settembre 17, 2019
Scrivere è una pratica che non ammette bugie.
È quasi una religione, più che un mestiere. Se non sei in pace con te stesso si blocca - e sarei in cerca di metafore più fini, ma mi viene in mente solo l'intestino. Ma poi c'è qualcuno che dice che del resto le crisi sono anche opportunità , che vengono per portare un po' di svolte - si tratta solo di buttarsi, trattenere il fiato, pigiare il pulsante "reset" e trovare la voglia di ricostruire ciò che andava inevitabilmente estirpato.
E la mia non è veramente un'assenza di cose da dire - è più un non saper come dirle. È più una ricerca di una voce nuova per dirle, perché sono cose nuove e la voce vecchia ormai stona un po', è scordata. È uno studio meticoloso, un'analisi SWOT di ciò che ci si aspetta che dovrei essere adesso: e la valutazione non è tanto il volerlo diventare oppure no, quanto il come diventarlo - in che modo ciò che già sono possa aiutarmi a diventarlo, quali mie caratteristiche possono essere rielaborate come punti di forza in questo nuovo panorama.
E poi, in mezzo a tutto questo, c'è la vita - c'è l'entropia.
C'è la maledizione del caos, delle coperte sempre troppo corte, di quell'unica tessera di domino su cui inciampi e che va a far crollare tutto il castello.
E, a quel punto, sono lecite anche le fughe.
Scrivere è una pratica che non ammette bugie. È quasi una religione, più che un mestiere. Se non sei in pace con te stesso si blocca - e...
Il Madagascar e ciò che è diverso
Scrivere è una pratica che non ammette bugie.
È quasi una religione, più che un mestiere. Se non sei in pace con te stesso si blocca - e sarei in cerca di metafore più fini, ma mi viene in mente solo l'intestino. Ma poi c'è qualcuno che dice che del resto le crisi sono anche opportunità , che vengono per portare un po' di svolte - si tratta solo di buttarsi, trattenere il fiato, pigiare il pulsante "reset" e trovare la voglia di ricostruire ciò che andava inevitabilmente estirpato.
E la mia non è veramente un'assenza di cose da dire - è più un non saper come dirle. È più una ricerca di una voce nuova per dirle, perché sono cose nuove e la voce vecchia ormai stona un po', è scordata. È uno studio meticoloso, un'analisi SWOT di ciò che ci si aspetta che dovrei essere adesso: e la valutazione non è tanto il volerlo diventare oppure no, quanto il come diventarlo - in che modo ciò che già sono possa aiutarmi a diventarlo, quali mie caratteristiche possono essere rielaborate come punti di forza in questo nuovo panorama.
E poi, in mezzo a tutto questo, c'è la vita - c'è l'entropia.
C'è la maledizione del caos, delle coperte sempre troppo corte, di quell'unica tessera di domino su cui inciampi e che va a far crollare tutto il castello.
E, a quel punto, sono lecite anche le fughe.
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