esterno, si cercano in uno scambio dialettico di segni - che i tuoi occhi cercano e che la tua anima interpreta, come risposte. O come nuove domande.
Ed è così che ricordo Vicenza, è così che ve la voglio presentare: in bianco & nero - non per privarla dei suoi colori, ma per trasmettervi, assieme alla sua, anche una sfumatura della mia anima in quel momento...

Dopo essere sopravvissuta ad una settimana fatta di influenza, paturnie lavorative e crisi esistenziali (certo, tutto insieme: per comod...

Madrid: un puzzle in bianco & nero Madrid: un puzzle in bianco & nero

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Dopo essere sopravvissuta ad una settimana fatta di influenza, paturnie lavorative e crisi esistenziali (certo, tutto insieme: per comodità do la colpa allo sciroppo per la tosse, secondo me c'era dentro qualcosa di strano), ho deciso di inaugurare una nuova serie di post.
Delle grandi città quello che mi colpisce sempre maggiormente è come riescano a racchiudere nel loro perimetro tanti aspetti diversi, tante sfaccettature in apparenza diversissime, ma in qualche modo accomunate da una sorta di filo di conduttore, di denominatore comune che racchiude l'anima della città stessa.
Voglio provare a cogliere queste diverse facce come se fossero le tessere di un puzzle, attraverso la fotografia, e a presentarvele in questa nuova serie di post.
Il bianco & nero è la modalità espressiva che ho scelto, perché lo scatto in bianco & nero secondo me ha una grandissima potenza introspettiva: è come se facesse da filtro alla superficie dell'immagine e mostrasse quello che le scorre sotto la pelle, la sua essenza invisibile.
Cominciamo da Madrid, elegante e dinamica, un po' capricciosa ma ricchissima di bellezza...